Category Archives: Biodiversità, fauna, flora e habitat

Plastica (quasi) killer

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Questa volta è toccato alle Cicogne. 

Dovrebbe essere noto a tutti: la plastica abbandonata finisce per essere un killer silenzioso! Rimane li, per un tempo indefinito, magari smembrandosi in frammenti minuscoli ma non per questo meno deleteri. Invade gli ambienti, dalle campagne fino al mare, entrando nella catena alimentare degli animali selvatici o ostacolando i processi ecologici negli habitat.

Questa volta a farne le spese è stata una giovane Cicogna nel

cicogne-j-e-plastica

Manfredoniano.   Nelle ultime settimane i giovani nati si sono involati dai nidi ma purtroppo uno di questi presentava una zampa completamente avvolta da filamenti di plastica, come quelli usati in agricoltura!  Infatti la plastica è talmente diffusa nelle campagne che ormai è raccolta anche dagli uccelli selvatici per realizzare i nidi determinando problemi non trascurabili per le nidiate.

Dopo aver valutato una possibile cattura della giovane Cicogna nel nido, d’intesa con Vigili del Fuoco e  Carabinieri Forestali, gli attivisti della LIPU hanno però preferito evitare tale, complesso intervento: vi era uno scarso margine di successo a fronte di un rischio di incolumità troppo elevato per l’animale e gli altri cicognini, tutti ormai prossimi all’involo, a causa delle reazioni di fuga e dei  movimenti scomposti.  cicogne-j-e-plastica-2

Il nido è stato comunque seguito costantemente dagli attivisti della LIPU per valutare un intervento in caso di impedimento all’involo. Involo che dopo qualche giorno è regolarmente avvenuto per tutti i giovani. Si è potuto cosi constatare che la cicogna volava e si muoveva regolarmente al suolo ma trascinandosi dietro il corredo di plastica che avvolgeva la zampa. E’ intuibile come ciò possa anche comportare il rischio di rimanere incastrata in ambienti più aspri.

La morale di questa triste vicenda – afferma Enzo Cripezzi della LIPU – è evidente quanto banale: la plastica è un materiale importante ma ne facciamo un uso assolutamente sconsiderato. Abbandonarla in natura è un doppio delitto: non reimmettiamo questi materiali nel prezioso circuito del riciclo e, letteralmente, soffochiamo la Natura”.

Foggia 3.8.18                                    LIPU onlus – Sezione prov.le Foggia

IPZS e LIPU: nidi artificiali per aiutare i falchi Grillai

Iniziativa nell’area “paglia” bonificata, da problema a valore ambientale !

Era il 2006 quando una coppia di Grillai tornò a nidificare dopo decenni nel centro storico di Foggia. Continuò a riprodursi sulla Cattedrale, nel 2008 se ne recuperò anche un giovane caduto maldestramente dal nido, fino all’ultima nidificazione nel 2010.  Poi i lavori di restauro dell’edificio impedirono la nidificazione di questi falchi che, tuttavia proprio nel 2011, furono rilevati dalla LIPU alle porte del capoluogo dauno, con 2 coppie nidificanti su edifici dismessi nell’area agricola di pertinenza della Cartiera  4(cosiddetta area “parco paglia”).

Un’area tristemente nota, sede di un impianto di produzione di aggressivi chimici a fini bellici  durante la seconda guerra mondiale. I Grillai avevano scelto la storica torre del periodo fascista e le vicine strutture diroccate.

Negli anni successivi la presenza dei falchi si era consolidata fino a 5 coppie, inducendo la LIPU ad avviare nel 2013 contatti con la direzione dell’IPSZ (Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato) allo scopo di favorire la tutela della specie. Purtroppo l’area del “parco paglia” non poteva essere accessibile, per ragioni di sicurezza.

Si è dovuto attendere i lavori di bonifica della zona, intrapresi dal Poligrafico con un complesso iter progettuale e amministrativo dal 2014 e avviati nel 2016. Ciò ha comportato anche la rim2ozione inderogabile di manufatti edilizi pericolanti su cui nidificavano alcune delle coppie.

Ma finalmente quest’anno la LIPU ha potuto collocare apposite cassette nido, mutuando l’esperienza ventennale maturata con le popolazioni di Grillai nella Murgia.

E’ il parziale epilogo di una bella storia – evidenzia il responsabile della LIPU, Cripezzi -. L’iniziativa potrà favorire il successo riproduttivo per questa piccola colonia di Grillai: grazie alla tutela assicurata dal Poligrafico, l’area ha maturato caratteri di tranquillità e un ambiente idoneo per la specie”. Di fatto, la zona è paragonabile a una Riserva naturale: decine di ettari miracolosamente scampati all’espansione edilizia dalle notevoli potenzialità naturalistiche, in simbiosi con la storica torre vincolata dalla Soprintendenza. 3

Siamo lieti di aver avviato questa collaborazione – aggiunge il dr. Tragna, Project Manager del Poligrafico. – La politica dell’IPZS è da sempre orientata all’integrazione con il territorio e a valorizzare il rapporto con la collettività. L’importanza di quest’area e la presenza di specie faunistiche contemplate dalle direttive comunitarie, è motivo di vanto e orgoglio che va ad aggiungersi all’interesse storico architettonica della torre.”.

Intanto Poligrafico e LIPU sperano che questi falchi migratori trovino di loro gradimento le prime cassette nido e mettano su famiglia.

Foggia, 12.06.2018                                    IPZS – Stabilimento di Foggia

LIPU onlus – Sezione prov.le Foggia

Ancora un animale ferito

Nello scorso weekend un Gheppio ferito, rinvenuto nel manfredoniano da un agricoltore sensibile e recuperato dalla LIPU. Non essendoci NESSUN servizio istituzionale, con il sacrificio di volontari delle sezioni di Capitanata e della Murgia che hanno fattoimg-20171005-wa0009 da staffetta, è stato inviato all’unico Centro di Recupero regionale, a Bitetto (Ba). Questo caso fa seguito ad altri in cui la LIPU è intervenuta suo malgrado, direttamente o a sostegno dei cittadini per impegnare la polizia locale nel trasferimento di vari animali in difficoltà rinvenuti (un altro Gheppio, un Airone rosso, un Assiolo, un Gufo…).

Foggia 10.10.17                                                       LIPU – Sez. prov.le Foggia

 

Cicogne nell’abitato di Manfredonia: grazie a un cittadino e Polizia locale riprendono il volo

Storia a lieto fine ma non è sempre cosi !

Nei giorni scorsi ha destato curiosità e attenzione la presenza di due Cicogne nell’abitato di Manfredonia, tra strade, rotatorie e il rischiocicogne 1 manfr 13ago di atti poco ortodossi. Negli stessi giorni, sul Gargano ci sono state altre segnalazioni di Cicogne in situazioni anomale. E’ probabile che il mal tempo (temporali e vento forte) abbia messo in difficoltà alcuni individui durante la migrazione da oltre adriatico costringendoli a soste forzate.

Dal tardo pomeriggio del g.13, quando sono stati rinvenuti gli animali, la LIPU è rimasta in contatto con la Polizia Municipale di Manfredonia per concordare le azioni più opportune e affinché si optasse per lasciare che passassero la notte in tranquillità, pur predisponendo un eventuale intervento di cattura con il servizio veterinario della ASL. Gli animali sono stati “spinti” nel vicino giardino del sig. Pasquale Rignanese, la cui disponibilità è stata provvidenziale, permettendo agli animali di bere e alimentarsi ma soprattutto di riposare durante la notte senza disturbi.cicogne 2 manfr 13 ago

Intorno alle 9 del giorno successivo le Cicogne hanno ripreso il volo sfruttando le correnti termiche della città e, questa volta, tutto si è concluso per il meglio.

Al sig. Rignanese “amico” delle Cicogne, nonché al personale della Polizia locale di Manfredonia, in particolare al Tenente D’Anzeris, va la sincera riconoscenza della LIPU. Un grazie va anche ai tanti manfredoniani che hanno manifestato la loro sensibilità, contattando la LIPU preoccupati che alle Cicogne non succedesse nulla. cicogne 3 manfr 13ago

La LIPU coglie l’occasione di estendere la conoscenza di questo evento per stigmatizzare come in altri simili casi gli esiti siano tutt’altro che a lieto fine o caratterizzati da spirito di collaborazione !

E’ bene sapere che i Carabinieri Forestali, ieri il Corpo Forestale, cosi come il Parco del Gargano o altri Enti in genere richiamati in questi casi (LIPU compresa), NON SONO PREPOSTI ad intervenire per legge in situazioni analoghe.  Le competenze in materia faunistica, che pure prima erano perfettibili, erano in capo alla Provincia che gestiva anche il Centro di prima accoglienza per la fauna selvatica in difficoltà, presso il lago Salso.

La maldestra chiusura di gran parte delle funzioni della Provincia e il loro trasferimento alla Regione, ha generato ulteriore caos in materia: oltre alla Polizia Provinciale (che contribuiva alla vigilanza in materia faunistico ambientale) anche il Centro di lago Salso è stato chiuso mentre il personale dell’Osservatorio Faunistico della ex Provincia, passato alla Regione non interviene.

Gli animali selvatici rinvenuti, feriti o in difficoltà, dovrebbero essere conferiti alla Polizia municipale competente per territorio che a sua volta dovrebbe provvedere  al trasferimento verso il più vicino Centro di prima accoglienza. Nel caso della Capitanata era la struttura della Provincia presso il lago Salso. Venuto meno questo riferimento, la destinazione più “vicina” (a 130 km!) diventa quella del Centro di Recupero della Regione a Bitetto (Bari). La Regione non ha preso in considerazione nemmeno il suggerimento della LIPU di convenzionarsi con un servizio di corrieri, cosi da semplificare con bassi costi il trasferimento alla bisogna di animali convergenti su Foggia.

Troppo spesso la Polizia Municipale di turno, perfino quella di grossi centri e dotata di maggiori risorse, non si mostra disponibile, nemmeno ad adempiere agli obblighi di trasferimento di quegli animali selvatici già recuperati verso il Centro regionale.  E sempre che si tratti di animali gestibili o di piccola mole e per i quali non occorrono particolari mezzi o conoscenze, come nel caso delle Cicogne, e sui quali in passato si chiedeva appunto l’intervento del personale dell’Osservatorio faunistico della Provincia.

Ad aggravare la situazione contribuisce la schizofrenia istituzionale con il trasferimento di funzioni e personale alla Regione ma a quanto pare… non di mezzi e strumenti che sembrano rimasti ancora nelle disponibilità dell’Ente Provincia! Infine, il Centro di Recupero regionale di Bitetto rimane chiuso nelle giornate di sabato, domenica e festivi, con intuibili conseguenze per cittadini ed enti (temporaneamente, in questi mesi, è aperto anche in queste giornate grazie alla presenza di studenti universitari).

Ecco il contesto in cui la LIPU si trova spesso a fare da parafulmine nei confronti dei cittadini privi di riferimenti certi, pur non essendo nemmeno autorizzata alla detenzione di fauna selvatica !

Foggia, 16.08.2017                              LIPU Onlus – sezione prov.le Foggia

Le albanelle minori, i “falchi del grano”

 Anche nel 2016 successo riproduttivo per i “falchi del grano”, le Albanelle protette in Puglia dalla LIPU.

Mentre i rapaci sono migrati in Africa, rese note le attività di tutela dei nidi.

I campi cerealicoli hanno cambiato volto e i “falchi del grano”, le Albanelle minori (Circus pygargus), sono tornati in Africa per trascorrere l’inverno in attesa di tornare nei luoghi natii.

Tra le aree di nidificazione spicca da qualche tempo anche quella in Capitanata, individuata e tutelata dalla LIPU nel 2015 dopo anni di monitoraggio, unica di tutta l’Italia meridionale e per questo di grande importanza.

Nella speranza di consolidare un nucleo di Albanelle anche in Puglia, volontari esperti della LIPU hanno dedicato particolare impegno a questo splendido rapace anche per la stagione riproduttiva 2016.

Quasi 300 ore di volontariato - spiega Enzo Cripezzi della LIPU -: prima per individuare le coppie e quindi i nidi al suolo, in genere nei seminativi, in una corsa contro il tempo prima della mietitura; poi per coinvolgere gli agricoltori al fine di evitare la mietitura del nido e posizionare una rete di protezione intorno allo stesso. Infine per manutenzionare le reti e seguire la crescita dei giovani fino all’involo, con un occhio attento agli incendi delle stoppie che, anche indirettamente, potrebbero colpire i giovani prima che siano abili al volo. Tutte criticità che vanno a sommarsi ai fattori naturali come quelli meteo”.

Quest’anno la LIPU ha individuato 5 coppie di Albanella minore e dai nidi protetti si sono involati 3 preziosi giovani esemplari che dopo alcune settimane hanno seguito gli adulti nel loro primo, più pericoloso viaggio migratorio.

Un risultato importantissimo per la biodiversità che lascia sperare per il futuro. Un breve video, visibile su canale youtube delle LIPU di Capitanata , ne tratteggia i momenti salienti (https://www.youtube.com/watch?v=0MQj-MrLnWY ).

Questi rapaci nidificherebbero in incolti e steppe che tuttavia sono sempre più rarefatti. Hanno quindi sviluppato un adattamento a nidificare soprattutto nei campi cerealicoli ma con l’elevato rischio di fallimento della nidificazione a causa delle moderne pratiche agricole.   Questo rappresenta la minaccia più concreta alla sopravvivenza di questa rara specie. Tuttavia l’uomo può diventare amico dell’Albanella minore che, per altro, si rivela anche un alleato degli agricoltori poiché si nutre principalmente di roditori.

L’esperienza maturata in altri contesti, e dallo scorso anno in Capitanata, ha dimostrato la sensibilità delle imprese agricole, malgrado le note difficoltà per il comparto, a collaborare per salvare  i “falchi del grano” per altro senza che questo comporti perdita di reddito.

Ad oggi la tecnica di intervento più efficace si è dimostrata quella di individuare per tempo i nidi e di evitare la mietitura solo per qualche metro intorno allo stesso. Poi è necessario recintarlo con una rete elettrificata cosi da impedirne l’accesso di predatori terrestri. Infatti il nido, benché salvato dalla trebbiatrice, non è più mimetizzato e rimane allo scoperto nelle stoppie, inevitabilmente condannato alla predazione di volpi, cani randagi o altri predatori terrestri.  Una operazione delicata ma se attuata con attenzione permette alle Albanelle di continuare la nidificazione fino all’involo dei giovani.

I volontari della LIPU – aggiunge Cripezzi – si sono prodigati con notevoli sforzi in termini di tempo ed energie, ma anche con entusiasmo e con il supporto di soci e simpatizzanti grazie ai quali è stato possibile acquistare le indispensabili attrezzature”.

Di ausilio a questo lavoro sono stati anche il poster “salviamo l’Albanella” (prodotto dalla LIPU, grazie al Centro Servizi Volontariato di Foggia) e specifici pieghevoli per comunicare queste azioni nei contesti specifici (Uffici agricoli, Corpo Forestale, Istituti agrari, ecc).

L’appuntamento è ora per la prossima primavera aspettando che questi migratori mantengano la promessa di tornare e nidificare, anche con l’aiuto dell’uomo.

Foggia, 28.10.2016                                      LIPU Onlus – Sezione prov.le Foggia