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	<title> &#187; Agricoltura</title>
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		<title>Mega impianto solare a Masseria Giardino</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Jul 2011 22:02:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
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		<description><![CDATA[7 ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE RICHIEDONO L’ACCESSO AI DOCUMENTI  Sette Associazioni ambientaliste di Foggia CSN, FAI, Italia nostra, Legambiente, LIPU, VAS, WWF vogliono vederci chiaro sul progetto dell’Amministrazione comunale di realizzare un mega impianto fotovoltaico a ridosso del Parco dell’Incoronata, del corridoio ecologico del Cervaro, di un’area già dichiarata d’interesse europeo e storicamente legata alle via tratturali, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong><em>7 ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE RICHIEDONO L’ACCESSO AI DOCUMENTI</em></strong> </p>
<div id="attachment_1140" class="wp-caption aligncenter" style="width: 460px"><a href="http://www.lipucapitanata.it/wp-content/uploads/2011/07/Mass-Giardino-LIPU-Fg2.jpg" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-1140   " title="Mass Giardino- LIPU Fg" src="http://www.lipucapitanata.it/wp-content/uploads/2011/07/Mass-Giardino-LIPU-Fg2-300x70.jpg" alt="Mass Giardino- LIPU Fg" width="450" height="105" /></a><p class="wp-caption-text">Mass Giardino- foto LIPU Fg (click to enlarge)</p></div>
<p style="TEXT-ALIGN: left"><strong>Sette Associazioni ambientaliste</strong> di Foggia<strong> </strong>CSN, FAI, Italia nostra, Legambiente, LIPU, VAS, WWF vogliono vederci chiaro sul progetto dell’Amministrazione comunale di realizzare un mega impianto fotovoltaico a ridosso del Parco dell’Incoronata, del corridoio ecologico del Cervaro, di un’area già dichiarata d’interesse europeo e storicamente legata alle via tratturali, e <strong>hanno fatto formale richiesta di accesso a tutta la relativa documentazione</strong>.</p>
<p>Le Associazioni ricordano che <strong>il progetto dell’Amministrazione comunale prevede di realizzare</strong>, trasformando il verde agricolo in zona industriale per aggirare vincoli e normative, <strong>su di un’area di duecento ettari, un impianto fotovoltaico da 60÷80 megawatt</strong>, seppellendo così con una distesa di pannelli al silicio un prezioso patrimonio storico, culturale e naturalistico.</p>
<p>Il provvedimento che dà il via a questo incredibile mostro ambientale ammazza Parco regionale e ammazza Masseria Giardino è la “<em>Deliberazione del consiglio comunale n. 50 del 24/06/2011</em>”.</p>
<p><a href="http://www.lipucapitanata.it/index.php/fotovoltaico-a-masseria-giardino-fg/" target="_blank"><strong>Relativamente ad essa sono state già evidenziate una serie di anomalie </strong>(<em>vedi precedente intervento NDR</em>)</a>. <strong>La modifica urbanistica</strong>, già preventivata, di trasformazione del verde agricolo in zona industriale, in antitesi con tutti i ben noti programmi di valorizzazione delle aree agricole periurbane, <strong>deve essere obbligatoriamente sottoposta a verifica di VAS</strong> (Valutazione Ambientale Strategica) <strong>e Valutazione di Incidenza</strong>. Di tutto questo, osservano le Associazioni, non vi è cenno alcuno nella delibera, demandando il tutto al Responsabile del Procedimento perché siano intraprese le necessarie procedure. Inoltre si stabilisce subitamente il carattere di &#8220;<em>pubblico interesse</em>&#8221; senza richiamare alcuna normativa mentre è noto che questi impianti possono assumere detta qualifica solo dopo il conseguimento dell’Autorizzazione regionale.</p>
<p>In linea con i canoni della corretta gestione del territorio di realizzare impianti di piccola potenza, privilegiando la microproduzione di energia elettrica, costruendo centrali solari su siti di scarso valore ambientale come aree davvero industriali o urbanizzate, <strong>le associazioni ambientaliste</strong> CSN, FAI, Italia nostra, Legambiente, LIPU, VAS, WWF nel proporre istanza di accesso agli atti, <strong>invitano ancora una volta l’Amministrazione comunale di Foggia a fare un passo indietro</strong> e abbandonare l’assurdo progetto della gigantesca centrale solare, approvato in palese contraddizione con i processi partecipativi promossi dalla stessa Amministrazione sul redigendo Piano Urbanistico comunale la cui adozione è costantemente differita.</p>
<p style="text-align: right;">Foggia, 28.07.11                                                                                               <strong>Csn Foggia</strong></p>
<p align="right"><strong>FAI   Foggia</strong></p>
<p align="right"><strong>Italia Nostra  Foggia</strong></p>
<p align="right"><strong>Legambiente  Foggia</strong></p>
<p align="right"><strong>LIPU   Foggia </strong></p>
<p align="right"><strong>VAS Foggia </strong></p>
<p align="right"><strong>WWF Foggia</strong></p>
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		<title>Fotovoltaico a Masseria Giardino (Fg)</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Jul 2011 10:17:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Eolico]]></category>
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		<category><![CDATA[fotovoltaico]]></category>
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		<description><![CDATA[LIPU e VAS contestano il comune : ritirare la delibera della vergogna! Norme disattese e Amministrazione diffidata.  LIPU e VAS intervengono sulla svendita dei terreni comunali che si vorrebbe “valorizzare” seppellendoli con pannelli di silicio. Un metodo sbrigativo quanto scandaloso con il mero interesse di fare cassa per i 200  ettari comunali. Agricoli ma ancora [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><em><strong>LIPU e VAS contestano il comune : ritirare la delibera della vergogna!</strong></em></p>
<p align="center"><em>Norme disattese e Amministrazione diffidata.</em> </p>
<p><a href="http://www.lipucapitanata.it/wp-content/uploads/2011/07/Mass-Giardino-LIPU-Fg2.jpg" target="_blank"></a><a href="http://www.lipucapitanata.it/wp-content/uploads/2011/07/Mass-Giardino-LIPU-Fg2.jpg" target="_blank"></a><a href="http://www.lipucapitanata.it/wp-content/uploads/2011/07/Mass-Giardino-LIPU-Fg2.jpg" target="_blank"></a><a href="http://www.lipucapitanata.it/wp-content/uploads/2011/07/Mass-Giardino-LIPU-Fg2.jpg" target="_blank"></a>LIPU e VAS intervengono sulla svendita dei <strong>terreni comunali che si vorrebbe “valorizzare” seppellendoli con pannelli di silicio</strong>. Un metodo sbrigativo quanto scandaloso con il mero interesse di fare cassa per i 200  ettari comunali. Agricoli ma ancora per poco.<a href="http://www.lipucapitanata.it/wp-content/uploads/2011/07/Mass-Giardino-LIPU-Fg2.jpg" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-1140 alignright" title="Mass Giardino- foto LIPU Fg" src="http://www.lipucapitanata.it/wp-content/uploads/2011/07/Mass-Giardino-LIPU-Fg2-300x70.jpg" alt="Mass Giardino- foto LIPU Fg" width="300" height="70" /></a></p>
<p><a href="http://www.lipucapitanata.it/wp-content/uploads/2011/07/Mass-Giardino-LIPU-Fg2.jpg" target="_blank"></a>O forse no !</p>
<p>Infatti già <strong>dalla Delibera di Consiglio si evincono gravissime superficialità in ordine agli adempimenti di legge necessari a trasformare l’area da agricola a industriale</strong>. Condizione oggi necessaria per eludere le nuove normative vigenti che prevedono di non incentivare impianti di potenza superiore a 1 MW ricadenti in aree agricole.</p>
<p>Il comune, si ricorderà, sprezzante dello spirito normativo, aveva previsto di modificare di proposito lo strumento urbanistico con l’esclusivo scopo di prendere per i fondelli la stessa normativa. <strong>Un atto deplorevole </strong>e un pericoloso precedente che potrebbe essere seguito in altre occasioni.</p>
<p><strong>Distese fotovoltaiche su preziosi suoli agrari sono sempre una intollerabile vergogna di cui non c’è alcun bisogno.</strong> Con o senza Masseria Giardino. Anche se in questo caso deve registrarsi l’aggravante di una allocazione a ridosso del Parco Regionale dell’Incoronata che abbraccia la masseria omonima, con buona pace delle pessime ricadute paesaggistiche.</p>
<p>Migliaia di ettari sono ingoiati nel Mezzogiorno da questa mera speculazione, con la compiacenza di Amministratori e politici spregiudicati. Ciò non ha nulla a che vedere con la tutela ambientale ma paradossalmente approfitta di questi principi per degradare e consumare ancor più il territorio.</p>
<p>LIPU e VAS ricordano come l’<strong>agro foggiano</strong> sia <strong>già</strong> stato <strong>umiliato per decine e decine di ettari senza considerare altri impianti autorizzati in arrivo</strong>.</p>
<p><strong>E poi ci sono “allegre” D.I.A. (Dichiarazioni di Inizio Attività) concesse per impianti “singoli” da 1 MW</strong>, sia fotovoltaici (2 ettari) che eolici (100 m di h) ma…. vicini tra loro, quindi platealmente fuorilegge, tanto da costituire vere e proprie centrali energetiche PERO’ senza alcuna valutazione di carattere urbanistico e men che meno ambientale.</p>
<p>E ancora <strong>varie convenzioni</strong> per grossi progetti eolici come fotovoltaici, sia nell’agro foggiano che <strong>sul confine di San Marco in Lamis dove sono iniziati pesanti sbancamenti</strong> per un gigantesco impianto eolico a cura della <em>Renergy</em>.</p>
<p>Dove sono queste convenzioni? Cosa prevedono? Quali introiti? Da utilizzarsi come?</p>
<p>E allora <strong>l’Amministrazione esponga sul suo sito internet le convenzioni</strong> e gli accordi sottoscritti o in fase di sottoscrizione <strong>e ritiri immediatamente la delibera <em>ammazza-territorio</em>.</strong>.</p>
<p>Infatti, <strong>la LIPU ha diffidato l’Amministrazione</strong> comunale nella persona del Sindaco, poiché le modifiche urbanistiche, in quanto “varianti” ai Piani, devono essere obbligatoriamente sottoposte a verifica di VAS (Valutazione Ambientale Strategica) e Valutazione di Incidenza, come previsto dal D.Lgs 4/2008 e dal DPR 357/97 e successive integrazioni.</p>
<p>Di tutto questo non vi è cenno alcuno nella famigerata delibera pur demandando il tutto al Responsabile del Procedimento perché dia corso a quanto deliberato.</p>
<p>Inoltre <strong>si assegna arbitrariamente il carattere di “<em>pubblico interesse</em>”</strong>, non è chiaro se alla variante o al progetto, senza richiamare alcun conforto normativo mentre è noto che questi impianti assumono detta qualifica solo DOPO il conseguimento della Autorizzazione regionale !</p>
<p>Altro che “valorizzare” ! Non c’è alcun serio ritorno costi-benefici ma solo la compromissione del capitale ambientale pregiudicato a scapito degli autentici interessi  collettivi.</p>
<p>Foggia, 15.07.2011                            LIPU prov.le Foggia                 VAS prov.le Foggia</p>
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		<title>Rinnovabili: BASTA ipocrisie, BASTA milioni di euro alla speculazione !</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Apr 2010 15:05:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
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		<category><![CDATA[rinnovabili]]></category>

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		<description><![CDATA[Il FarWest energetico continua a ipotecare migliaia di ettari di territorio senza alcuna sostenibilità ambientale. La LIPU rilancia le verità oscurate. Non basta partire da giusti principi e poi promuovere acriticamente le fonti energetiche rinnovabili. L’abuso vergognoso e speculativo sta umiliando l’urbanistica e perfino la geografia del Paese con l’ausilio dei più vecchi metodi speculativi. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><em>Il FarWest energetico continua a ipotecare migliaia di ettari di territorio senza alcuna sostenibilità ambientale. La LIPU rilancia le verità oscurate.</em></p>
<p style="TEXT-ALIGN: left">Non basta partire da giusti principi e poi promuovere acriticamente le fonti energetiche rinnovabili. L’abuso vergognoso e speculativo sta umiliando l’urbanistica e perfino la geografia del Paese con l’ausilio dei più vecchi metodi speculativi.</p>
<p>Un liberismo sfrenato, promosso con la falsa copertina della “<em>ecocompatibilità</em>”, sta compromettendo e mettendo <strong>a repentaglio risorse territoriali di inestimabile valore</strong>: Biodiversità, Assetto Urbanistico, Paesaggi, Identità culturali, Storia, Archeologia…. E non sono da trascurare deprecabili fenomeni di condizionamento delle fragili democrazie nelle piccole comunità, in svendita per fare cassa. Cosi come lo “strozzinaggio” ai danni dell’agricoltura, ostaggio della crisi e quindi costretta a concedere larghe opzioni d’uso dei terreni a queste industrializzazioni camuffate.</p>
<p>La <strong>LIPU pugliese da anni lancia l’allarme</strong>, avendo seguito con interesse il fenomeno e la assoluta aggressività con cui si è manifestato nel Mezzogiorno, <strong>attenzionando centinaia di progetti</strong>. Ma i media nazionali non sembrano avere lo stesso coraggio, né una qualsivoglia capacità (o volontà !) di giornalismo di inchiesta che dovrebbe fare oggettiva luce per il bene collettivo e per la stessa qualità d’informazione.</p>
<p>Studi ambientali generalmente superficiali, valutazioni scandalosamente disinvolte degli Enti preposti, regole farsa, minacce di ricorsi, cumuli di progetti a cui dare riscontri: <strong>situazioni indecenti, vergognose</strong> che meriterebbero ben altre attenzioni da parte di Amministratori deputati al (corretto) governo del territorio e dei politici di turno.</p>
<p>Invece, <strong>stanno per approdare in conferenza Stato &#8211; Regioni le</strong>, pur gravemente tardive, <strong>Linee Guida</strong> nazionali per le Autorizzazioni di impianti energetici da fonte rinnovabile.</p>
<p>Non si stabilisce <strong>alcun obbligo di tutela</strong> in capo alle Regioni, non si tiene in alcun conto della <strong>moltitudine di pareri ambientali positivi già espressi per migliaia di macchine eoliche</strong>, non si argina la pericolosa e <strong>incontrollata</strong> <strong>deriva di impianti da 1MW, </strong>solo per citare alcuni aspetti. Insomma, un provvedimento che ha il sapore di <strong>una legittimazione al disastro ambientale</strong> piuttosto che un orientamento a “salvare il salvabile”.</p>
<p>Sull’eolico, un dato tanto oggettivo quanto occultato basta a rendere il senso del <strong>VERO stato dell’arte inquadrato su vasta scala dalla LIPU con l’ausilio di numerose realtà locali</strong>: considerando non solo impianti realizzati e in esercizio (che non è poco), ma tutti quelli con pareri ambientali già espressi e quindi prossimi ad essere realizzati, <strong>la Nazione è silenziosamente ipotecata da oltre 11.000 MW di capacità eolica</strong> (*), in gran parte concentrati nel Mezzogiorno ma con un “contagio” che sta massicciamente interessando tutto Paese !  Dato ancora più scandaloso se si pensa che <strong>il “<em>position paper</em>” dello Stato Italiano ne prevede 10.000</strong> (più 2000 off-shore) <strong>!!!!</strong></p>
<p><strong>Dati abilmente oscurati</strong>, quindi, per nulla gestiti dalle istituzioni (Governo e Regioni) e men che meno analizzati dai media. Hanno cosi facile gioco i ricatti e i lamenti della stessa lobby per rivendicare, ingiustamente, una scarsa penetrazione dell’eolico in Italia e un conseguente ampliamento del banchetto finanziario -speculativo.</p>
<p><strong>Dati desolanti</strong>, conseguiti senza alcun dibattito preventivo o qualsivoglia forma di pianificazione o valutazione seria e multidisciplinare su ampia scala, nemmeno quando previsto per legge, e<strong> che basterebbero</strong> a ricercare con forza un momento di riflessione e di stop a questa <strong>vera e propria aggressione</strong>.</p>
<p><strong>Enormi estensioni fotovoltaiche</strong> sugli ecosistemi agrari, invece, sono <strong>l’ennesimo insulto</strong> all’uso intelligente del territorio, fratturato e frammentato nella sua omogeneità con tutte le conseguenze immaginabili e con una <strong>esponenziale impennata alla deleteria dinamica di consumo di territorio</strong>. Anche un bambino capirebbe che tali insediamenti industriali possono costituire l’eccezione; la regola dovrebbe imporre lo <strong>sfruttamento di coperture e di aree già compromesse</strong>. Come pure in diversi casi (spontanei) si è avuto lodevole esempio. Basti ricordare l’<strong>impianto integrato su tetto più grande d’Italia, realizzato ad Altamura</strong> (Ba) su un capannone industriale !</p>
<p>Le fonti rinnovabili devono servire a salvare il pianeta. Non possono continuare ad essere il “cavallo di troia” per ulteriori deturpamenti territoriali, per di più plurisovvenzionati con <strong>incentivi pubblici, i più alti d’Europa e forse del mondo</strong>.</p>
<p>Non è più accettabile la <strong>retorica comunicativa</strong> di cui per anni ha beneficiato la speculazione eolica, e oggi anche quella del fotovoltaico : <em>o sei con le rinnovabili </em>(comunque e dovunque)<em> o sei per il nucleare e le fonti fossili</em>.</p>
<p>Esiste una terza via: la <strong>VERITA’ dei FATTI</strong>, <strong>oggettiva e soprattutto scevra da interessi</strong>.</p>
<p>Con queste verità, <strong>la LIPU pugliese rinnova con forza la vertenza</strong> e il suo impegno di denuncia delle aggressioni e degli usi sconsiderati del territorio rurale, oscenamente declassato a mero ricettacolo di invasive centrali eoliche e assurde distese fotovoltaiche.</p>
<p>Sulle rinnovabili vi è un approccio qualunquista con una <strong>devastazione del territorio in cambio di denaro</strong>, e allora <strong>BASTA</strong> milioni di euro di incentivi a queste speculazioni ! <strong>BASTA</strong> ulteriori aberrazioni ambientali !</p>
<p><strong>Governo e Regioni</strong>, a cominciare da quella Pugliese, <strong>non rimangano a guardare di fronte alla macelleria urbanistica che si sta consumando in completa anarchia </strong>! Ne prendano oggettivamente atto e alla prossima conferenza Stato – Regioni corrano ai ripari.</p>
<p>Puglia, 28.04.2010                                                  <strong>LIPU &#8211; delegazione Puglia</strong></p>
<p><strong>(*) </strong><em>Nota: La <strong>potenza in MW</strong> esprime la potenza massima istantanea (o di targa) che un impianto è in grado di sviluppare in condizioni ottimali di funzionamento, cosa ben diversa dalla <strong>energia</strong> prodotta che invece dipende dall’effettivo regime di funzionamento dell’impianto.</em></p>
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		<title>POLITICA AGRICOLA EUROPEA: LE ORGANIZZAZIONI DEI PROPRIETARI E IMPRENDITORI AGRICOLI EUROPEI E BIRDLIFE INTERNATIONAL (LIPU IN ITALIA) SOTTOSCRIVONO UNA ROAD MAP PER IL FUTURO DELLA PAC</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Jan 2010 11:31:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[pac]]></category>
		<category><![CDATA[politica agricola]]></category>

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		<description><![CDATA[    Per l’Italia la LIPU chiede attenzione ai modelli agricoli ad alto valore naturalistico come le steppe in Puglia e Sardegna, i Magredi in Friuli Venezia Giulia e i pascoli alpini e appenninici La crescita mondiale della domanda di cibo, la sfida del riscaldamento globale e le minacce alla biodiversità europea e alla qualità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> </p>
<p> </p>
<p><strong><em>Per l’Italia la LIPU chiede attenzione ai modelli agricoli ad alto valore naturalistico come le steppe in Puglia e Sardegna, </em></strong><strong><em>i Magredi in Friuli Venezia Giulia e i pascoli alpini e appenninici</em></strong></p>
<p><strong>La crescita mondiale della domanda di cibo, la sfida del riscaldamento globale e le minacce alla biodiversità europea e alla qualità dell’ambiente</strong>. Sono i passaggi fondamentali affrontati dalla proposta di riforma della Politica Agricola Comune (PAC) presentata a Bruxelles da <strong>BirdLife International (LIPU in Italia)</strong>, rete mondiale di associazioni per la difesa della natura, e dalla <strong>ELO (European Landowner Organization</strong>), l’organizzazione europea dei proprietari terrieri, dei managers di imprese agricole e degli imprenditori rurali. L’evento, organizzato al Parlamento europeo, si è svolto alla presenza di <strong>Paolo De Castro</strong>, Presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo e ex ministro delle politiche agricole nel primo Governo Prodi, <strong>Thierry de l’Escaille</strong>, Segretario generale ELO, e <strong>Angelo Caserta</strong>, Direttore BirdLife Europa.</p>
<p><strong>BirdLife International </strong>ed<strong> ELO ritengono che le sfide globali del nostro tempo, relative alla</strong> <strong>sicurezza alimentare </strong>e<strong> alla tutela dell’ambiente,</strong> possano essere positivamente affrontate soltanto mediante politiche europee dotate di risorse finanziarie adeguate. La riforma della politica agricola comune (PAC) è un’occasione imperdibile.</p>
<p>Le due organizzazioni immaginano una PAC basata su un nuovo <strong>approccio che metta al centro del sistema la stipula di contratti </strong>tramite i quali gli  imprenditori agricoli siano ricompensati per la loro capacità di fornire alla collettività beni pubblici, come cibi sani e un ambiente salubre, superando l’attuale logica della rendita storica.</p>
<p>I cittadini dell’Unione Europea chiedono che il territorio venga gestito in modo da mantenere una <strong>biodiversità ricca ed ecosistemi in salute</strong>, e che il settore agricolo sia in grado di mantenere una <strong>produzione alimentare sul lungo termine</strong> attraverso un <strong>uso sostenibile delle risorse naturali</strong>.</p>
<p>Una particolare attenzione deve essere posta ai modelli agricoli ad alto valore naturalistico (High Nature Value Farming) come i pascoli estensivi caratteristici delle aree marginali ad alto rischio di abbandono o di intensificazione, come le <strong>steppe nelle Murge in Puglia</strong>, nel centro della <strong>Sardegna</strong> o i Magredi in Friuli Venezia Giulia e i <strong>pascoli </strong>alpini ed appenninici, essenziali per specie di grande rilevanza conservazionistica come la Gallina prataiola, l’Occhione, Coturnice e Re di quaglie.</p>
<p>BirdLife ed ELO, inoltre, ritengono che la nuova politica agricola comune debba basarsi sull’<strong>attuale modello utilizzato per la politica di sviluppo rurale</strong>, facendo tesoro dell’esperienza maturata con gli schemi agro-ambientali.</p>
<p>“<em>Entrambe le organizzazioni</em> &#8211; afferma <strong>Thierry de l’Escaille, Segretario Generale ELO </strong>– <em>auspicano una continuità della politica europea e del relativo bilancio per raggiungere la sicurezza alimentare e ambientale (FES – Food and Environmental Security). Concordiamo</em> – aggiunge – <em>che la PAC debba cambiare per far proprie le sfide emergenti di questo secolo: la crescita della domanda di cibo, il pericolo del riscaldamento globale e le minacce alla biodiversità europea e alla qualità dell’ambiente”.</em></p>
<p><em>“I sistemi attuali </em>– dichiara <strong>Angelo Caserta, Direttore di BirdLife Europa</strong> – <em>hanno necessità di essere riformarti per ricompensare adeguatamente i produttori agricoli per i benefici ambientali che essi portano e che sono così fondamentali per entrambi, per la natura e per il nostro benessere di lungo termine</em>”.</p>
<p>“<em>La sottoscrizione di questa road map tra ambientalisti e gestori del territorio è di grande importanza</em>  - dichiara <strong>Claudio Celada, Direttore Conservazione Natura LIPU BirdLife Italia</strong> – <em>perché viene da soggetti che pur seguendo percorsi differenti, concordano sulla necessità di mantenere i fondi alle politiche agricole. Questo purchè si riformi la PAC incentivando la qualità dell’agricoltura e il rispetto dell’ambiente come del resto chiedono i cittadini europei</em>”.</p>
<p>Per scaricare il documento comune:  </p>
<p><a href="http://www.birdlife.org/eu/pdfs/Proposal_for%20_the_future_cap_FINAL_21_01_2010.pdf">http://www.birdlife.org/eu/pdfs/Proposal_for_the_future_cap_FINAL_21_01_2010.pdf</a></p>
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		<item>
		<title>AGRICOLTURA PUGLIA, LIPU CHIEDE MODIFICA DEL PIANO SVILUPPO RURALE (PSR)</title>
		<link>http://www.lipucapitanata.it/index.php/agricoltura-puglia-lipu-chiede-modifica-del-piano-sviluppo-rurale-psr-mancano-misure-adeguate-per-la-tutela-dellambiente-e-della-biodiversita/</link>
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		<pubDate>Wed, 08 Apr 2009 22:49:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Regionali]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>
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		<description><![CDATA[ &#8221;MANCANO MISURE ADEGUATE PER LA TUTELA DELL&#8217;AMBIENTE E DELLA BIODIVERSITA&#8217;&#8221; Le richieste inviate all&#8217;assessore regionale Enzo Russo. Il Piano pugliese si colloca nelle ultime posizioni a livello nazionale per tutela di specie e habitat agricoli. Il Piano di Sviluppo Rurale (PSR) della Puglia è carente sotto il profilo della conservazione degli habitat e della biodiversità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"> &#8221;MANCANO MISURE ADEGUATE PER LA TUTELA DELL&#8217;AMBIENTE E DELLA BIODIVERSITA&#8217;&#8221;</p>
<p>Le richieste inviate all&#8217;assessore regionale Enzo Russo. Il Piano pugliese si colloca nelle ultime posizioni a livello nazionale per tutela di specie e habitat agricoli.</p>
<p>Il Piano di Sviluppo Rurale (PSR) della Puglia è carente sotto il profilo<br />
della conservazione degli habitat e della biodiversità e si colloca, sotto<br />
questo profilo, agli ultimi posti a livello nazionale. Lo afferma la<br />
LIPU-BirdLife Italia, che in una lettera inviata nei giorni scorsi a Enzo<br />
Russo, assessore alle Risorse Agroalimentari della Regione Puglia, chiede un<br />
incontro urgente per illustrare le proposte di modifica al PSR regionale e<br />
segnala le poche risorse per la conservazione di habitat, flora e fauna<br />
selvatiche, l&#8217;assenza di misure specifiche per importanti habitat come le<br />
steppe, la presenza di misure con potenziali effetti negativi sulla biodiversità.</p>
<p>Con la revisione di medio termine (cosiddetta &#8220;<em>Health Check</em>&#8220;) della Politica<br />
Agricola Comune (PAC) &#8211; spiega la LIPU &#8211; l&#8217;Unione Europea ha stanziato di<br />
recente più fondi per lo Sviluppo Rurale al fine di affrontare le nuove<br />
sfide ambientali, tra cui la mitigazione dei cambiamenti climatici, la<br />
protezione delle acque e la conservazione della biodiversità. Temi sui quali<br />
la regione Puglia è particolarmente esposta, in particolare al rischio di<br />
desertificazione che incombe sul 90% del proprio territorio, aggravato da un uso insostenibile dell&#8217;acqua. Nella regione risultano inoltre frammentati e<br />
degradati habitat naturali e seminaturali di grande importanza, con costante declino della biodiversità.</p>
<p>&#8220;L&#8217;opinione pubblica &#8211; dichiara Patrizia Rossi, Responsabile Agricoltura<br />
LIPU &#8211; si aspetta provvedimenti a favore di un&#8217;agricoltura sostenibile, che<br />
offra prodotti sani e ricavati da pratiche agricole che tutelano l&#8217;habitat e<br />
aiutano la sopravvivenza delle specie degli ambienti rurali. Questo Piano<br />
invece &#8211; conclude &#8211; va nella direzione opposta. Chiediamo dunque un cambio netto di rotta&#8221;.</p>
<p>Nella lettera inviata dalla LIPU all&#8217;assessore Russo, in particolare, si<br />
evidenzia come il PSR pugliese ignori, per esempio, la grande rilevanza<br />
naturalistica delle steppe, formazioni erbose seminaturali che vengono<br />
utilizzate come pascolo permanente. Ambienti però dissodati, spietrati e<br />
messi a coltura: dagli 80mila ettari degli anni Cinquanta, si è passati ai<br />
29mila ettari del 2000. &#8220;I pascoli permanenti o steppe &#8211; fa notare Rossi -<br />
portano non solo benefici alla biodiversità, ma svolgono funzioni ecologiche di grande rilievo come la fissazione dell&#8217;anidride carbonica, la protezione<br />
del suolo contro l&#8217;erosione e la desertificazione, la regolazione delle<br />
acque e degli equilibri idrogeologici&#8221;.</p>
<p>Secondo la LIPU, inoltre, il PSR non prevede aiuti per la zootecnia<br />
biologica o per le colture da foraggio in agricoltura biologica, una<br />
pratica &#8211; sottolinea la LIPU &#8211; indispensabile per una gestione corretta e il<br />
ripristino delle steppe, e inoltre per favorire la diffusione della rotazione delle colture, la cui semplificazione è invece all&#8217;origine dell&#8217;impoverimento dei suoli e della riduzione della biodiversità negli ecosistemi agricoli.</p>
<p>Un&#8217;altra critica della LIPU al PSR si rivolge alla misura per la<br />
diversificazione del paesaggio agricolo (la n.216 &#8220;Sostegno agli<br />
investimenti non produttivi&#8221;), che prevede la messa a dimora di siepi,<br />
boschetti e altri elementi tipici del paesaggio, misura che non risulta<br />
accompagnata da una specifica azione agroambientale per la copertura dei<br />
costi di manutenzione o la compensazione del mancato reddito per gli<br />
agricoltori. Se non si porrà rimedio a questa carenza, la LIPU teme il<br />
fallimento della misura.</p>
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		<title>DIGA DI PIANA DEI LIMITI: LE ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE SI RIVOLGONO AL PRESIDENTE VENDOLA E AL DIFENSORE CIVICO</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Feb 2007 13:45:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[consorzio di bonifica]]></category>
		<category><![CDATA[fortore]]></category>
		<category><![CDATA[piana dei limiti]]></category>
		<category><![CDATA[provincia di foggia]]></category>

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		<description><![CDATA[  ITALIA NOSTRA, LEGAMBIENTE, LIPU, VAS E WWF NON ASCOLTATE DALLA PROVINCIA DI FOGGIA Si susseguono da diversi anni ormai gli incontri sul progetto della diga di Piana dei Limiti, a valle di quella di Occhito, sul fiume Fortore, promossi dalla Provincia di Foggia. Anche in questi giorni la Provincia di Foggia persevera, nel merito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><strong> </strong></p>
<p align="center"><strong>ITALIA NOSTRA, LEGAMBIENTE, LIPU, VAS E WWF NON ASCOLTATE DALLA PROVINCIA DI FOGGIA</strong></p>
<p style="text-align: left;">Si susseguono da diversi anni ormai gli incontri sul progetto della diga di Piana dei Limiti, a valle di quella di Occhito, sul fiume Fortore, promossi dalla Provincia di Foggia. Anche in questi giorni la Provincia di Foggia persevera, nel merito e nel metodo, promuovendo tale opera.</p>
<p>Italia Nostra, Legambiente, LIPU, VAS e WWF hanno pubblicamente e più volte dimostrato in maniera inoppugnabile la inutilità dello stesso progetto, rispetto agli obiettivi prefissati di approvvigionamento idrico, stigmatizzando senza possibilità di smentita il colossale spreco di risorse pubbliche nonché la mancanza di adempimenti formali e sostanziali rispetto alle procedure nazionali di VIA e di Incidenza sui siti Natura 2000 interessati. Hanno, per contro, dimostrato l’esistenza di alternative di gran lunga meno impattanti e più serie per garantire la possibilità di approvvigionamento idrico, al di là delle logiche legate alla intercettazione di finanziamenti e gestione di appalti pubblici.</p>
<p>Le Associazioni ambientaliste, non essendo state mai invitate agli incontri finalizzati alla costruzione della diga, ricordano di avere più e più volte reiterato la richiesta alla Provincia per l’accesso ai verbali relativi. In questa situazione, è evidente che l’Ente, oltre ad evitare il confronto e la concertazione, non adempie nemmeno ai percorsi previsti dalla legge.</p>
<p>Nella ferma convinzione che a tale opera inutile, dannosa e dispendiosa, esistono alternative di gran lunga più valide nei confronti dei rischi derivanti da mutamenti climatici e da prevedibili crisi idriche,  le Associazioni, oltre  a  rivolgere l’ennesima richiesta di atti alla Provincia, si sono rivolte al suo Difensore Civico chiedendo, ai sensi delle vigenti leggi, di far rispettare le istanze mai esaudite dall’Ente.</p>
<p>Analoga richiesta di documentazione relativa alla Diga è stata chiesta dalle Associazioni all’<strong> </strong>Assessorato Regionale alle Opere Pubbliche.</p>
<p>Inoltre, le Associazioni hanno chiesto un incontro con il Presidente della Regione Puglia per poter rappresentare le proprie posizioni anche perché, nell’ultimo recente incontro presso la Provincia di Foggia, l’Assessore Regionale alle Opere Pubbliche Introna avrebbe fatto dichiarazioni sconcertanti e in apparente contraddizione con la linea assunta dal Governo regionale. Per questo le Associazioni Ambientaliste hanno espressamente chiesto allo stesso Assessore e al Presidente della Regione un preciso chiarimento senza margini di ambiguità.</p>
<p>Italia Nostra, Legambiente, LIPU, VAS e WWF non concordano inoltre sullo  “status” autorizzativo del progetto che il Consorzio di Bonifica dichiara già completo di tutte le approvazioni.Come confermato in tempi non sospetti (2004) dalle Direzioni generali del Ministero dell’Ambiente, il progetto è incompleto degli adempimenti ambientali previsti ovvero Valutazione di Incidenza e Valutazione di Impatto Ambientale. Questo è sufficiente per rendere inutile anche il decreto di VIA ottenuto nel lontano 1993 (su un progetto degli anni ’80 !), del resto del tutto inattuale alla luce del nuovo scenario ambientale, territoriale e normativo, mutato in questi ultimi…. 14 anni !</p>
<p>Su questa diga inutile e dannosa, Italia Nostra, Legambiente, LIPU, VAS e WWF sono ben determinate ad andare fino in fondo: oltre a rimarcare i caratteri negativi dell’opera, hanno già denunciato preventivamente alla Corte dei Conti lo sperpero di denaro pubblico che ne deriverebbe e stanno raccogliendo tutta l’istruttoria per una procedura di infrazione comunitaria che avrebbe conseguenze economiche pesantissime sul territorio a cominciare dalla programmazione dei fondi comunitari 2007-2013.</p>
<p>Desta preoccupazione inoltre, evidenziano le Associazioni, la posizione dei settori agricoli dei sindacati CGIL, CISL e UIL, espressamente preposti a tutelare gli interessi degli agricoltori, acriticamente in linea con quella del Consorzio,  senza assumere alcuna verifica tecnica sulla bontà dell’iniziativa progettuale.</p>
<p>Foggia, 15.02.07</p>
<p><strong>Italia Nostra               Legambiente              LIPU               VAS                WWF</strong></p>
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