Category Archives: Caccia, Bracconaggio

Emergenza maltempo: fauna stremata alla mercé di caccia e bracconaggio.

FacebookTwitterGoogle+Condividi

 LIPU chiede chiusura anticipata della caccia e maggiore vigilanza sulle regioni martoriate.

 Neve e gelo da giorni dominano tutto il territorio della Basilicata e della Puglia oltre che dell’intero Centro-Sud, con temperature in picchiata e terreni ricoperti per buona parte dalla neve e dal ghiaccio.

Anche il mondo della natura, come le popolazioni umane, sta vivendo un periodo difficile. Le temperature rigide e i terreni ricoperti di neve rappresentano condizioni estreme, fatali per gli uccelli ed i mammiferi selvatici, i quali hanno serie difficoltà a reperire il cibo ed a trovare rifugi idonei.

Nelle aree che man mano nei prossimi giorni saranno più libere dalla neve e dal ghiaccio si concentreranno molti animali alla disperata ricerca di cibo e di temperature più sopportabili. Tale situazione esporrà gli animali a un maggior rischio, saranno più vulnerabili e quindi facile bersaglio di cacciatori. Moretta tabaccata zapponeta

Ma con il maltempo anche la piaga del bracconaggio ha vita ancora più facile. Nei giorni scorsi una rara Moretta tabaccata è stata impallinata sul litorale di Zapponeta, mentre un’Oca collorosso, specie minacciata tipica delle aree russe e spinta nelle nostre zone dal gelo artico, è stata abbattuta sulla laguna di Lesina sotto i binocoli di ornitologi. Appostamenti per la caccia di frodo sono realizzati sulla costa, nell’immediato entroterra e perfino all’interno della Riserva delle Saline di Margherita di Savoia! Ed è solo la punta dell’iceberg: di molti altri episodi di bracconaggio, enormemente facilitato dalle condizioni climatiche che stiamo vivendo, non se ne ha notizia anche perché la vigilanza venatoria è scarsa.

La Legge nazionale 157/92 sulla tutela della fauna omeoterma prevede il divieto dell’attività venatoria sui terreni coperti in parte o totalmente dalla neve (art. 21, lettera m) ma ciò non basta date le estreme ed inusuali condizioni climatiche di questo periodo. Il termometro ha segnato per molti giorni valori al di sotto dello zero con punte minime proibitive per tante specie già provate da molti fattori negativi. E’ opportuno quindi garantire alla fauna selvatica una minima possibilità di recupero e sopravvivenza per agevolarne la migrazione e la preparazione alla stagione riproduttiva.

Un immediato intervento delle Istituzioni per favorire la tutela della fauna è quanto mai impellente ed urgente, anche in previsione della preannunciata nuova ondata di gelo che colpirà il sud Italia nelle prossime ore. La LIPU rivolge perciò un appello ai Presidenti delle Regioni Basilicata e Puglia affinché emanino con urgenza un provvedimento di chiusura anticipata della caccia, molti sarebbero gli animali che si potrebbero salvare, compensando le numerose perdite dovute al gelo e alla mancanza di cibo.

Inoltre è indispensabile intensificare i controlli sul territorio da parte di tutti gli organi di polizia per scongiurare ulteriori, facili mattanze da parte di cacciatori di frodo.

13 gennaio  2017                  LIPU Onlus – coord di Puglia e Basilicata

Colpo di grazia alla palude S. Floriano con nuovi roghi

L’importante è che sia utile solo per le mattanze di caccia.

Dalla stoppie alla preziosa zona umida, la pessima consuetudine degli incendi nelle campagne. 

In Puglia si assiste purtroppo ogni anno alla classica bruciatura delle stoppie già tra fine Giugno e Luglio: una pratica tanto vietata quanto impunita in questo periodo e totalmente interdetta nelle ZPS (Zone di Protezione Speciale). stoppie bruciate

Una pratica devastante per questi importanti ecosistemi agricoli dove viene spazzata via la nidificazione e la sopravvivenza di Allodole e Calandre, Formicaleoni e Ortotteri, Grillai e Ghiandaie marine… Fino a distruggere il concentrato di biodiversità nei preziosi, residuali incolti ai margini di strade e tratturi.

Una pratica spinta da una tradizione sbagliata e pericolosa di “pulizia” dei terreni ma che in realtà contribuisce all’impoverimento degli stessi terreni con l’incenerimento della componente organica, oltre a mettere a repentaglio anche boschi e infrastrutture antropiche.  A questa triste consuetudine si aggiunge una variante ancora più scandalosa e deleteria.

Non bastava il rogo che il 20 luglio scorso aveva avvolto i canneti della palude S. Floriano colpendo la fauna selvatica e affumicando la vicina cittadina di Zapponeta. La scorsa Domenica sera il colpo di grazia: un ulteriore incendio ai danni della stessa zona umida a completare la distruzione della vegetazione (e della fauna!) di questa importante zona. Si tratta di un’area di proprietà della Amadori e “Azienda Faunistico Venatoria” per 570 Ha, su concessione della Regione Puglia (istituzione nel 1988, ampliamento nel 1989, fino all’ultimo rinnovo nel 2014).S. Floriano bruciata 1

Sono proprio qui  i termini della contestazione mossa dalla LIPU nei confronti del settore Agricoltura, Caccia e Pesca della Regione – accusa Enzo Cripezzi della stessa associazione -: la normativa di settore fino allo specifico RR n.4/2000 (e ai provvedimenti di concessione che ne derivano) prevedono che una Azienda Faunistico Venatoria, dove cioè i proprietari rendono disponibile l’area per cacciatori a pagamento, sia gestita con prescrizioni tali da garantire il mantenimento, l’organizzazione e il miglioramento degli habitat per fini faunistici, anche durante il periodo di caccia chiusa”. Nel caso della zona umida S. Floriano, quindi, anzitutto mantenendo l’acqua ed evitando devastazioni come quella dei giorni scorsi.

Invece, in barba a queste prescrizioni e alle norme di gestione della ZPS, non solo negli anni passati l’Azienda ha addirittura bonificato parte della palude (!), determinando una vertenza della LIPU in sede regionale e comunitaria, ma nel periodo estivo non mantiene nemmeno le condizioni minime per garantire un habitat utile agli uccelli selvatici durante il periodo riproduttivo. Anzi, favorendo gli incendi e cancellando la vegetazione, rendendo di fatto l’area funzionale solo alla prossima stagione venatoria, quando le valli saranno allagate con le prime acque attirando centinaia di migratori in superfici “scoperte”, a vantaggio di cacciatori paganti e della stessa Azienda !S. Floriano bruciata 2

Ciò legittima ancor più il sospetto sul dolo e sulla paternità di tali incendi, utili per una sommaria “pulizia” del canneto. Incendi che in ogni caso andavano prevenuti con una gestione puntuale dell’area. “E allora – conclude Cripezzi – sarebbe ora che la Regione chiedesse conto sulla concessione rilasciata all’Azienda Faunistico Venatoria S. Floriano dove si  sfrutta pesantemente un bene dello Stato ma platealmente si disattendono i doveri”.

Foggia, 02.08.2016                                LIPU Onlus – sezione prov.le Foggia

Caccia: su segnalazione ambientalisti Governo impugna Legge Regionale pugliese.

Soddisfazione ma anche rammarico per brutta pagina in Consiglio regionale e rischio fondi comunitari.

Consapevole del grave rischio di infrazione comunitaria e dell’illegittimità segnalata dagli ambientalisti sulla pessima legge regionale n.28/2015 della Puglia, il Governo l’ha impugnata dinanzi alla Corte Costituzionale.

Malgrado le controdeduzioni e le eccezioni puntuali mosse dagli ambientalisti sul piano formale e sostanziale, quasi 2 mesi fa il Consiglio Regionale Pugliese aveva scritto una brutta pagina politica con questa legge regionale approvata a maggioranza (unico voto contrario quello dei consiglieri 5S) e finalizzata ad autorizzare la caccia allo Storno in deroga alle norme nazionali e comunitarie.

Lo strumento della deroga rappresenta una azione concessa dalle norme solo in casi estremi, da istruire, documentare e dimostrare secondo procedure precise, proprio per evitare quella che in Italia era ormai divenuta prassi consolidata e disinvolta in varie regioni, tanto da costituire già elemento di censura con la procedura di infrazione comunitaria 2131/2006.

In relazione alla Legge regionale pugliese, Enpa, Italia Nostra, Lav, Lac, Lipu, e Wwf avevano congiuntamente rappresentato con tre distinte note indirizzate rispettivamente al Governatore Emiliano, al Governo Renzi e alla Commissione Europea la necessità di intervenire per arginare sia la incostituzionalità della norma in questione e sia un approccio del tutto fuori luogo, cercando di legittimarlo sul piano pseudo-scientifico ma, in realtà, con una istruttoria del tutto aleatoria.

Sarebbe stata l’ennesima procedura di infrazione a carico dello Stato italiano, e segnatamente della Regione Puglia, con elevato rischio di conseguenze negative sulle risorse comunitarie a disposizione della Regione.

Pertanto, nella seduta del Consiglio dei Ministri di giovedì scorso, il Governo ha deliberato di impugnare la legge in questione, alla luce delle macroscopiche evidenze che violano, nel merito e nel metodo, il dettato Costituzionale nonché la Direttiva comunitaria 2009/147/CE, come riportato nella stessa istruttoria governativa ( http://www.affariregionali.it/banche-dati/dettaglioleggeregionale/?id=10335 ) e cosi come segnalato dalle Associazioni ambientaliste.

Aspettando che Corte Costituzionale e Commissione Europea si pronuncino, la Lipu esprime la propria soddisfazione: al di la del merito, infatti, è fondamentale rispettare le leggi e i principi in base ai quali valutare ed eventualmente adottare deroghe in materia.

Rimane tuttavia lo sconcerto per la brutta politica che ha contraddistinto molti consiglieri regionali pugliesi con decisioni sommarie e disinvolte, non solo dichiaratamente filo venatorie, malamente mascherate con altri interessi, ma che mettono anche a repentaglio importanti risorse finanziarie per la Puglia.

Spiace osservare come, ancora una volta, la firma di proposta di leggi maldestre come questa sia quella dei consiglieri Amati (PD), Gatta (FI) e Pentassuglia (PD), e che a questi se ne siano accodati quasi tutti gli altri in logiche di partito ben poco edificanti.

Foggia, 24.11.2015                                    LIPU  Onlus – coord. della Puglia

CACCIA, ancora regali: PREaperture ai primi di settembre e non solo

3 settembre confronto tra Regione e parti interessate  ma a caccia ormai aperta! 

Ancora il solito sotterfugio: l’apertura “ufficiale” della stagione venatoria dovrebbe essere la terza domenica di settembre ma con scappatoie interpretative e normative la si anticipa ai primi di settembre. Oggi 2 settembre, in Puglia è già caccia aperta a diverse specie !

Questa presa in giro non è estemporanea – ricorda Enzo Cripezzi della LIPU pugliese - ma diventa ormai una consuetudine che trasforma l’inizio di settembre in una apertura ordinaria del periodo di caccia in Puglia. Ciò comporta gravi conseguenze sulla fauna selvatica tenuto conto che in questo momento ci sono specie che non hanno ancora completato il ciclo riproduttivo”.

Anche quest’anno la LIPU pugliese ha dovuto contestare questa ma anche molte altre assurdità, nell’ambito del Comitato Tecnico Faunistico Venatorio Regionale preposto a vagliare preventivamente il Calendario Venatorio 2015-2016, strumento che annualmente dovrebbe regolare tempi e modalità dell’attività di caccia in base a norme regionali e criteri scientifici.

La LIPU aveva evidenziato molti aspetti negativi già oggetto di censura da parte dell’ISPRA (Istituto Superiore per la Ricerca Ambientale già Istituto nazionale Fauna Selvatica) con le sue direttive e il suo parere obbligatoriamente acquisito dalla Regione ma platealmente disatteso.

Ecco infatti pre-apertura per diverse specie (Tortora, Merlo, Quaglia, Colombaccio, Lepre…), ma anche chiusura tardiva per altre (diverse anatre ed altri acquatici oltre a Beccaccia, Tordo bottaccio, Tordo sassello….).

E ancora sulle modalità di caccia da appostamenti fissi, gli orari e il prematuro inizio al 22 agosto consentiti per l’addestramento cani, (in deroga, indiscriminatamente su qualsivoglia territorio e per di più in periodo non circoscritto con evidenti danni per la riproduzione della fauna selvatica) o il grave rischio di inquinamento genetico causato dal rilascio di quaglie giapponesi per le “gare cinofile”.

Altra perla, bacchettata perfino dalla Corte costituzionale, è la possibilità di caccia ai migratori spostandosi liberamente sull’intero territorio regionale senza alcun legame cacciatore-territorio come invece previsto con la fauna stanziale.

“Tutto ciò  – precisa Paola Lodeserto, vice presidente dell’associazione ambientalista – nonostante i richiami della Commissione Europea, che lo scorso autunno attraverso la Procedura Pilot (EU PILOT 6955/14/ENVI) – anticamera della procedura di infrazione – aveva evidenziato diverse criticità sulla caccia in Italia, tra le quali l’esercizio venatorio nei confronti di specie in cattivo stato di conservazione e durante la migrazione prenuziale, quando si colpiscono proprio i riproduttori”.

Per domani, 3 settembre il Servizio Caccia regionale ha convocato un incontro presieduto dall’Assessore al ramo Di Gioia con le componenti ambientaliste nel Comitato Tecnico Faunistico Venatorio per discutere “eventuali” modifiche al Calendario Venatorio.  Si tratta di un incontro parallelo a quello con altre componenti (cacciatori e agricoltori) per valutare la situazione.

Per la LIPU ciò rappresenta un’occasione, tardiva e in parte compromessa dalla pre-apertura in atto, per rettificare il Calendario ed evitare gravi conseguenze pecuniarie dalla CE che potrebbe perfino sospendere i fondi comunitari previsti per la Puglia.

Diversamente – conclude Cripezzi – si consumerebbe l’ennesimo, grave atto al patrimonio della collettività rappresentato dagli animali selvatici, che tende a soddisfare in via prioritaria le richieste dell’estremismo venatorio anteponendolo alle esigenze generali, quindi di tutti i cittadini, di tutela della fauna”.

Bari, 2.9.2015                                                                                   LIPU Onlus – coord. della Puglia

ZAC… ed ecco sparatorie tutto l’anno sul lago di Lesina

LIPU : nuovo omaggio dell’Ufficio “Regali” Ambientali della Provincia di Foggia, per la gioia di cacciatori

Si chiamano ZAC, Zone Addestramento Cani, dove i cacciatori vanno ad addestrare i propri cani alla caccia con l’abbattimento di fauna liberata allo scopo, pagando il concessionario della ZAC. Queste Zone sono istituite dalla Regione, su istruttoria e parere della Provincia. Quelle di tipo “B”, le più richieste, permettono attività di sparo tutto l’anno (!), senza limitazioni stagionali come invece è per la caccia ordinaria circoscritta tra settembre e gennaio.

La LIPU è in linea di principio contraria almeno alle ZAC – B: lo sparo tutto l’anno incide sui territori di riproduzione e di alimentazione della fauna selvatica a causa del disturbo perpetrato anche oltre il periodo venatorio. Si aggiunge poi l’ambiguità sulla vigilanza, che è più facile eludere in tali aree dove è complicato discriminare se si stia sparando a animali immessi artificialmente piuttosto che ad altri individui selvatici che nello stesso periodo si riproducono e hanno la sventura di essere attratti in queste zone.

duna aerea

veduta aerea dell’istmo di Lesina verso la sacca orientale

“La LIPU di Capitanata – evidenzia il responsabile Enzo Cripezzi - è ancora in attesa di una descrizione cartografata e di insieme delle numerose ZAC – B autorizzate sulla scorta dei pareri positivi concessi negli anni dall’Ufficio Caccia della Provincia di Foggia.    Ora si tocca il fondo : l’ultimo parere positivo a una ZAC – B è sull’istmo della laguna di Lesina, località Foce Cauto, in favore dei fratelli Basile, intestatari della contigua e omonima Azienda Faunistica Venatoria (aree attrezzate con postazioni di caccia a pagamento), anch’essa oggetto di richiesta di rinnovo ovviamente con parere positivo.”.

L’area interessata è tra le più importanti d’Italia, ricade in SIC (Sito di Importanza Comunitaria) e IBA (Important Birds Area) ed è a ridosso di una ZPS (Zona di Protezione Speciale), del Parco Nazionale del Gargano e prossima alla Riserva Statale “Lago di Lesina – Sacca Orientale”.

In ragione di tali valori è stato chiamato ad esprimersi anche l’Ufficio Valutazioni Ambientali della Provincia di Foggia, da tempo ormai Ufficio “Regali” Ambientali (!), appunto per una Valutazione di Incidenza ambientale. vincolistica foce Cauto + Zac-Afv

Ancora una volta, il dirigente D’Attoli, noncurante dell’importanza dell’area e di un coerente percorso istruttorio, ha emesso il classico parere positivo riassunto in sole 2-3 righe senza approfondimento alcuno, sia per il rinnovo alla Azienda Faunistico Venatoria e sia per la ZAC.

“Inoltre – rimarca Cripezzi – ha omesso anche di chiedere il parere dell’Ente Parco oltre che dell’Ente gestore della vicina Riserva Statale (cioè il Corpo Forestale), obbligatoriamente previsto per legge ! “

Un atteggiamento ancor più stridente alla luce di un’analoga Valutazione di Incidenza già emessa per una precedente istanza per la stessa ZAC nel 2006, ma dalla Regione quando questa era competente per tali valutazioni, che si concludeva con un parere negativo “….in quanto dall’attività della stessa (ZAC) si rileva perturbazione della fauna di interesse comunitario”.

Il procedimento è ora approdato all’Ufficio Caccia della Regione che deve esprimersi sull’istituzione della ZAC e sul rinnovo della Azienda Faunistico Venatoria.

In tale frangente la LIPU ha sollevato la questione trasmettendo una articolata nota al all’Ufficio Caccia e all’Ufficio Ambiente della Provincia, all’Ufficio Caccia e all’Ufficio Parchi della Regione, al Parco del Gargano e al Ministero dell’Ambiente. Obbiettivo – concludono alla LIPU -, revisionare questo procedimento strampalato che ha tutta l’evidenza di un bel regalo speculativo ad alcuni cacciatori.

Foggia, 20.11.2014                                      LIPU – Sezione prov.le Foggia