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	<title> &#187; Aree protette, SIC, ZPS, IBA</title>
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		<title>Speculazioni edilizie a S. Cesarea (Le)</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Jul 2011 12:40:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aree protette, SIC, ZPS, IBA]]></category>
		<category><![CDATA[Regionali]]></category>
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		<category><![CDATA[porto miggiano]]></category>

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		<description><![CDATA[Valutazioni ambientali scadute e irrispettose della Natura si aggiungono a iter autorizzativi ambigui.   LIPU: giuste le rivendicazioni di “Save Salento” e comitati. Basta oltraggi al territorio ! La LIPU pugliese condivide le proteste di Save Salento e comitati locali ed esprime l’apprezzamento per l’impegno ambientalista delle parlamentari Zamparutti e Sbarbati. Le lottizzazioni del comparto 13 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><em><strong>Valutazioni ambientali scadute e irrispettose della Natura si aggiungono a</strong> i</em><strong><em>ter autorizzativi ambigui.</em> </strong></p>
<p align="center"> <em> </em><em>LIPU: giuste le rivendicazioni di “Save Salento” e comitati. </em><em>Basta oltraggi al territorio !</em></p>
<p>La LIPU pugliese condivide le proteste di <em>Save Salento</em> e comitati locali ed esprime l’apprezzamento per l’impegno ambientalista delle parlamentari Zamparutti e Sbarbati. <strong>Le lottizzazioni del comparto 13 e del comparto 14 nel comune di S. Cesarea sono incompatibili con il territorio</strong>, <strong>intollerabili moralmente</strong> e contro un serio sviluppo turistico.</p>
<p>A corollario di un iter urbanistico all’insegna dell’ambiguità, sul progetto Comparto 13 denominato “<em>Onda Vitae Residence</em>” (loc. porto Miggiano) emergono anche carenze in ordine alla valutazione ambientale.</p>
<p>Al di là dei contenuti di merito opinabili, il parere ambientale fu reso dalla Regione nel 2005 e,<strong> in ossequio alla normativa regionale in materia, esso ha perso di efficacia essendo abbondantemente trascorsi i 3 anni di validità.</strong></p>
<p><strong>La procedura deve essere pertanto rinnovata !</strong></p>
<p>Nello stesso atto, inoltre, <strong>la Valutazione di Incidenza</strong> per verificare gli effetti a carico di una sola parte del SIC (Sito di Importanza Comunitaria) ivi presente <strong>non è stata invece espletata per verificare gli effetti sull’IBA</strong> (Important Birds Area) n.147 “<em>Costa da Capo d’Otranto a Capo S. Maria di Leuca</em>” su cui la lottizzazione ricade interamente.</p>
<p>Le IBA sono aree fondamentali per le specie di uccelli a rischio. Secondo la giurisprudenza comunitaria ma anche secondo le interpretazioni del Ministero Ambiente, ampiamente rese da tempo in numerosi casi analoghi, <strong>le IBA sono equiparabili alle ZPS </strong>(Zone di Protezione Speciale) <strong>e soggette al loro stesso regime di tutela</strong> ai sensi della Direttiva “Uccelli” 79/409/CEE, ovvero con la Valutazione di Incidenza.</p>
<p>Pertanto, i proponenti devono <strong>anche presentare istanza di Valutazione di Incidenza</strong> <strong>in relazione agli effetti di tutta la lottizzazione sull’IBA</strong>. (<strong>vedi</strong> <a href="http://www.lipucapitanata.it/wp-content/uploads/2011/07/ortofoto-area-lottizz-S.-Cesarea.pdf" target="_blank"><strong>ortofoto area lottizz S. Cesarea</strong></a>)</p>
<p>Inoltre, <strong>gran parte dell’area interessata dal progetto edilizio comparto 13 risulta percorsa dal fuoco nel 2002</strong>, integrando la vincolistica di cui alla L353/2000 che<em> </em>precisa :</p>
<p><em>(……) È inoltre <strong><span style="text-decoration: underline;">vietata per dieci anni</span></strong>, sui predetti soprassuoli, <strong><span style="text-decoration: underline;">la realizzazione di edifici</span></strong><span style="text-decoration: underline;"> nonché di strutture e infrastrutture finalizzate ad insediamenti civili</span> ed attività produttive, fatti <strong><span style="text-decoration: underline;">salvi i casi in cui</span></strong> per detta realizzazione <span style="text-decoration: underline;">sia stata già rilasciata</span>, in data precedente l’incendio e sulla base degli strumenti urbanistici vigenti a tale data, la relativa <strong><span style="text-decoration: underline;">autorizzazione o concessione</span></strong>.</em></p>
<p>Sebbene l’area sia stata tipizzata per “<em>nuove espansioni turistiche</em>” dal PRG comunale nel lontano 1971 (!), non risulterebbero essere state emesse “autorizzazioni o concessioni” specifiche per il progetto antecedenti il 2002 per questo progetto.</p>
<p>Per di più ecco un <strong>aggravio della situazione con l’avanzata di un nuovo progetto cementizio</strong>, il cosiddetto <strong>comparto 14s</strong>. E’ palese allora la elusività insita in questi passaggi: le valutazioni, soprattutto quelle di carattere ambientale e territoriale, non possono essere effettuate separatamente su più progetti frammentati ma devono avere un carattere complessivo per verificarne correttamente gli effetti cumulativi.</p>
<p>La LIPU ritiene <strong>quanto mai opportuno un determinato intervento della Regione</strong> in ordine alla tutela di questo tratto di costa pugliese, la cui bellezza e importanza non appartiene solo ai pochi avvantaggiati dagli interessi economici del mattone ma a tutta la comunità Salentina e non solo.</p>
<p>Progetti simili appartengono a una logica speculativa e vetusta che si richiama ai peggiori interessi edilizi di vecchia memoria, già oltraggio delle coste più belle.</p>
<p>Foggia, 30.07.2011                                LIPU &#8211; coord. regionale Puglia</p>
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		<title>Perché la Regione Puglia ha smantellato l&#8217;Ufficio parchi?</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Jul 2011 08:14:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aree protette, SIC, ZPS, IBA]]></category>
		<category><![CDATA[Biodiversità, fauna, flora e habitat]]></category>
		<category><![CDATA[Regionali]]></category>
		<category><![CDATA[regione puglia]]></category>

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		<description><![CDATA[La denuncia di LIPU, Pro-Natura e WWF  Da un anno e mezzo l&#8217;Ufficio parchi della Regione Puglia è privo del proprio dirigente. Lo denunciano le sezioni regionali di LIPU, Pro-Natura e WWF. Da quando infatti, all&#8217;inizio del 2010, l&#8217;ing. Francesca Pace è passata a dirigere il Servizio Assetto del Territorio, il posto vacante non è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><em>La denuncia di LIPU, Pro-Natura e WWF</em></p>
<p style="text-align: left;"> Da un anno e mezzo l&#8217;Ufficio parchi della Regione Puglia è privo del proprio dirigente. Lo denunciano le sezioni regionali di LIPU, Pro-Natura e WWF.</p>
<p>Da quando infatti, all&#8217;inizio del 2010, l&#8217;ing. Francesca Pace è passata a dirigere il Servizio Assetto del Territorio, il posto vacante non è stato più stabilmente ricoperto, a parte due iniziali brevi periodi nei quali si sono rapidamente succedute nel ruolo l&#8217;ing. Caterina Dibitonto e l&#8217;avv. Lucia Anna Altamura.</p>
<p>Al seguito dell&#8217;ing. Pace si sono trasferiti altri due funzionari, tanto che oggi all&#8217;ufficio parchi lavorano solo dei professionisti con contratti temporanei, peraltro il più delle volte occupati per altre mansioni. Questa situazione di precarietà è poi aggravata dal fatto che anche il servizio ecologia, a cui gerarchicamente afferisce l&#8217;ufficio parchi, è privo di dirigente da quando l&#8217;ing. Antonello Antonicelli ha assunto il ruolo apicale di dirigente d&#8217;area. Da ciò consegue che il dirigente d&#8217;area è costretto a svolgere anche le due funzioni sottostanti (servizio ecologia ed ufficio parchi) con immaginabili ripercussioni sui carichi di lavoro e sulla tempestività delle decisioni.</p>
<p>Le conseguenze negative di questa situazione non si sono fatte purtroppo attendere.</p>
<p>Sono ormai lontani gli anni della spinta propulsiva che, seppur con alcune contraddizioni e lacune, aveva dato la prima giunta Vendola alla tutela delle aree protette con lo sblocco degli iter istitutivi dei parchi regionali previsti dalla legge, con l&#8217;ampliamento della rete Natura 2000 e con l&#8217;avvio dei piani di gestione di SIC e ZPS.</p>
<p>Oggi lo stallo dell&#8217;ufficio parchi rappresenta lo specchio dello stallo nella politica regionale di tutela delle aree protette e la scommessa fatta dall&#8217;ex assessore Losappio di affidare la gestione delle aree protette regionali agli enti locali si può dire persa. Infatti i parchi istituiti da Vendola sono finora rimasti solo sulla carta, non avendo ancora approvato alcuno strumento di programmazione e mostrando una totale incapacità di spendere i (pochi) fondi che la regione ha loro attribuito, o in altri casi rimangono allo stadio embrionale sotto lo schiaffo di opposizioni strumentali e speculative, fino ad arrivare all&#8217;esempio eclatante del parco regionale dell&#8217;Incoronata che, sotto la fallimentare gestione del comune di Foggia oberato dai debiti, rischia di vedersi spuntare accanto una distesa di 200 ettari di pannelli fotovoltaici su terreni di proprietà comunale che per questo saranno trasformati da agricoli a industriali.</p>
<p>Ma vi è anche il caso del parco del Medio Fortore, un fantasma che ha visto solo l&#8217;individuazione e l&#8217;adozione delle misure di salvaguardia e che da un anno e mezzo è in attesa della definitiva approvazione in consiglio regionale. O ancora il parco dell&#8217;Ofanto, ancora senza organi di gestione dopo un&#8217;istituzione travagliata, mentre nessun ufficio parchi vigila su una situazione indefinita.</p>
<p>Anche la delega affidata alle province sulle valutazioni di impatto e di incidenza ambientale sta mostrando tutti i suoi limiti, con l&#8217;approvazione di decine di progetti, soprattutto in campo energetico ed edilizio, che di sostenibile non hanno nulla e che contraddicono palesemente le linee programmatiche propugnate dal Governatore Vendola.</p>
<p>Di pari passo con la cessione delle competenze agli enti locali e la loro responsabilizzazione nella gestione dei territori protetti ci doveva essere, a parere di LIPU, Pro-Natura e WWF, un analogo rafforzamento delle capacità di controllo da parte delle strutture regionali che, libere dalla quotidiana gestione delle pratiche, avrebbero potuto concentrarsi sulla programmazione di livello regionale e sulla verifica delle attività svolte dalle strutture delegate.</p>
<p>La seconda giunta Vendola è andata invece nella direzione opposta optando per lo smantellamento dell&#8217;ufficio parchi che negli anni scorsi rappresentava un punto di riferimento per tutte le regioni meridionali.</p>
<p>Se si proseguirà su questa strada, lo Stato Italiano si troverà a dover affrontare una nuova ondata di procedure di infrazione comunitaria poiché l&#8217;unica possibilità che resterà alle associazioni per tutelare le aree protette regionali sarà quella delle denunce alla Commissione europea.</p>
<p>Bari, 18/07/2011</p>
<p>    LIPU Puglia                                    Pro-Natura Puglia                              WWF Puglia</p>
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		<title>CACCIA, saldi di fine anno nel Consiglio Regionale pugliese !</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Dec 2010 10:40:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aree protette, SIC, ZPS, IBA]]></category>
		<category><![CDATA[Caccia, Bracconaggio]]></category>
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		<description><![CDATA[  Colpo di mano sulla Legge Regionale al Bilancio : via libera alla caccia nel PARCO delle GRAVINE. Le Associazioni preannunciano battaglia. E’ stata votata ieri la Legge Regionale per il Bilancio ma si è trasformata nell’occasione, tanto grave quanto immorale, di colpire il Parco Regionale delle Gravine attraverso un pessimo emendamento che ne modifica la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<address style="TEXT-ALIGN: center"><em></em></address>
<address style="TEXT-ALIGN: center"><em></em></address>
<address style="TEXT-ALIGN: center"><em> </em></address>
<address style="TEXT-ALIGN: center"><em><strong>Colpo di mano sulla Legge Regionale al Bilancio : via libera alla caccia nel PARCO delle GRAVINE.</strong></em></address>
<address style="TEXT-ALIGN: center"><em><strong>Le Associazioni preannunciano battaglia.</strong></em></address>
<p>E’ stata votata ieri la Legge Regionale per il Bilancio ma si è trasformata nell’<strong>occasione, tanto grave quanto immorale, di colpire il Parco Regionale delle Gravine</strong> attraverso un pessimo emendamento che ne modifica la Legge istitutiva.</p>
<p>Dalle norme di salvaguardia, infatti, <strong>viene cancellato il divieto di caccia e quello di accesso con mezzi motorizzati sulle strade non segnate</strong>. Quindi si configurerebbe un assurdo controsenso per cui <strong>in un’area protetta i cacciatori sarebbero liberi di sparare e scorazzare a destra e a manca</strong>.</p>
<p>L’obiettivo è ovviamente quello di regalare territorio libero ai cacciatori, in ossequio a una <strong>mercificazione elettorale</strong>, approfittando del ricatto dell’approvazione di una legge di notevole importanza.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: center">Cui prodest ?</p>
<p><strong>La genesi dell’emendamento si riconduce evidentemente a qualche Consigliere regionale</strong> che ha il proprio bacino elettorale tra i cacciatori. Ma <strong>non hanno fatto mancare il disinvolto appoggio consiglieri</strong> sia di maggioranza che di opposizione. <strong>A breve</strong> sarà nota <strong>la “<em>blacklist</em>” </strong>di coloro<strong> </strong>che hanno votato l’emendamento.</p>
<p>Le Associazioni in difesa del Parco Regionale preannunciano che non staranno con le mani in mano e, intanto, mettono in luce la grave ignoranza alla base dell’iniziativa normativa e le <strong>pesanti conseguenze che potrebbero derivare proprio per gli stessi cacciatori</strong>.</p>
<p>La legge regionale sulle aree protette, infatti, <strong>prevede il divieto di caccia all’interno dei Parchi</strong>. Divieto confortato anche dalla Legge quadro nazionale (e sovraordinata !) n.394 sulle aree protette.</p>
<p>La goffa iniziativa degli estensori dell’emendamento, quindi, porrà imbarazzo tra le Istituzioni regionali e le Autorità (es. Corpo Forestale dello Stato, altri organi di PG e Magistratura) che avranno<strong> </strong>comunque<strong> l’obbligo di perseguire penalmente quei cacciatori sorpresi a esercitare attività venatoria nell’area protetta</strong>. Questo produrrà situazioni di confusione che non gioveranno né ai cacciatori e tanto meno all’intera comunità del Parco.</p>
<p><strong>Rimane comunque tutta la gravità di una iniziativa politica cui le Associazioni chiedono conto e contro la quale si mobiliteranno</strong>.</p>
<p>Intanto è da registrare il <strong>voto contrario dei membri di Governo Regionale, a cominciare dall’Assessore Barbanente</strong> che ha immediatamente e pubblicamente preso le distanze da questo maldestro “contributo” alla Legge regionale di Bilancio.</p>
<p>Tale posizione rispecchia etica politica e riscuote il pieno apprezzamento dell’<strong>Associazionismo che</strong>, ora, però, <strong>chiede a Vendola e ai Partiti</strong> (di maggioranza e opposizione) <strong>se intendono porre rimedio o pensano di mantenere agli occhi dell’opinione pubblica questo vero e proprio esempio di <em>MALAPOLITICA.</em></strong></p>
<address>Bari, 29.12.2010</address>
<address>Coordinamento provinciale del Parco delle Gravine          </address>
<address>Federazione Speleologica Pugliese</address>
<address>Italia Nostra Puglia</address>
<address>Legambiente Puglia</address>
<address>LIPU Puglia</address>
<address>Società Speleologica Italiana</address>
<address>WWF Puglia</address>
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		<title>CAPOVACCAIO: LIBERATI TRE ESEMPLARI ALL’OASI LIPU GRAVINA DI LATERZA (Ta)</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 19:31:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aree protette, SIC, ZPS, IBA]]></category>
		<category><![CDATA[Biodiversità, fauna, flora e habitat]]></category>
		<category><![CDATA[Regionali]]></category>
		<category><![CDATA[biodiversità]]></category>
		<category><![CDATA[capovaccaio]]></category>
		<category><![CDATA[estinzione]]></category>
		<category><![CDATA[gravine]]></category>
		<category><![CDATA[laterza]]></category>

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		<description><![CDATA[LIPU: “L’OBIETTIVO E’ EVITARE L’ESTINZIONE DELLA SPECIE” Il progetto è della LIPU e del CERM, con finanziamento della Provincia di Taranto. Due esemplari su tre sono già partiti per la migrazione. Avvistato in Puglia il capovaccaio Arianna, liberato quattro anni fa nell’oasi pugliese e migrato nel Mali, in Africa  Tre giovani esemplari di capovaccaio, un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>LIPU: “L’OBIETTIVO E’ EVITARE L’ESTINZIONE DELLA SPECIE”</strong></p>
<p><strong><em>Il progetto è della LIPU e del CERM, con finanziamento della Provincia di Taranto.<a href="http://www.lipucapitanata.it/wp-content/uploads/2010/09/FB_hacking_2010_4.JPG" target="_blank"><img class="alignright size-medium wp-image-720" title="FB_hacking_2010_4" src="http://www.lipucapitanata.it/wp-content/uploads/2010/09/FB_hacking_2010_4-300x200.jpg" alt="FB_hacking_2010_4" width="300" height="200" /></a></em></strong></p>
<p><strong><em>Due esemplari su tre sono già partiti per la migrazione.</em></strong></p>
<p><strong><em>Avvistato in Puglia il capovaccaio Arianna, </em></strong><strong><em>liberato quattro anni fa nell’oasi pugliese e migrato nel Mali, in Africa</em></strong></p>
<p> <strong>Tre giovani esemplari di capovaccaio, un avvoltoio che in Italia è gravemente minacciato di estinzione, sono stati liberati nei giorni scorsi</strong> nello splendido scenario dell’Oasi LIPU Gravina di Laterza, grazie a un progetto della <strong>LIPU-BirdLife Italia</strong> e del <strong>CERM (Centro Rapaci Minacciati)</strong> di Rocchette di Fazio (GR), diretto da Guido Ceccolini.</p>
<p>Il delicato progetto ha potuto contare su un contributo dalla <strong>Provincia di Taranto</strong>, <strong>Assessorato Ambiente e Aree Protette</strong>, presso cui è anche l&#8217;Ente Gestore del <strong>Parco Regionale Terra delle Gravine</strong>, in cui ricade l&#8217;Oasi, e ha ricevuto il <strong>patrocinio dell&#8217;Ufficio Parchi</strong> della <strong>Regione Puglia</strong>.</p>
<p>Due esemplari su tre hanno già lasciato l’Oasi per intraprendere il lungo viaggio migratorio verso l’Africa. E a dare man forte al progetto che aiuta questa specie in grave difficoltà arriva la notizia che <strong>Arianna</strong>, il <a href="http://www.lipucapitanata.it/wp-content/uploads/2010/09/Arianna-con-radio.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-728" style="border: 0px;" title="Arianna con radio" src="http://www.lipucapitanata.it/wp-content/uploads/2010/09/Arianna-con-radio-300x200.jpg" alt="Arianna con radio" width="300" height="200" /></a>capovaccaio liberato nel 2006 all’Oasi LIPU Gravina di Laterza, è stata individuata quest’estate tra la Puglia e la Basilicata, dopo essersi recata nel Mali a svernare il primo anno e dopo vari spostamenti migratori tra Nordafrica e Sahel, a Sud del Sahara, negli anni successivi. Arianna, che in questi giorni sta volando verso l’Africa dove trascorrerà l’inverno, è stata osservata e filmata da Matteo Visceglia, ornitologo di Matera: lo straordinario evento è visibile su You Tube alla pagina <a href="http://www.youtube.com/watch?v=vCUjHifBjmk">www.youtube.com/watch?v=vCUjHifBjmk</a></p>
<p>&lt;&lt;<em>Dopo tre o quattro anni passati in Africa  </em>– spiega <strong>Marco Gustin, responsabile specie e ricerca LIPU </strong>- <em>questi animali ritornano verso il quinto anno di vita nei luoghi di origine, nel Mediterraneo, per nidificare</em>. <em>Lo scopo di questo progetto è quello di ricostituire nel tempo , dopo vari rilasci, una popolazione importante che impedisca a questa specie di estinguersi</em>&gt;&gt;.</p>
<p>Dei tre giovani capovaccai liberati, <strong>Sirio</strong> e <strong>Teo</strong> sono nati da una coppia che si riproduce nel CERM, mentre <strong>Brandy</strong> è nato da una coppia del Parco zoologico e botanico di Jerez de la Frontera (Andalusia, Spagna) che lo ha donato all’Italia per contribuire al programma di ripopolamento in natura.</p>
<p>Nati nello scorso mese di maggio, i capovaccai hanno trovato nell’Oasi LIPU, spettacolare canyon nei pressi di Laterza, in provincia di Taranto, l’ambiente ideale per muovere i primi voli in libertà per poi prepararsi al viaggio migratorio.</p>
<p><strong>Per i capovaccai è stato utilizzato il metodo Hacking: gli animali sono stati ospitati nei primi giorni</strong> all’interno di una cavità di una delle pareti di roccia presenti nell’oasi, e riforniti di acqua e cibo dai ricercatori. Una rete li ha trattenuti all’interno della cavità fino a quando, tolta la protezione, i giovani capovaccai hanno iniziato a spiccare in autonomia i primi voli. Per seguire il loro viaggio e ottenere dati costanti sulla loro posizione, Teo e Brandy sono stati dotati di radio satellitare di soli 25 grammi, un dispositivo in grado di fornire informazioni ai ricercatori anche per cinque o sei anni grazie a una cellula fotovoltaica che alimenta costantemente la batteria. Per questi uccelli è fondamentale aggregarsi ad altri capovaccai adulti, preziosi compagni di viaggio che li condurranno con loro attraverso il Mediterraneo fino all’Africa sub sahariana.</p>
<p><strong>I rilasci di capovaccai</strong>, specie ridotta in italia ormai a sole sette coppie, sono cominciati nel 2004 con la liberazione del capovaccaio Laerte, seguita nel 2005 da Ali e Turchino. Nel 2006 fu rilasciato il capovaccaio Arianna: questo esemplare è stato rintracciato quest’anno nella zona tra Puglia e Basilicata, proprio grazie ai dati trasmessi dalla radio satellitare che gli fu applicata al momento della liberazione. Con questi tre esemplari salgono a<a href="http://www.lipucapitanata.it/wp-content/uploads/2010/09/159618.jpg" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-731 alignright" title="159618" src="http://www.lipucapitanata.it/wp-content/uploads/2010/09/159618-300x169.jpg" alt="159618" width="300" height="169" /></a> 12 i giovani capovaccai sinora liberati in Italia.</p>
<p><strong>Grazie a questa tecnologia, si è potuto studiare </strong>il tragitto migratorio di questo esemplare, che è poi comune a tutta la popolazione italiana di capovaccaio: partito a fine agosto 2006 dall’Oasi LIPU Gravina di Laterza, l’animale ha percorso 4mila chilometri fino al Mali, paese africano a Sud del Sahara. La radio ha trasmesso ai ricercatori gli spostamenti effettuati da Arianna negli anni successivi fino a quest’anno, quando ne è stata accertata la presenza in Puglia (dettagli su <a href="http://www.capovaccaio.it/">www.capovaccaio.it</a>). Nei giorni scorsi Arianna era segnalata tra l’isola di Marettimo (Egadi) e Capo Bon in Tunisia, impegnata nella migrazione verso l’Africa.</p>
<p>LIPU-BirdLife Italia &#8211; 1° settembre 2010</p>
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		<title>BENVENUTO  PARCO !</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Mar 2010 16:03:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>amministratore</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Territorio]]></category>
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		<category><![CDATA[parco]]></category>
		<category><![CDATA[S. Paolo]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo anni di sforzi congiunti, LIPU e Amministrazione di S. Paolo Civitate danno il benvenuto all’Area protetta approvata dalla Regione. La LIPU esprime soddisfazione per un altro obiettivo raggiunto: la nascita dell’area protetta regionale Parco del “Medio Fortore”. In un panorama complessivo non proprio edificante e in un contesto di governo del territorio da parte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center">Dopo anni di sforzi congiunti, LIPU e Amministrazione di S. Paolo Civitate danno il benvenuto all’Area protetta approvata dalla Regione.<a href="http://www.lipucapitanata.it/wp-content/uploads/2010/03/Locandina-liberazione-S.Paolo.jpg" target="_blank"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-583" title="Locandina liberazione S.Paolo" src="http://www.lipucapitanata.it/wp-content/uploads/2010/03/Locandina-liberazione-S.Paolo-105x150.jpg" alt="Locandina liberazione S.Paolo" width="105" height="150" /></a></p>
<p>La LIPU esprime soddisfazione per un altro obiettivo raggiunto: la <strong>nascita dell’area protetta regionale Parco del “<em>Medio Fortore</em>”</strong>.</p>
<p>In un panorama complessivo non proprio edificante e in un contesto di governo del territorio da parte degli enti locali non proprio all’insegna della sostenibilità delle risorse naturali, l’Amministrazione di S. Paolo di Civitate, fin dal primo momento, ha invece sostenuto con vigore il percorso istitutivo di un importante strumento urbanistico promosso dalla LIPU, con cui valorizzare le risorse endogene del suo territorio: il Parco.</p>
<p>Una eccezione, quella di San Paolo, partita dal basso e che non mancherà di generare valore aggiunto a questa realtà e a beneficio della popolazione locale.</p>
<p>La <strong>LIPU e il Comune di S. Paolo danno il <em>Benvenuto</em> all’area protetta</strong> con una simbolica presentazione alla collettività che si terrà il prossimo <strong>sabato 20 mattina</strong> presso la cittadina dell’alto tavoliere che si affaccia sul Fortore.</p>
<p><strong>Alle 10.30</strong> presso la sala consiliare del Comune si alterneranno l’<strong>Assessore Comunale all’Ambiente <em>Fausto Campanozzi</em></strong> e il <strong>delegato regionale della LIPU <em>Enzo Cripezzi</em></strong> con una breve presentazione dell’area protetta.</p>
<p>Interverranno quindi il <strong>Direttore dell’Osservatorio Faunistico della Regione Puglia, <em>Pino Inglese</em></strong> e la <strong>Dirigente dell’Ufficio Parchi e Biodiversità della Regione Puglia, <em>Lucia Altamura</em></strong>.</p>
<p>Concluderà il <strong>Sindaco <em>Generoso Perna</em></strong>.</p>
<p><strong>Alle 12.00</strong>, a qualche km dalla cittadina (<a href="http://maps.google.it/maps?f=d&amp;source=s_d&amp;saddr=41.75935,15.23788&amp;daddr=&amp;geocode=FXYyfQId-ILoAA&amp;hl=it&amp;mra=mi&amp;mrsp=0&amp;sz=14&amp;sll=41.7514,15.243874&amp;sspn=0.030288,0.054846&amp;ie=UTF8&amp;ll=41.758892,15.239754&amp;spn=0.060568,0.109692&amp;t=h&amp;z=13" target="_blank">loc. <em>Coppa Mengoni – Torrione</em></a>), si terrà quindi una <strong>liberazione pubblica di uccelli rapaci</strong>, curati e riabilitati dal <strong>Centro Recuperi di Bitetto (Ba) della Regione Puglia</strong> e dal vicino <strong>Centro Recuperi LIPU di Casacalenda</strong> (Cb).  Un contatto diretto con un pezzetto di Biodiversità che caratterizza le nostre campagne.</p>
<p><strong>La collettività, la società civile, le scuole e gli organi di informazione sono invitati</strong> a partecipare all’evento, con l’auspicio che questo sia solo il primo passo di un processo di “adozione” dell’area protetta, nel segno dell’armonia tra l’Uomo e la Natura e del rispetto tra l’Uomo e il proprio Territorio.</p>
<p>Foggia, 18.03.2010                                             <strong>LIPU – Sezione prov.le Foggia</strong></p>
<p>Per informazioni: (Comune di S. Paolo) &#8212;&#8212;&#8212;- (LIPU) &#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</p>
<p><a href="http://www.lipucapitanata.it/">www.lipucapitanata.it</a></p>
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		<title>Parco dell&#8217;Incoronata: Si alla gestione, No alla riperimetrazione</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Jan 2010 11:46:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aree protette, SIC, ZPS, IBA]]></category>
		<category><![CDATA[foggia]]></category>
		<category><![CDATA[incoronata]]></category>

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		<description><![CDATA[Le richieste di Italia Nostra, Legambiente, LIPU, VAS e WWF A distanza di più di tre anni dall’istituzione del Parco Regionale Bosco Incoronata, invece di dare finalmente avvio ad una corretta gestione dell’area protetta con la redazione dei suoi strumenti di pianificazione (Piano del Parco e Regolamento), osservano Italia Nostra, Legambiente, LIPU, VAS e WWF di Foggia, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Le richieste di Italia Nostra, Legambiente, LIPU, VAS e WWF</strong></p>
<p>A distanza di più di tre anni dall’istituzione del Parco Regionale Bosco Incoronata, invece di dare finalmente avvio ad una corretta gestione dell’area protetta con la redazione dei suoi strumenti di pianificazione (Piano del Parco e Regolamento), osservano Italia Nostra, Legambiente, LIPU, VAS e WWF di Foggia, si continua a perdere tempo con proposte di riperimetrazione. L’aspetto più inquietante è che queste proposte vengono da parte di soggetti privati i cui pur legittimi interessi hanno poco a che fare con la tutela della natura: con questa logica, infatti, non si riuscirebbe mai a porre un punto fermo all’istituzione di un’area protetta.</p>
<p>Le associazioni si riferiscono in particolare alla proposta di riperimetrazione del Parco Incoronata presentata dalla ditta Conglobix s.n.c., la cui attività d’estrazione d’inerti si trova a pochi passi dal torrente Cervaro e all’interno dell’area protetta, senza il coinvolgimento di nessuno degli attori che all’epoca della nascita del Parco contribuirono alla definizione del suo perimetro.</p>
<p>I sostenitori di questa proposta, probabilmente allo scopo di avvalorare la propria tesi di riperimetrazione, oggi criticano aspramente, a distanza di anni, le scelte condivise dal vasto tavolo di partenariato che  Comune di Foggia e Regione Puglia intesero ascoltare prima di varare l’attuale perimetrazione.</p>
<p>In particolare Italia Nostra, Legambiente, LIPU, VAS e WWF rivendicano con orgoglio il loro ruolo determinante nell’estensione della ridotta iniziale ipotesi di perimetro, sostanzialmente limitata al bosco, al fine di includere anche il torrente Cervaro da cui il bosco trae la sua linfa vitale. È lampante, infatti, che l’assetto della vegetazione dipenda dagli apporti idrici provenienti dal torrente. Per questo motivo, e per conseguire uno snellimento del sistema di gestione della vincolistica presente nella zona, si propose di far sostanzialmente coincidere la perimetrazione del Parco con quella del SIC (Sito d’Importanza Comunitaria). Inoltre, per proposta delle associazioni, si decise di includere nel parco anche la Masseria Giardino, nella speranza che quest’importante monumento, oggi abbandonato al degrado e parzialmente crollato, potesse diventare elemento di attrazione storica e culturale dell’area protetta.</p>
<p>Per quanto riguarda l’attività imprenditoriale in questione, se fosse stata già avviata la gestione dell’area protetta con un Piano del Parco vigente, si sarebbe potuto cercare un equilibrio tra le esigenze produttive della Conglobix e la salvaguardia ambientale dell’area, evitando di riaprire polveroni inutili sul perimetro del parco.</p>
<p>Questa vicenda, osservano le associazioni ambientaliste, rimarca ancora di più l’esigenza, più volte espressa, di procedere rapidamente ad ottemperare a tutti gli obblighi contenuti nella legge istitutiva del Parco Incoronata e cioè l’approvazione del Piano del Parco, del Regolamento e del Piano Pluriennale Economico e Sociale.</p>
<p>Fino ad oggi, invece, il Comune di Foggia, dopo l’iniziale slancio avuto nella fase d’istituzione del Parco, non sta mostrando altrettanta attenzione nell’indispensabile, ed ormai urgente, fase d’avvio e di consolidamento dell’area protetta. Tanto meno sono state soddisfatte le istanze di Italia Nostra, Legambiente, LIPU, VAS e WWF che da tempo chiedono, come previsto dalle norme nazionali, una loro rappresentanza in seno all’organismo di gestione allo scopo di meglio monitorare l’operato del Parco.</p>
<p>Foggia, 18.01.2010</p>
<p align="right">Italia Nostra &#8211; Foggia</p>
<p align="right">Legambiente &#8211; Foggia</p>
<p align="right">LIPU – Foggia</p>
<p align="right">VAS &#8211; Foggia</p>
<p align="right">WWF &#8211; Foggia</p>
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		<title>OASI LIPU GRAVINA DI LATERZA (TA): SABATO 14 INAUGURAZIONE DELLE NUOVE STRUTTURE</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 13:57:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aree protette, SIC, ZPS, IBA]]></category>
		<category><![CDATA[nessuna categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Regionali]]></category>
		<category><![CDATA[capovaccaio]]></category>
		<category><![CDATA[laterza]]></category>

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		<description><![CDATA[  Si terrà sabato 14 novembre, alle ore 10,30, l’inaugurazione delle nuove strutture dell’Oasi LIPU Gravina di Laterza (TA). Si tratta di un’ecoludoteca, prima struttura del genere in Puglia, un orto botanico dedicato alla flora del Parco delle Gravine, una sala didattica e un percorso per disabili. Nel corso della manifestazione sarà effettuata a cura [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong></p>
<p>Si terrà sabato 14 novembre, alle ore 10,30, l’inaugurazione delle nuove strutture dell’Oasi LIPU Gravina di Laterza (TA). Si tratta di un’ecoludoteca, prima struttura del genere in Puglia, un orto botanico dedicato alla flora del Parco delle Gravine, una sala didattica e un percorso per disabili.</p>
<p>Nel corso della manifestazione sarà effettuata a cura dell&#8217;Osservatorio Faunistico Regionale una reintroduzione in natura di alcuni rapaci recuperati nel territorio regionale.</p>
<p>Queste strutture – sottolinea la LIPU &#8211; vanno a completare la componente relativa al pubblico e ai bambini permettendo lo svolgimento di attività legate alle tematiche di educazione e sensibilizzazione ambientale e promozione del territorio.</p>
<p>Per la LIPU è uno dei due pilastri della gestione di Oasi e aree protette in generale, potendo unire le attività di conservazione della natura (l’Oasi LIPU Gravina Laterza è uno dei luoghi più importanti per la tutela di molte specie di uccelli minacciate a livello internazionale e nazionale) a quelle di educazione e fruizione della natura.</p>
<p>L’appuntamento è il seguente:</p>
<p><strong><em>Oasi LIPU Gravina di Laterza  &#8211; </em></strong><strong><em>Sabato 14 novembre, ore 10,30</em></strong></p>
<p><strong><em>Centro visite Oasi LIPU &#8211; Contrada Selva San Vito, Laterza</em></strong></p>
<p>Interverranno:</p>
<ul>
<li>il Vescovo di Castellaneta  <a title="blocked::http://www.chiesacattolica.it/pls/cci_new/bd_vescovi_cei.edit_v?id_v=211" href="http://www.chiesacattolica.it/pls/cci_new/bd_vescovi_cei.edit_v?id_v=211" target="_blank">S.E. Mons. Pietro Maria Fragnel</a>li</li>
<li>il Sindaco di Laterza, Giuseppe Cristella            </li>
<li>l&#8217;Assessore Provinciale all&#8217;Ambiente ed alle Aree protette, Michele Conserva</li>
<li>l&#8217;Assessore Comunale all&#8217;Ambiente, Licia Catucci</li>
<li>il responsabile nazionale Oasi e Riserve LIPU, Ugo Faralli</li>
<li>il responsabile dell&#8217;Osservatorio Faunistico Regionale, Pino Inglese</li>
</ul>
<p>L’inaugurazione delle strutture è resa possibile grazie al progetto POR Puglia 2000-2006  Misura 1.6 Linea 3, &#8220;Salvaguardia e valorizzazione dei beni naturali ed ambientali&#8221; P.I.S. 13 &#8220;Habitat rupestre&#8221;- Recupero infrastrutture finalizzate alla fruizione compatibile e alla conoscenza delle aree naturali protette.</p>
<p>Taranto, 12 novembre 2009              Ufficio Stampa &#8211; LIPU Birdlife Italia</p>
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		<title>S. Paolo di Civitate (Fg), il caso: Dai Parchi eolici ai Parchi veri.</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Nov 2009 23:55:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aree protette, SIC, ZPS, IBA]]></category>
		<category><![CDATA[Eolico]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[civitate]]></category>

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		<description><![CDATA[Una politica controcorrente che respinge l’eolico e pensa al futuro del territorio. E della comunità. Non fanno più notizia i lamenti delle Amministrazioni pubbliche che si nascondono dietro le royalties per giustificare la più pesante speculazione e modifica territoriale che il Mezzogiorno abbia mai conosciuto ad opera di una potentissima lobby. La lobby eolica ! [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Una politica controcorrente che respinge l’eolico e pensa al futuro del territorio. E della comunità.</em></p>
<p style="text-align: left;">Non fanno più notizia i lamenti delle Amministrazioni pubbliche che si nascondono dietro le royalties per giustificare la più pesante speculazione e modifica territoriale che il Mezzogiorno abbia mai conosciuto ad opera di una potentissima lobby.</p>
<p>La lobby eolica ! Permea il confronto democratico delle piccole comunità, si insinua in maniera strisciante nel consenso, mercificando i valori endogeni e l’identità culturale delle realtà locali: denaro in cambio di territorio, di paesaggio, di biodiversità, di storia e in genere di tutto l’assetto urbanistico, con la copertura di un’altra speculazione, quella culturale sulle fonti rinnovabili.</p>
<p>Si parte dal basso, con i contatti e i contratti capestro, quelli che opzionano l’uso sulle aree, che si possono mercanteggiare con altre società e che inducono le aspettative finanziarie per gli agricoltori. Con il rischio ventilato dell’esproprio.</p>
<p>Fino allo squallido condizionamento delle rappresentanze democratiche e l’immancabile affissione di un virtuale cartello sul agro comunale: <em>S-vendesi territorio</em>.</p>
<p>Sullo sfondo, regole su misura per accontentare la lobby e alla fine ecco il risultato: un cancro, le cui metastasi si allargano ovunque senza più nemmeno il ritegno.</p>
<p>C’è però un caso degno di nota, o meglio di “notizia”. A S. Paolo di Civitate (Fg) l’Amministrazione comunale ha adottato una politica “diversa”, di corretto governo del territorio come dovrebbe essere giusto e normale, o incredibilmente “innovativa” se paragonata a quella degli altri comuni pugliesi.</p>
<p>Anche qui numerosi progetti: in principio fu la <em>Fri-El</em> di Bolzano, famosa per essere stata inquisita in Sicilia per reato di voto di scambio, a proporre con forza una trentina di torri eoliche. Poi tante altre: la <em>Clean Energy Re Tre</em> e la <em>Free Energy Tre</em>, in realtà molto Foggiane e consorelle allo stesso civico (!), con oltre 50 pale; quindi la <em>Sud Energy</em> con altre decine di pale fino alla Srl <em>Colonne d’Ercole</em> con ulteriori piantagioni eoliche.</p>
<p>Ma l’Amministrazione di S. Paolo ha assunto la coraggiosa responsabilità di non liquidare il bene più prezioso, il territorio e tutti i suoi valori, omologandolo a una implicita occupazione industriale di macchine eoliche. Tenendo fede alla storia di questa comunità con battaglie popolari contro porcilaie, discariche e, appunto, progetti eolici industriali, questa Amministrazione ha respinto le progettualità dei mega impianti in tutte le sedi.</p>
<p>Non solo. A S. Paolo l’Amministrazione si è impegnata in direzione diametralmente opposta, promuovendo, tra l’altro, rimboschimenti piuttosto che bonifiche della ex discarica per andare “oltre”, perseguendo dal basso la creazione di un’area protetta regionale sulle fiume Fortore (Sito di Importanza Comunitaria) e sulle colline sovrastanti, di intesa con la LIPU, che anch’essa aveva avversato le aggressioni eoliche nell’agro comunale.</p>
<p>Un’area pensata dall’Amministrazione e dalla LIPU nel 2007 per salvare e sviluppare in armonia un pezzo di territorio e adottata dal Sindaco, Generoso Perna, e la sua Giunta in meno di due settimane, salvo poi oltre un anno e mezzo di burocrazie regionali e del consueto, scontato ostruzionismo in Consiglio regionale. Anche questi tempi descrivono la determinazione di una politica nel segno della chiarezza verso i cittadini e del rispetto territoriale con lo sguardo al futuro.</p>
<p>Molto stridente rispetto invece alla rozzezza che ordinariamente si riscontra in altre Amministrazioni che cedono piacevolmente alla irrimediabile consegna del territorio alla speculazione eolica, con una politica che ha ben poco di ambientale, riferita unicamente ad un becero parametro: denaro. E allora più pale per tutti ! Ovunque e comunque.</p>
<p>Se ci sarà la possibilità di trasmettere alle future generazioni quella che è una eredità, non solo ambientale e paesaggistica ma anche culturale, lo si dovrà anche a questo raro “illuminismo” che ad oggi, rammarica dover prendere atto che sembra essere tra i pochissimi in Puglia, se non l’unico!</p>
<p>Per una volta si creerà un Parco vero, un’area protetta per la collettività, non solo della Daunia, dove sperimentare modelli di sviluppo armonici.</p>
<p>Non ci saranno cosiddetti “Parchi” eolici, termine abusato oltre misura per ammorbidire la vera natura di queste opere invasive.</p>
<p>Foggia, 02.11.2009                                             LIPU – <em>Sezione reg.le della Puglia</em></p>
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		</item>
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		<title>MARE, STUDIO LIPU SULLA BERTA MAGGIORE ALL’ARCIPELAGO DELLE TREMITI (FG)</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Oct 2009 11:20:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aree protette, SIC, ZPS, IBA]]></category>
		<category><![CDATA[Biodiversità, fauna, flora e habitat]]></category>
		<category><![CDATA[berta]]></category>
		<category><![CDATA[tremiti]]></category>

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		<description><![CDATA[Preziose informazioni sulle aree marine utilizzate dalla specie sono state ricavate da un dispositivo elettronico applicato sul dorso di 16 esemplari Pesca intensiva, predatori, inquinamento, distruzione dell’habitat. Sono i principali fattori che da alcuni decenni stanno causando un forte declino degli uccelli marini, a livello globale così come nel Mediterraneo. A denunciarlo è la LIPU-BirdLife [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>Preziose informazioni sulle aree marine utilizzate dalla specie sono state ricavate </em></strong><strong><em>da un dispositivo elettronico applicato sul dorso di 16 esemplari</em></strong></p>
<p><strong>Pesca intensiva, predatori, inquinamento, distruzione dell’habitat</strong>. Sono i principali fattori che da alcuni decenni stanno causando un forte declino degli uccelli marini, a livello globale così come nel Mediterraneo. A denunciarlo è la <strong>LIPU-BirdLife Italia</strong>, che durante la scorsa stagione estiva ha effettuato nell’isola di Capraia, nell’arcipelago delle Tremiti (Parco Nazionale del Gargano) una ricerca sulla<strong> Berta maggiore, una specie marina tra le più importanti</strong> che nidificano nel Mediterraneo e classificata come “Vulnerabile” dalla Lista Rossa nazionale delle specie minacciate di estinzione.</p>
<p><strong>La specie è dal 2008 sotto stretta osservazione della LIPU nell’ambito del progetto “IBA marine”</strong>, volto a studiare le aree marine più significative per l’avifauna. Partito l’anno scorso (con il supporto del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del Mare) con un articolato studio <strong>nell’isola di Linosa</strong>, in Sicilia, dove vive una grande colonia di Berta maggiore formata da 10mila coppie, lo studio è proseguito quest’anno con fondi propri dell’associazione appunto nell’arcipelago delle Tremiti, dove la Berta maggiore nidifica sia sull’isola di San Domino e che su quella di Capraia.</p>
<p><strong>Obiettivo del progetto IBA marine è quello di studiare le aree di nidificazione</strong> e alimentazione in mare aperto utilizzate dalle specie marine indicate nell’allegato I della direttiva comunitaria “Uccelli”, che in Italia sono per esempio la Berta maggiore, la Berta minore, il Marangone dal ciuffo e alcune specie di gabbiano come il Gabbiano corso, il Gabbiano Roseo e il Gabbiano corallino.</p>
<p><strong>Nelle tre settimane di lavoro passate nell’isola di Capraia, scelta come sede dello studio, i ricercatori della LIPU hanno inserito sul dorso di 16 esemplari di Berta maggiore un dispositivo elettronico</strong> (chiamato Gps logger) che ne ha ricostruito i movimenti in mare aperto, dal momento in cui l’animale si allontana dal nido per recarsi in mare aperto e alimentarsi, fino al ritorno, dopo qualche giorno, al nido stesso. In collaborazione con l’Osservatorio faunistico della Regione Puglia, gli uccelli sono stati inoltre pesati, misurati e dotati di anello identificativo.</p>
<p>“<em>Con questa ricerca</em> – dichiara <strong>Giorgia Gaibani</strong><strong>, responsabile settore IBA e Rete Natura 2000 LIPU-BirdLife Italia </strong>- <em>aggiungiamo un altro tassello importante sulla strada della conoscenza e della tutela delle specie marine. Ci auguriamo </em>– conclude –<em> di poter proseguire il nostro progetto anche nei prossimi anni per poter arrivare nel più breve tempo possibile a un quadro più preciso della situazione”.</em></p>
<p><strong>In media, i viaggi delle berte in mare aperto</strong> sono durati oltre sei giorni, da un minimo di due giorni fino a un massimo di 12<strong>. </strong>“<em>Durante l’incubazione</em> – spiega <strong>Jacopo Cecere</strong><strong>, del Dipartimento Conservazione Natura LIPU-BirdLife Italia</strong> &#8211; <em>il maschio e la femmina di Berta maggiore fanno i turni: mentre uno dei due rimane sull’uovo, l’altro compie un viaggio di diversi giorni durante i quali si alimenta accumulando depositi di grasso che gli permetteranno di sopravvivere per diversi giorni una volta rientrato al nido”</em>.</p>
<p><strong>E’ stato osservato come le berte, in mare aperto</strong>, si spostino lungo una direttrice distante tra i dieci e i 20 chilometri dalla costa, e si concentrino per alimentarsi prevalentemente in quattro aree marine: due si trovano presso l’arcipelago delle Tremiti, una di fronte al primo tratto di costa Sud delle Marche, e un’ulteriore più a Nord quasi all’altezza del Monte Conero. Un esemplare ha anche effettuato un tragitto più lungo spingendosi fino alle <strong>isole della Dalmazia (Croazia)</strong>, sul lato opposto del Mar Adriatico, per poi rientrare al nido.</p>
<p>Oltre ai pericoli che le berte incontrano in mare a causa della pesca industriale con “palamiti”, dove gli uccelli rischiano di rimanere impigliati e morire per annegamento, all’inquinamento e al disturbo dell’uomo dovuto anche al turismo (il Mediterraneo ospita il 32% del turismo internazionale), è stato inoltre identificato all’isola di Capraia, ma il problema è diffuso anche in altri siti di nidificazione della specie, <strong>la minaccia del Ratto nero</strong>, che preda le uova al nido. Un danno enorme, considerato che l’uovo depositato dalla berta è l’unico nell’intera stagione riproduttiva.</p>
<p>13 ottobre 2009      <strong>Ufficio Stampa  LIPU-BIRDLIFE ITALIA</strong></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>IL TAR SUL PARCO DEL GARGANO: RICONSEGNA LA POLTRONA AL PRESIDENTE MA LASCIA IRRISOLTI I PROBLEMI</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Apr 2008 22:03:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aree protette, SIC, ZPS, IBA]]></category>
		<category><![CDATA[nessuna categoria]]></category>
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		<description><![CDATA[  La sentenza del TAR Puglia, osservano LIPU e WWF, restituisce a Gatta la poltrona di presidente del Parco del Gargano sulla base di aspetti procedurali che hanno esclusivo valore amministrativo ma che certamente non possono indurre alcun concreto effetto positivo sulla grave situazione nella quale versa il territorio e la natura dell’area protetta. A [...]]]></description>
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<p style="text-align: left;">La sentenza del TAR Puglia, osservano LIPU e WWF, restituisce a Gatta la poltrona di presidente del Parco del Gargano sulla base di aspetti procedurali che hanno esclusivo valore amministrativo ma che certamente non possono indurre alcun concreto effetto positivo sulla grave situazione nella quale versa il territorio e la natura dell’area protetta.</p>
<p style="text-align: left;">A prescindere dagli esiti giudiziari, permangono, infatti, le annose ed inconfutabili problematiche sollevate dalle associazioni ambientaliste relativamente alle carenze sulla tutela ambientale che vanno dal diffuso abusivismo edilizio e relativa assenza di abbattimenti nonostante la disponibilità dei finanziamenti ministeriali alla mancata adozione del Piano del Parco che rappresenta lo strumento fondamentale per la tutela e la valorizzazione del territorio.</p>
<p style="text-align: left;">A proposito di questo basilare strumento di pianificazione, LIPU e WWF osservano che in soli due mesi il commissario straordinario ha rimesso sul tappeto la questione, riprendendo l&#8217;incartamento e riavviando l&#8217;iter di approvazione impaludato dall’agosto del 2005. Le stesse associazioni ricordano che in un incontro del 2006 con gli ambientalisti, le ultime parole famose dei vertici del Parco furono “…<em>entro dicembre il Piano sarà adottato… al massimo entro febbraio 2007</em>” !</p>
<p style="text-align: left;">Per LIPU e WWF sono anche preoccupanti le diffuse irregolarità amministrative, contabili e finanziarie nella gestione dell’Ente rilevate dagli ispettori della Ragioneria Generale dello Stato.</p>
<p style="text-align: left;">Cosa succederà adesso? L’auspicio delle Associazioni, che è quello che dovrebbero avere tutti coloro che hanno veramente a cuore il Gargano, è che si possa giungere in breve almeno ad un Piano del Parco, non realizzato per effetto dei pesanti condizionamenti dei suoi nemici e delle lobby del cemento, ma che costituisca davvero la prima pietra per la rinascita di questo straordinario territorio.</p>
<p>Foggia, 25.04.2008         <strong>LIPU Sez. di Foggia         </strong><strong>WWF Sez. di Foggia</strong></p>
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