Category Archives: Caccia, Bracconaggio

CACCIA, ancora regali: PREaperture ai primi di settembre e non solo

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3 settembre confronto tra Regione e parti interessate  ma a caccia ormai aperta! 

Ancora il solito sotterfugio: l’apertura “ufficiale” della stagione venatoria dovrebbe essere la terza domenica di settembre ma con scappatoie interpretative e normative la si anticipa ai primi di settembre. Oggi 2 settembre, in Puglia è già caccia aperta a diverse specie !

Questa presa in giro non è estemporanea – ricorda Enzo Cripezzi della LIPU pugliese - ma diventa ormai una consuetudine che trasforma l’inizio di settembre in una apertura ordinaria del periodo di caccia in Puglia. Ciò comporta gravi conseguenze sulla fauna selvatica tenuto conto che in questo momento ci sono specie che non hanno ancora completato il ciclo riproduttivo”.

Anche quest’anno la LIPU pugliese ha dovuto contestare questa ma anche molte altre assurdità, nell’ambito del Comitato Tecnico Faunistico Venatorio Regionale preposto a vagliare preventivamente il Calendario Venatorio 2015-2016, strumento che annualmente dovrebbe regolare tempi e modalità dell’attività di caccia in base a norme regionali e criteri scientifici.

La LIPU aveva evidenziato molti aspetti negativi già oggetto di censura da parte dell’ISPRA (Istituto Superiore per la Ricerca Ambientale già Istituto nazionale Fauna Selvatica) con le sue direttive e il suo parere obbligatoriamente acquisito dalla Regione ma platealmente disatteso.

Ecco infatti pre-apertura per diverse specie (Tortora, Merlo, Quaglia, Colombaccio, Lepre…), ma anche chiusura tardiva per altre (diverse anatre ed altri acquatici oltre a Beccaccia, Tordo bottaccio, Tordo sassello….).

E ancora sulle modalità di caccia da appostamenti fissi, gli orari e il prematuro inizio al 22 agosto consentiti per l’addestramento cani, (in deroga, indiscriminatamente su qualsivoglia territorio e per di più in periodo non circoscritto con evidenti danni per la riproduzione della fauna selvatica) o il grave rischio di inquinamento genetico causato dal rilascio di quaglie giapponesi per le “gare cinofile”.

Altra perla, bacchettata perfino dalla Corte costituzionale, è la possibilità di caccia ai migratori spostandosi liberamente sull’intero territorio regionale senza alcun legame cacciatore-territorio come invece previsto con la fauna stanziale.

“Tutto ciò  – precisa Paola Lodeserto, vice presidente dell’associazione ambientalista – nonostante i richiami della Commissione Europea, che lo scorso autunno attraverso la Procedura Pilot (EU PILOT 6955/14/ENVI) – anticamera della procedura di infrazione – aveva evidenziato diverse criticità sulla caccia in Italia, tra le quali l’esercizio venatorio nei confronti di specie in cattivo stato di conservazione e durante la migrazione prenuziale, quando si colpiscono proprio i riproduttori”.

Per domani, 3 settembre il Servizio Caccia regionale ha convocato un incontro presieduto dall’Assessore al ramo Di Gioia con le componenti ambientaliste nel Comitato Tecnico Faunistico Venatorio per discutere “eventuali” modifiche al Calendario Venatorio.  Si tratta di un incontro parallelo a quello con altre componenti (cacciatori e agricoltori) per valutare la situazione.

Per la LIPU ciò rappresenta un’occasione, tardiva e in parte compromessa dalla pre-apertura in atto, per rettificare il Calendario ed evitare gravi conseguenze pecuniarie dalla CE che potrebbe perfino sospendere i fondi comunitari previsti per la Puglia.

Diversamente – conclude Cripezzi – si consumerebbe l’ennesimo, grave atto al patrimonio della collettività rappresentato dagli animali selvatici, che tende a soddisfare in via prioritaria le richieste dell’estremismo venatorio anteponendolo alle esigenze generali, quindi di tutti i cittadini, di tutela della fauna”.

Bari, 2.9.2015                                                                                   LIPU Onlus – coord. della Puglia

ZAC… ed ecco sparatorie tutto l’anno sul lago di Lesina

LIPU : nuovo omaggio dell’Ufficio “Regali” Ambientali della Provincia di Foggia, per la gioia di cacciatori

Si chiamano ZAC, Zone Addestramento Cani, dove i cacciatori vanno ad addestrare i propri cani alla caccia con l’abbattimento di fauna liberata allo scopo, pagando il concessionario della ZAC. Queste Zone sono istituite dalla Regione, su istruttoria e parere della Provincia. Quelle di tipo “B”, le più richieste, permettono attività di sparo tutto l’anno (!), senza limitazioni stagionali come invece è per la caccia ordinaria circoscritta tra settembre e gennaio.

La LIPU è in linea di principio contraria almeno alle ZAC – B: lo sparo tutto l’anno incide sui territori di riproduzione e di alimentazione della fauna selvatica a causa del disturbo perpetrato anche oltre il periodo venatorio. Si aggiunge poi l’ambiguità sulla vigilanza, che è più facile eludere in tali aree dove è complicato discriminare se si stia sparando a animali immessi artificialmente piuttosto che ad altri individui selvatici che nello stesso periodo si riproducono e hanno la sventura di essere attratti in queste zone.

duna aerea

veduta aerea dell’istmo di Lesina verso la sacca orientale

“La LIPU di Capitanata – evidenzia il responsabile Enzo Cripezzi - è ancora in attesa di una descrizione cartografata e di insieme delle numerose ZAC – B autorizzate sulla scorta dei pareri positivi concessi negli anni dall’Ufficio Caccia della Provincia di Foggia.    Ora si tocca il fondo : l’ultimo parere positivo a una ZAC – B è sull’istmo della laguna di Lesina, località Foce Cauto, in favore dei fratelli Basile, intestatari della contigua e omonima Azienda Faunistica Venatoria (aree attrezzate con postazioni di caccia a pagamento), anch’essa oggetto di richiesta di rinnovo ovviamente con parere positivo.”.

L’area interessata è tra le più importanti d’Italia, ricade in SIC (Sito di Importanza Comunitaria) e IBA (Important Birds Area) ed è a ridosso di una ZPS (Zona di Protezione Speciale), del Parco Nazionale del Gargano e prossima alla Riserva Statale “Lago di Lesina – Sacca Orientale”.

In ragione di tali valori è stato chiamato ad esprimersi anche l’Ufficio Valutazioni Ambientali della Provincia di Foggia, da tempo ormai Ufficio “Regali” Ambientali (!), appunto per una Valutazione di Incidenza ambientale. vincolistica foce Cauto + Zac-Afv

Ancora una volta, il dirigente D’Attoli, noncurante dell’importanza dell’area e di un coerente percorso istruttorio, ha emesso il classico parere positivo riassunto in sole 2-3 righe senza approfondimento alcuno, sia per il rinnovo alla Azienda Faunistico Venatoria e sia per la ZAC.

“Inoltre – rimarca Cripezzi – ha omesso anche di chiedere il parere dell’Ente Parco oltre che dell’Ente gestore della vicina Riserva Statale (cioè il Corpo Forestale), obbligatoriamente previsto per legge ! “

Un atteggiamento ancor più stridente alla luce di un’analoga Valutazione di Incidenza già emessa per una precedente istanza per la stessa ZAC nel 2006, ma dalla Regione quando questa era competente per tali valutazioni, che si concludeva con un parere negativo “….in quanto dall’attività della stessa (ZAC) si rileva perturbazione della fauna di interesse comunitario”.

Il procedimento è ora approdato all’Ufficio Caccia della Regione che deve esprimersi sull’istituzione della ZAC e sul rinnovo della Azienda Faunistico Venatoria.

In tale frangente la LIPU ha sollevato la questione trasmettendo una articolata nota al all’Ufficio Caccia e all’Ufficio Ambiente della Provincia, all’Ufficio Caccia e all’Ufficio Parchi della Regione, al Parco del Gargano e al Ministero dell’Ambiente. Obbiettivo – concludono alla LIPU -, revisionare questo procedimento strampalato che ha tutta l’evidenza di un bel regalo speculativo ad alcuni cacciatori.

Foggia, 20.11.2014                                      LIPU – Sezione prov.le Foggia

Gargano: da Parco nazionale a Parco giochi per armieri e cacciatori

Pareri sconcertanti di Provincia ed Ente Parco legalizzano sparatorie e provocazioni venatorie. La LIPU denuncia alle Autorità preposte.

Si scrive Game Fair, si legge promozione di armi, munizioni e caccia, con tanto di attività di tiro e contorno di falconeria.pianadiCalenella

E’ la fiera autorizzata il 6 e 7 settembre prossimi nella baia di Calenella, a Vico del Gargano, dentro l’area protetta e proprio dall’Ente Parco !

Il tutto con l’ormai solito, superficiale parere ambientale positivo (Valutazione di Incidenza) rilasciato dal dirigente dell’ufficio VIA della Provincia di Foggia, con una valutazione di merito di 2 righe. Anzi, una riga e mezza !!!!

“A pagare – precisa Enzo Cripezzi della Lipu pugliese – sarà proprio il principio fondante di “area protetta”, sovvertito e umiliato da una iniziativa  diseducativa per la crescita culturale e fuorviante per il rispetto di un Parco Nazionale. E’  prevista perfino una tavola rotonda sulla “gestione della fauna selvatica”, proprio in questo che è tra i comprensori più caldi d’Italia in quanto a caccia e bracconaggio !”

Alla tavola rotonda siederanno a braccetto il Presidente del Parco Pecorella e quello di Federcaccia, la rappresentanza di Legambiente nazionale e quella del Comitato Nazionale Caccia e Natura, organizzazione di armieri e cacciatori. Oltre al Presidente di Federparchi, Sammuri, noto per le sue sensibilità verso il mondo venatorio.

Ma a pagare saranno anche l’ambiente della zona e le regole, per l’occasione buttate nella spazzatura.

E’ del 22 agosto scorso la nota di denuncia con ogni effetto di legge trasmessa dalla LIPU agli Enti che direttamente hanno autorizzato (Comune di Vico, Ente Parco, Provincia di Foggia) e al Ministro dell’Ambiente, al Corpo Forestale, alla Protezione Civile regionale e ai Vigili del Fuoco, fino al  Servizio Territorio della Regione.

La LIPU ha contestato la pericolosità per il rischio di incendio e le attività espressamente vietate dalle norme di salvaguardia e dai regolamenti in area parco, quali le attività di sparo, il disturbo alla fauna selvatica, il trasporto di armi, l’introduzione in aree aperte di animali alloctoni e l’uso di rapaci da falconeria in attività di liberazione/predazione di animali equiparate ad attività di caccia.

La fiera, infatti, sarà realizzata con stand, parcheggi, postazioni di tiro e tutto quello che ne consegue per l’assistenza ai visitatori (ristorazione, impiantistica, gestione dei rifiuti, bagni chimici… ) in un luogo del tutto privo di strutture antropiche. Investirà una superficie di 30 ettari ricadenti in area IBA e Area Parco, di cui 15 ettari anche in Sito di Importanza Comunitaria (SIC della Pineta Marzini), dopo 15 giorni di lavori di cantierizzazione.

Ognuno può avere le proprie legittime posizioni sull’attività venatoria e non ci siamo mai sottratti al confronto- conclude Cripezzi- ma non si possono cosi platealmente sovvertire le regole e mistificare la caccia al punto da arrivare a forzature di questo genere”.

E’ chiamato a risponderne politicamente il presidente Pecorella dal quale non si possono accettare posizioni ambigue: se gradisce farsi coinvolgere dalla lobby dei cacciatori e dall’industria di armi e munizioni può farlo ma non trascini il Parco del Gargano che rappresenta a nome della Nazione.

Ma anche il dirigente D’Attoli, più che a capo dell’ufficio Valutazioni Ambientali della Provincia sembra ormai guidare un ufficio “Regali Ambientali”.

Intanto questo fine settimana si vedrà se e quali esiti avrà avuto l’istanza di legalità (e moralità) invocata dalla LIPU, tutt’ora senza riscontro.

Foggia 04.09.2014                                                LIPU -Sezione prov.le Foggia

Capitanata: ancora bracconaggio

Nuovo intervento del CFS coordinato con la LIPU

Nuovo intervento del Corpo Forestale dello Stato per la repressione degli illeciti nelle campagne Daune e precisamente di quella odiosa pratica che è la caccia di frodo: in questo caso caccia in periodo platealmente vietato.

Anche nella prima mattinata di domenica attivisti della LIPU erano impegnati nel consueto monitoraggio a specie e habitat di interesse conservazionistico sui territori rurali.

Zone frequentate massicciamente dagli animali in questo periodo migratorio con l’arrivo di Allodole, falchi, Quaglie e altre specie che passano sulle nostre zone o si insediano per nidificare.

In aree prossime alla zona di Amendola gli attivisti notavano con binocoli e cannocchiali due bracconieri intenti a sparare liberamente con tanto di cani da caccia al seguito.

La LIPU quindi chiedeva l’intervento del Corpo Forestale dello Stato. Cosi una pattuglia, rapidamente intervenuta e dopo una articolata azione di avvicinamento, sorprendeva i due soggetti in chiaro atteggiamento di caccia.

Questa azione fa il paio con altre azioni già condotte dal CFS tra gennaio e febbraio per contrastare la piaga del bracconaggio a ridosso delle zone umide e nelle campagne della Capitanata. Poi contro danni al patrimonio e abusivismo sul Gargano a metà marzo.

Questa volta è prontamente intervenuto il Comando Stazione di Manfredonia.

Ovviamente, l’accaduto conferma che il fenomeno è quanto mai preoccupante e attivo. “Cacciare in periodi vietati o di notte, con reti, registratori o altri mezzi illeciti, uccidere specie protette o cacciare in aree protette… rappresentano forme di bracconaggio fortemente lesive del patrimonio naturalistico del nostro territorio e, oseremmo dire, perfino dell’immagine degli stessi cacciatori.- afferma Enzo Cripezzi della LIPU pugliese, che prosegue – Sparare proprio ai riproduttori selezionati dalla migrazione, in questo periodo di inizio nidificazione e di passo pre-riproduttivo, è deprecabile poiché determina danni aggiuntivi a quelle popolazioni di uccelli più vulnerabili e agli esemplari che hanno il compito di perpetuare la vitalità di queste popolazioni.”

Senza contare che queste pratiche inducono anche un forte disturbo in periodo delicato a specie di grande importanza e tipiche delle nostre campagne come falchi Grillai, Albanelle, Occhioni.

La LIPU esprime apprezzamento per l’impegno del Corpo Forestale in compiti e zone tutt’altro che semplici. Ma la LIPU ringrazia anche quegli agricoltori sensibili che spesso insieme alla LIPU sono parte attiva e propositiva per un migliore controllo e gestione del territorio.

Foggia 07.04.14                                                         LIPU – Sezione prov.le Foggia

Caccia, in Puglia stanno per votare una legge vergogna.

In discussione la nuova legge regionale, tra illegittimità costituzionali e contenuti inaccettabili, quali il rilancio dei richiami vivi, l’aumento della stagione venatoria, la libera caccia su tutto il territorio agli uccelli migratori. “Il Presidente Vendola fermi questa deriva da ultrà della caccia”.

“La Puglia si appresta a votare una delle peggiori leggi sulla caccia d’Italia, infarcita di illegittimità costituzionali e ricca di contenuti intollerabili. Il Presidente Vendola intervenga immediatamente per fermare questa legge vergogna ed evitare che la Puglia si candidi a maglia nera d’Italia”.

E’ il commento di Enpa, Lac, Lav, Lipu e Wwf alla proposta di legge a firma del Consigliere Pentassuglia di modifica della legge regionale sulla caccia, la n. 27/98, che andrà a breve in Consiglio.

“La filosofia con cui Pentassuglia ha impostato la sua proposta aumenta ancor più la distanza tra la legge pugliese e la legge statale per la tutela della fauna (la legge 157/92), recependola in modo confuso e contraddittorio e in alcuni casi infrangendola palesemente. Una proposta all’insegna della pessima caccia, che genererà immediati ricorsi alla Corte Costituzionale, ai TAR e alla Commissione europea.

La proposta conferma la caccia libera agli uccelli migratori in tutta la Regione (modifica all’art. 25 comma 4), spiegandola con la motivazione della caccia di necessità (oggi inesistente) e senza alcuna pianificazione e gestione sostenibile delle specie di uccelli migratori. Tutto ciò, in macroscopica violazione della legge 157 e della recente sentenza della Corte Costituzionale. 

Ancora, la proposta prevede le squadre di cacciatori per esercitare il controllo faunistico (modifica all’art. 34 comma 10), una condizione incompatibile con le esigenze di rigore del controllo che nulla dovrebbe avere a che fare con la caccia.

Inoltre, la proposta incrementa l’uso dei richiami vivi (modifica all’art. 36 comma 7bis), una delle pratiche più vergognose e intollerabili che si possano immaginare nell’attività venatoria.

Vengono poi incrementati i permessi di caccia giornalieri negli ATC (modifica all’art.14 comma 5), di fatto equiparando il territorio agrosilvopastorale al territorio delle aziende private la cui prevalente finalità è vendere la “selvaggina pronta caccia” a chi paga per sparare.

Incredibilmente, la proposta prevede poi recinzioni alte 2 metri (contro gli 1,20 previsti dalla legge nazionale) per poter istituire i fondi chiusi alla caccia (modifica all’art. 38 comma 2), rendendo economicamente impossibile ai cittadini che desiderassero il proprio terreno escluso da attività di caccia.

La proposta non manca di autorizzare l’anticipo della caccia a partire dal 1° settembre (modifica all’art. 31 comma 3), mentre sono in pieno svolgimento le attività turistiche degli agriturismi, è alto il rischio incendi (divieto di accensione di fuochi fino al 15 settembre) e la maggioranza delle specie animali ha ancora gli ultimi piccoli da svezzare. Così come prevede la possibilità di estendere la caccia anche a febbraio (modifica dell’art. 31 comma 4), quando la maggioranza delle specie di uccelli è in migrazione pre-nuziale e sarebbe opportuno un divieto totale di caccia.

Dulcis in fundo, Pentassuglia riduce drasticamente le risorse destinate alla tutela della fauna (modifica dell’art. 54 comma 1), facendo passare dal 40 al 10% le risorse trasferite dalla Regione alle Province per tale finalità.

Un quadro sconfortante, se non incredibile, che offende i milioni di pugliesi non cacciatori e appunto fa della Puglia una delle peggiori ragioni italiane in materia venatoria. Il nostro appello a tutte le forze politiche di buon senso e al Presidente Vendola: intervenga, rimettendo un minino di gerarchia tra la bellezza della natura, la tranquillità dei cittadini e lo strapotere dei fucili e per evitare di far spendere inutilmente  sodi alla collettività in ricorsi e contenziosi.

Roma, 8 novembre 2013

Ufficio stampa Lipu

Tel. 0521.1910706