Category Archives: Biodiversità, fauna, flora e habitat

AMBIENTE: PUGLIA TERRA DI RAPACI. PUBBLICATO STUDIO COORDINATO DALLA LIPU NELL’AMBITO DEL POR PUGLIA 2000-2006.

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L’AREA DELLE GRAVINE PREZIOSA PER LA TUTELA  DI SPECIE MINACCIATE COME NIBBIO REALE, GRILLAIO E CAPOVACCAIO
La presentazione dei risultati è avvenuta oggi a Laterza (TA)

L’estesa Zona di Protezione Speciale  (ZPS) delle “Gravine”, in provincia di Taranto, si conferma di fondamentale importanza per la conservazione di alcune specie di rapaci rare e minacciate di estinzione in Puglia come Nibbio reale e Grillaio, e per il fatto di ospitare l’unica coppia di Capovaccaio dell’intera regione Puglia. Problemi invece per la riproduzione di Lanario e Biancone, che soffrono l’impatto antropico sui siti di riproduzione.

Sono stati pubblicati i risultati del monitoraggio “L’avifauna di interesse comunitario delle gravine ioniche”, presentata oggi a Laterza (TA) e coordinata dalla LIPU (Lega Italiana Protezione Uccelli) e dal Comune di Laterza nell’ambito del progetto regionale “POR Puglia 2000-2006″.

La ricerca, i cui dati sono stati raccolti nel periodo 2004-2007, ha evidenziato l’importanza degli oltre 40mila ettari della ZPS delle gravine: il 50% delle coppie di Nibbio reale (2 coppie) presenti nell’intera Puglia si è infatti insediata in quest’area, così come il 100% di Capovaccaio (1 coppia), il 25% di Biancone (2-3 coppie), il 15% di Grillaio (circa 300 coppie) e Lanario (3 coppie). Mentre per Grillaio e Nibbio reale si può parlare di buoni risultati e di un aumento delle coppie riproduttive, per Lanario e Biancone i monitoraggi hanno accertato un basso successo riproduttivo e una bassa densità di coppie, dovuti con tutta probabilità all’impatto antropico sui siti riproduttivi.

Per quanto riguarda il Capovaccaio, l’Oasi LIPU Gravina di Laterza è stata in questi anni una tappa fondamentale del “progetto Capovaccaio”: proprio qui, all’interno del canyon dell’Oasi, sei esemplari di questa rara specie, nati in cattività  nel centro di Semproniano a Grosseto, sono stati rilasciati con successo in natura a partire dal 2004. Alcuni di essi, grazie all’utilizzo del satellitare, sono migrati a Sud. Un soggetto attualmente sverna in Mali, in Africa, mentre un altro esemplare è presente in Sicilia.
Altra specie di grande rilievo è il Grillaio, specie globalmente minacciata di estinzione: tra il 2004 e il 2007 le coppie sono cresciute, comprendendo la città di Matera, Laterza e altri centri abitati, dalle 8-900 fino a 1.200-1.400 (in gran parte nella città di Matera), pari al 25% della popolazione nazionale e al 4% di quella europea. Tra le altre specie di rapaci presenti nelle gravine, sono state monitorati anche l’Assiolo, la Civetta, il Gufo comune e il Barbagianni, mentre un quadro in coraggiante è stato delineato per il Gufo reale, la cui stima di popolazione ammonta a 10 coppie riproduttive.
“Per migliorare la conservazione delle specie di uccelli – dichiara Marco Gustin, Responsabile Specie e Ricerca LIPU e co-autore del volume – occorre innanzitutto realizzare un piano di gestione della Zona di protezione Speciale delle Gravine, poi proseguire e implementare il  monitoraggio delle specie, e infine realizzare azioni di conservazione per gli ambienti pseudosteppici, fondamentali per specie prioritarie come il Grillaio”.

Durante lo studio triennale coordinato dalla LIPU sono state rilevate nelle gravine e nelle vicine Murge 92 specie di cui 60 passeriformi, 37 delle quali come “Spec”, ossia specie in declino. Specie importanti rilevate sono state l’Occhione e la Calandra.
Con quasi 500mila ettari di aree importanti per gli uccelli (IBA, Important bird areas), cui si aggiungono altri 40mila ettari di mare, la Puglia si conferma dunque un territorio importante per la tutela dei rapaci ma anche di altre specie. Dai Monti della Daunia alle Isole Tremiti, dalle Murge alle Gravine, dall’isola di Sant’Andrea a Le Cesine, dalla costa tra Capo d’Otranto e Capo di Santa Maria di Leuca, e infine il promontorio del Gargano e le zone umide della Capitanata.

9 febbraio 2008           Ufficio Stampa   LIPU-BIRDLIFE ITALIA

TORNA IL 6 e 7 OTTOBRE L’EUROBIRDWATCH, IL PIU’ IMPORTANTE EVENTO EUROPEO DEDICATO AL BIRDWATCHING.

 

LIPU E CORPO FORESTALE DELLO STATO APRONO OASI E RISERVE

 DOMENICA 7 OTTOBRE   Appuntamento con la LIPU alla zona umida LAGO SALSO

Torna sabato 6 e domenica 7 ottobre 2007 l’“EuroBirdwatch”, il più grande evento europeo dedicato al birdwatching. La manifestazione, che si svolgerà contemporaneamente in 28 Paesi europei, si terrà in Italia nelle 32 Oasi e Riserve gestite dalla LIPU e in altre decine di siti naturalistici (parchi, riserve, siti di Rete Natura 2000, aree importanti per gli uccelli “IBA”), fra cui 42 riserve naturali dello Stato gestite dal Corpo Forestale dello Stato.

Localmente, la sezione prov.le della LIPU di Foggia, con il patrocinio del Comune di Manfredonia e del Parco Nazionale del Gargano, organizza l’EUROBIRDWATCH nella giornata di DOMENICA  7 OTTOBRE .

L’appuntamento è per le ore 9.30 presso l’ingresso dell’OASI LAGO SALSO nel Parco Nazionale del Gargano, sulla Strada statale litoranea 159 (Manfredonia – Margherita di Savoia) al km 7,2.

I partecipanti saranno accolti ed accompagnati da esperti LIPU ad osservare gli ambienti e gli animali che abitano una delle più importanti zone umide del Mediterraneo con particolare attenzione per gli uccelli migratori.

Eurobirdwatch 2007 ha il patrocinio del Ministero Tutela Ambiente Territorio e del Mare, di Federparchi (l’associazione che riunisce 160 organismi di gestione delle aree protette in Italia) e del Corpo Forestale dello Stato, che partecipa all’evento con numerose riserve naturali che gestisce sul territorio nazionale.

L’EuroBirdwatch, coordinato da BirdLife International, la più grande rete mondiale di associazioni per la tutela della natura e degli uccelli selvatici (LIPU è il rappresentante italiano), prevede il coinvolgimento di tutti i partecipanti che registreranno su apposite schede gli uccelli selvatici avvistati. Tali schede verranno inviate, tramite i coordinatori delle singole escursioni, a BirdLife International per un conteggio complessivo a livello europeo. L’operazione fornirà dettagli sulla migrazione degli uccelli (quanti individui e quali specie solcheranno in quei giorni i cieli d’Europa) e inoltre ci dirà molte cose sullo stato di salute della natura nel nostro Paese, in quanto gli uccelli selvatici sono efficaci e riconosciuti indicatori della qualità dell’ambiente che ci circonda. “Il pubblico partecipante, - sottolinea la LIPU -  potrà così ammirare la bellezza degli uccelli selvatici direttamente nel loro ambiente naturale e conoscere da vicino lo straordinario fenomeno della migrazione, che vede milioni di uccelli selvatici lasciare ogni anno in autunno l’Europa diretti verso aree più calde dove passare l’inverno”.

Quest’anno l’EuroBirdwatch è  dedicato agli uccelli migratori e al loro habitat. La migrazione autunnale degli uccelli, che a centinaia di milioni si spostano da un continente all’altro, la presenza di specie rare e le grandi concentrazioni offriranno spunti eccezionali: in Italia saranno ancora visibili i migratori in partenza per l’Africa, come il Falco della regina, l’Airone rosso, il Lodolaio e l’Usignolo, ma anche tanti animali che nel nostro Paese si fermano a svernare.

All’EuroBirdwatch del 2006 parteciparono in Europa quasi 50mila persone, impegnate in 1.200 eventi. Oltre due milioni furono gli uccelli osservati in tutta Europa (appartenenti a oltre 250 specie) di cui 103mila in Italia (176 specie).

L’elenco completo degli eventi è pubblicato sul sito Internet www.lipu.it .

PER INFORMAZIONI sull’evento in Capitanata:  E-mail lipu.fg@tin.it

 LIPU – Sezione prov.le – Foggia, 3 ottobre ’07

TERRITORIO DI PESCHICI: DOPO L’INCENDIO SI ABBATTONO ALBERI ANCORA VIVI

Continuano le segnalazioni dei cittadini mobilitati a fianco delle sezioni di Foggia di LIPU e WWF in difesa del Gargano.

Nel territorio di Peschici è il caso di dire: “Brucia sul bruciato”! Non bastano migliaia di pini arsi dal terrificante incendio della scorsa estate: ora ci si mettono anche i boscaioli improvvisati ed alcuni privati con il taglio di pini arrossati ma dalla chioma ancora verde. Quegli alberi hanno buone possibilità di sopravvivenza, ma non pochi vengono abbattuti!

pineta incendiata Peschici

Invece di salvare innanzi tutto il salvabile, viene così completata, evidenziano LIPU e WWF, l’esecuzione dei pini, utilizzando, al posto del colpo di pistola, l’accetta per troncare ogni possibilità di sopravvivenza della pianta.

In un paese civile, si chiedono gli indignati cittadini, i pini da tagliare non dovrebbero essere individuati da persone preposte e competenti?

Si tratta, si chiedono inoltre LIPU e WWF, solo d’ignoranza da parte d’improvvisati boscaioli oppure lo zelo che li spinge a fare piazza pulita dei pini ha le stesse motivazioni degli incendiari della scorsa estate come, ad esempio, quella delle mire edilizie?

Nel frattempo le due Associazioni hanno subito trasmesso una segnalazione ai Comandi stazione territorialmente competenti del Corpo Forestale dello Stato per investigare e stroncare il fenomeno.

La resilienza della vegetazione, che definisce la capacità di ritornare alle condizioni iniziali a seguito degli incendi, varia in funzione delle piante presenti. Gli interventi di recupero e di ricostituzione della copertura vegetale costituiscono un’operazione difficile e delicata da affidare, pertanto, a personale particolarmente competente, in grado di attuare alcune precise indicazioni tecniche e di effettuare le scelte operative più consone al sito d’intervento. Il taglio indiscriminato realizzato da persone qualsiasi si configura, evidenziano LIPU e WWF, per questi motivi come un’ulteriore grave aggressione ambientale.

LIPU e WWF, nell’esprimere gratitudine ai cittadini che continuano ad essere vigili in difesa del Promontorio in sintonia con gli obiettivi della mobilitazione “Parco: ti voglio ricordare che c’è il Gargano da salvare”, riguardo al dramma degli incendi ricordano la circolare inviata nel luglio scorso dal Ministero dell’Ambiente ai Presidenti dei Parchi Nazionali per invitarli a richiedere ai Comuni, ricadenti nei loro territori, il puntuale adempimento dell’obbligo di istituire e aggiornare annualmente il catasto delle aree percorse dal fuoco, previsto da specifico obbligo di legge e indispensabile per esercitare l’essenziale funzione preventiva e deterrente contro gli incendi boschivi. È stato fatto? E quanti comuni si sono mossi per rispettare tali obblighi?

La stessa Circolare Ministeriale, evidenziano LIPU e WWF, sottolinea che l’attribuzione di risorse finanziarie da parte dell’Ente Parco destinati ad interventi a favore di tali Comuni potrà essere subordinata all’ottemperanza da parte dei singoli Comuni del menzionato obbligo di istituire e aggiornare il catasto.

Il Gargano anche negli anni precedenti è stato devastato da incendi, ma la maggior parte dei Comuni non ha provveduto al catasto delle aree colpite.

Circa l’individuazione e la punizione dei responsabili, il Ministero invita i Parchi a promuovere ogni idonea azione per garantire l’attivazione da parte degli Enti o la loro partecipazione in ogni azione per danno ambientale promossa contro i soggetti ritenuti responsabili di tali eventi, anche mediante la costituzione di parte civile da parte degli stessi Enti Parco.

Nel frattempo, a Peschici, solo alcuni cittadini si accorgono che nell’agro comunale, dopo l’incendio della scorsa estate, si abbattono impunemente alberi ancora vivi.

Foggia,  02.10.07        LIPU – Sez. di Foggia                WWF – Sez. di Foggia

STEPPE PEDEGARGANICHE, VERSO LA CONDANNA DELLA CORTE DI GIUSTIZIA.

LIPU:  “C’E’ ANCORA TEMPO PER INTERVENIRE. SI FERMI LA DISTRUZIONE E SI ADOTTINO SERIE MISURE DI MITIGAZIONE PER EVITARE PESANTI MULTE”

Le sanzioni, in caso di condanna potrebbero arrivare a un importo forfetario pari a 10 milioni di euro più una penalità giornaliera fino a 700mila euro.

<<Si faccia il possibile in extremis per salvare le steppe del Gargano dalla distruzione ed evitare di far pagare ai contribuenti pugliesi una pesante multa>> E’ il commento della LIPU-BirdLife Italia dopo la richiesta avanzata nei giorni scorsi dall’avvocatura generale della Corte di Giustizia europea che chiede la condanna dell’Italia per violazione della Zona di Protezione Speciale “Steppe pedegarganiche” in Puglia, un’area di 30mila ettari di cui 7mila occupati da attività produttive. L’area, compresa tra Foggia e Manfredonia, ha visto la realizzazione di insediamenti che hanno distrutto il 90% delle steppe pedegarganiche, un’area pregiatissima dal punto di vista naturalistico dove vivono specie di uccelli rare quali la Gallina prataiola, l’Occhione, la Calandra, il Capovaccaio e il Lanario.

<<La richiesta di condanna dell’Italia  – dichiara Claudio Celada, Direttore Conservazione Natura LIPU-BirdLife Italia – induca la Regione Puglia a fermare, finalmente, la distruzione delle steppe pedegarganiche e adottare con urgenza le misure di mitigazione per ovviare ai danni procurati alla natura. Altrimenti – conclude – la condanna della Corte di Giustizia sarà inevitabile e le multe ricadranno sui contribuenti pugliesi>>. Le sanzioni, in caso di condanna – sottolinea la LIPU – potrebbero arrivare a un importo forfetario pari a 10 milioni di euro più una penalità giornaliera fino a 700mila euro.

La Commissione europea aprì la procedura d’infrazione all’inizio del 2004 dopo il ricorso presentato nel gennaio 2001 dalla LIPU per le gravi e ripetute violazioni delle direttive comunitarie “Habitat” e “Uccelli”. Violazioni causate dagli insediamenti industriali previsti dal Contratto d’Area di Manfredonia all’interno di un’area ad altissima biodiversità e tutelata dalla UE come ZPS e pSIC (Sito d’importanza comunitaria) e facente parte di Rete Natura 2000, la rete di protezione della biodiversità dell’Unione Europea.  

Quanto al protocollo d’intesa firmato nel 2006 dalla Regione Puglia e dal Comune di Manfredonia – che prevedeva la compensazione tra i 400 ettari di Zona di Protezione Speciale (ZPS) trasformata dalle attività produttive (e che vantavano specie vegetali importanti oggi scomparse e sostituite dal cemento) e un’area di 500 ettari a Sud del Lago Salso – la LIPU espresse molte critiche  affermando che comunque non sarebbe servito a evitare la condanna.

8 maggio 2007           ufficio stampa  LIPU-BIRDLIFE ITALIA

PARTITO IL PROGETTO LIPU SUL FALCO GRILLAIO FINANZIATO DALLA FONDAZIONE NANDO PERETTI.

 

DUECENTO NIDI ARTIFICIALI POSIZIONATI NEI CENTRI URBANI DELL’ALTA MURGIA, TRA PUGLIA E BASILICATA, PER FACILITARE LA NIDIFICAZIONE DELLA SPECIE

Duecento nidi artificiali per favorire la nidificazione del Grillaio, il coinvolgimento delle scuole in un grande progetto di educazione ambientale, una mostra itinerante per sensibilizzare la popolazione al rispetto della specie. E’ quanto prevede il progetto “Una casa per il Grillaio”, finanziato dalla Fondazione Nando Peretti e messo a punto dalla LIPU-BirdLife Italia in collaborazione con il Comune di Gravina in Puglia (BA).

L’obiettivo del progetto, che coinvolge alcuni centri abitati dell’Alta Murgia, tra Puglia e Basilicata, è quello di salvaguardare la nidificazione del Grillaio, un rapace migratore minacciato di estinzione a livello mondiale e presente in quest’area del Sud Italia con alcune migliaia di coppie. La scomparsa di cavità adatte alla nidificazione, in particolare nelle abitazioni abbandonate e poi ristrutturate, toglie infatti al Grillaio spazi utili per la nidificazione.

Il progetto, che si concluderà nell’autunno 2007, prevede, oltre al posizionamento dei 200 nidi artificiali, che si concluderà a marzo 2007, il monitoraggio, da parte di ornitologi locali, della popolazione di Grillaio durante la stagione riproduttiva e la verifica del successo riproduttivo all’interno dei nidi di legno. E’ previsto un coinvolgimento delle scuole, che potranno partecipare a un concorso per la creazione di una campagna pubblicitaria a favore del Grillaio. E’ inoltre in programma una mostra itinerante, che toccherà i Comuni delle Murge e che servirà ad avvicinare e sensibilizzare la gente sull’importanza di questa specie. Infine sarà stampato un libro, in 5mila copie, che informerà il pubblico sulle azioni da intraprendere per tutelarlo.

“Abbiamo voluto lanciare un segnale – dichiara Stefano Palumbo, Direttore della Fondazione Nando Peretti  - dimostrando che anche con un piccolo contributo si possono ottenere risultati sostanziali, tangibili nel breve tempo e di ampio respiro, che possono incidere nella conservazione globale dell’ambiente. Un progetto con il quale si può inoltre creare una coscienza ambientale locale, radicata nel territorio, nonché  ripristinare le condizioni ideali affinché il nostro Grillaio continui ad onorare della propria presenza il Sud del nostro Paese”.

“Con questo progetto – spiega Giuliano Tallone, Presidente LIPU-BirdLife Italia – daremo un contributo importante alla salvaguardia di questo piccolo rapace, che proprio nell’area delle Murge concentra gran parte della popolazione italiana. Un lavoro reso possibile grazie alla sensibilità della Fondazione Nando Peretti per la difesa dell’ambiente e della fauna selvatica”.

Con oltre 3.600 coppie, l’Italia ospita la terza popolazione europea di Falco Grillaio, concentrata in gran parte nei centri urbani delle murge appuro-lucane. Il grado di diffusione della specie passa dalle poche coppie di alcuni paesi della provincia di Taranto come Mottola, Castellaneta e Palagianello alle 800 coppie presenti a Matera e Gravina.

L’evento finale del progetto, “Arrivederci Grillaio”, verrà organizzato a Gravina nel mese di Settembre 2007 proprio al centro dell’areale distributivo del Grillaio nelle Murge, poco prima che la specie parta per la migrazione in direzione Africa. Nell’occasione verranno presentati i risultati conseguiti, premiata la scuola vincitrice del concorso ed effettuate visite didattiche sul territorio.

22 febbraio 2007      Ufficio Stampa LIPU – Fondazione NANDO PERETTI