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	<title> &#187; Regionali</title>
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		<title>FOTOVOLTAICO SELVAGGIO: finalmente una norma per non consumare (ancora) territorio.</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Jan 2012 09:51:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eolico]]></category>
		<category><![CDATA[Regionali]]></category>
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		<category><![CDATA[fotovoltaico]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Decreto Liberalizzazioni ferma il saccheggio dell&#8217;ambiente promosso in nome dell’ “ambiente”!  Vaste aree del Mezzogiorno sono ormai snaturate e devastate dalla corsa alle rinnovabili “senza se e senza ma”. Un capitolo triste, ascrivibile a quella miseria politica che ha gratificato speculatori e faccendieri, con il sostegno di una evidente sottocultura con la quale gli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><strong><em>Il Decreto Liberalizzazioni ferma il saccheggio dell&#8217;ambiente promosso in nome dell’ “ambiente”!</em></strong> </p>
<p><strong>Vaste aree del Mezzogiorno sono ormai snaturate e devastate dalla corsa alle rinnovabili “<em>senza se e senza ma</em>”.</strong> Un capitolo triste, ascrivibile a quella miseria politica che ha gratificato speculatori e faccendieri, con il sostegno di una evidente sottocultura con la quale gli impianti industriali fotovoltaici (come quelli eolici), sono stati addirittura definiti “<em>parchi</em>”.  <a href="http://www.lipucapitanata.it/wp-content/uploads/2012/01/FV-Castelpagano-ph-LIPU-Fg.jpg" target="_blank"><img class="alignright size-medium wp-image-1282" title="&quot;piccolo&quot; impianto FV a ridosso del Parco del Gargano e della zona archeologica di Castelpagano - ph LIPU Fg" src="http://www.lipucapitanata.it/wp-content/uploads/2012/01/FV-Castelpagano-ph-LIPU-Fg-300x226.jpg" alt="FV Castelpagano - ph LIPU Fg" width="300" height="226" /></a></p>
<p>A fronte di distese solari disseminate qua e là, senza criterio e rispetto alcuno nelle aree agrarie e pastorali, poco più in là le urbanizzazioni, le aree industriali o comunque antropizzate da decenni di cemento selvaggio rimangono invece del tutto o quasi inutilizzate da tali insediamenti. Per altro, in tali aree, già compromesse sul piano ambientale, non ci sarebbe bisogno nemmeno di impattanti e costosi elettrodotti.</p>
<p><strong>Per la LIPU, ma anche per chiunque abbia un minimo di buon senso, un paradosso evidente, banale e soprattutto intollerabile</strong>.</p>
<p>Ora è stato pubblicato un importante provvedimento in materia per il quale la LIPU esprime la massima soddisfazione poiché frena e ferma la consegna del territorio agli speculatori. Nel Decreto &#8220;Liberalizzazioni&#8221; <strong>l’art.65 FINALMENTE taglia gli incentivi al fotovoltaico su suolo agricolo</strong> (al netto di un transitorio di un anno concesso alla realizzazione di impianti fino a 1 MW ormai autorizzati o con istruttoria in corso).</p>
<p><strong>Già il D.Lgs 28/2011</strong> (Decreto Romani) <strong>del marzo scorso aveva tagliato gli incentivi per tali impianti ma solo per quelli oltre 1 MW</strong>, anche questi al netto di quelli già autorizzati o in istruttoria, comunque da realizzarsi entro un anno (marzo 2012).</p>
<p>Oltre a quanto è stato già realizzato <strong>vi sono infatti centinaia e centinaia di “ettari fotovoltaici” già potenzialmente realizzabili</strong>, magari con finanziamenti esteri e pannelli cinesi (per la gioia di altre economie), in preziosi ecosistemi agrari e pastorali e perfino in situazioni ambientali di grande pregio, come dimostrano vergognosi procedimenti già rilasciati con sconcertante disinvoltura.</p>
<p>Questo nuovo provvedimento spazza via anche l&#8217;eccezione concessa per il FV sui <strong>suoli &#8220;abbandonati&#8221;</strong>, come se in natura possa mai esistere un suolo “abbandonato” !  Un concetto irriverente che avrebbe colpito terreni di grande importanza come incolti, cave abbandonate, pascoli poveri e altre tipologie di ambienti di enorme valore ecologico dove si rifugiano e si riproducono specie rarissime.</p>
<p><strong>Permangono ora alcuni fattori di rischio su cui la LIPU ha concentrato l’attenzione</strong>.</p>
<p>- L&#8217;evoluzione sui <strong>procedimenti residui</strong> (che non sono pochi) per impianti da 1 MW (pari a 2-2,5 ettari !) non assoggettati ad alcuna verifica ambientale grazie a irresponsabili deregolamentazioni apportate in passato.</p>
<p>- Il filone delle &#8220;<strong>serre fotovoltaiche</strong>&#8220;, potenziale sotterfugio per realizzare impianti speculativi.</p>
<p>- La possibilità di intraprendere <strong>spericolate varianti urbanistiche dei terreni interessati</strong> (da agricolo a industriale) per eludere la norma e legittimare l&#8217;accesso agli incentivi (come i 200 ettari di “<em>Mass. Giardino</em>” da “regalare” al fotovoltaico in agro di Foggia). Un pericolo da arginare con un necessario aggiornamento normativo. Nel frattempo, come per l’eolico, <strong>la LIPU continuerà faticosamente a inseguire e contrastare quei numerosi progetti a partire da quelli più osceni</strong>.</p>
<p>La LIPU ricorda con orgoglio la posizione assunta da sempre e in tempi non sospetti sull’argomento e oggi questa norma, che limita danni irreparabili ed evita ulteriori umiliazioni al territorio, ne da ragione.</p>
<p><strong>Un provvedimento a lungo sperato e invocato solo da una parte dell&#8217;ambientalismo italiano</strong> e dai comitati territoriali ma virtualmente anche dai cittadini che già oggi sborsano <strong>5 mld di euro all&#8217;anno</strong> in bolletta per sostenere il settore e che, sicuramente, preferiscono che i propri soldi non siano impiegati per seppellire le campagne o arricchire la speculazione di pochi a scapito di famiglie e agricoltori.</p>
<p><strong>Sullo sfondo persiste uno scenario politico poco edificante</strong> che ha condotto a tutto questo e non è un caso che il fenomeno sia arginato a livello centrale attraverso un provvidenziale taglio agli incentivi invece che con dinieghi e regole urbanistiche mai nate o, quantunque fosse, tardive. Sono rarissimi i politici che in nome dei FATTI hanno preso le distanze dal pretestuoso ambientalismo sviluppista del &#8220;<em>fare</em>&#8221; per stare dalla parte di quello del &#8220;<em>fare bene</em>&#8220;, come la on. Zamparutti che sulla questione si è spesa ininterrottamente.<a href="http://www.lipucapitanata.it/wp-content/uploads/2012/01/campagne-Capitanata-ph-LIPU-Fg.JPG" target="_blank"><img class="alignright size-medium wp-image-1283" title="campagne Capitanata a rischio di pesante devastazione FV ed eolica sebbene già assediate da impianti -ph LIPU Fg" src="http://www.lipucapitanata.it/wp-content/uploads/2012/01/campagne-Capitanata-ph-LIPU-Fg-300x200.jpg" alt="campagne Capitanata - ph LIPU Fg" width="300" height="200" /></a></p>
<p>Infatti <strong>bisogna ora sperare che</strong><strong> l&#8217;articolo 65 del Decreto “Liberalizzazioni” del Governo non sia abbattuto</strong> da indegni parlamentari trasversalmente legati alla lobby, come già accaduto in passato.</p>
<p><strong>Anzi, la LIPU chiede ora che si intervenga urgentemente per porre fine alla speculazione eolica </strong>che da troppo tempo sta trasformando il Mezzogiorno e sempre più ampie aree del Paese in un mattatoio urbanistico, alla faccia di chi vorrebbe rilanciarne la bellezza paesaggistica a beneficio dell’economia.</p>
<p>Foggia, 28.01.2012                                                                     LIPU   Puglia</p>
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		<title>&#8220;Controvento&#8221;- presentazione a Lavello (Pz)</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Jan 2012 18:20:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eolico]]></category>
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		<description><![CDATA[Il comitato Salute e Territorio di Lavello e il coordinamento LIPU di Puglia e Basilicata presentano il libro di Antonello Caporale &#8220;Controvento&#8221;.  Appuntamento il 4 gennaio 2012 a Lavello, in Basilicata, alle ore 17 presso il Teatro Sacro Cuore. Il giornalista di Repubblica e scrittore Antonello Caporale presenterà il proprio libro “Controvento” dedicato al grande [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il comitato Salute e Territorio di Lavello e il coordinamento LIPU di Puglia e Basilicata presentano il libro di Antonello Caporale &#8220;Controvento&#8221;.  Appuntamento il 4 gennaio 2012 a Lavello, in Basilicata, alle ore 17 presso il Teatro Sacro Cuore. Il giornalista di Repubblica e scrittore Antonello Caporale presenterà il proprio libro <em>“Controvento”</em> dedicato al grande affare dell’eolico. Presenterà Vitantonio Iacoviello ed interverranno anche l’On. Elisabetta Zamparutti (Radicali italiani), Enzo Cripezzi (LIPU Puglia e Basilicata), Ulderico Pesce (attore e regista). </p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.lipucapitanata.it/wp-content/uploads/2012/01/Locandina-controvento-lavello.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1274" title="Locandina controvento lavello" src="http://www.lipucapitanata.it/wp-content/uploads/2012/01/Locandina-controvento-lavello.jpg" alt="Locandina controvento lavello" width="417" height="589" /></a></p>
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		<title>Eolico selvaggio. Zamparutti e LIPU Puglia:</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Sep 2011 09:50:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eolico]]></category>
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		<category><![CDATA[francavilla fontana]]></category>
		<category><![CDATA[South Wind]]></category>

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		<description><![CDATA[Le procedure per l’impianto di Francavilla Fontana sono illegittime.   Elisabetta Zamparutti, deputata Radicale in Commissione Ambiente è intervenuta sul progetto che prevede la realizzazione a Francavilla Fontana di 53 torri eoliche per 153 MW da parte della società “South Wind 2 srl”. Dopo la presentazione di un’interrogazione parlamentare rivolta ai Ministri dello Sviluppo economico, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><em>Le procedure per l’impianto di Francavilla Fontana sono illegittime.</em></div>
<div><em> </em></div>
<div>Elisabetta Zamparutti, deputata Radicale in Commissione Ambiente è intervenuta sul progetto che prevede la realizzazione <strong>a Francavilla Fontana di 53 torri eoliche per 153 MW</strong> da parte della società <strong>“South Wind 2 srl</strong>”.</div>
<div>Dopo la presentazione di un’interrogazione parlamentare rivolta ai Ministri dello Sviluppo economico, dell’Ambiente e delle Politiche Agricole, la parlamentare è intervenuta con la LIPU Puglia, con una diffida alla Provincia di Brindisi.</div>
<div><strong>L’avviso pubblicato dalla “South Wind 2 srl” è nullo o totalmente irregolare</strong> avendo previsto l’ avvio della procedura di VIA riferendosi a <strong>soli 45 gg</strong> di tempo per produrre osservazioni in palese contraddizione con i 60 gg imperativamente previsti dal DLgs 152/2006.</div>
<div>“E’ dovere delle pubbliche amministrazioni mettere in grado i portatori di interesse di esercitare i loro diritti di partecipazione alle procedure, accedendo alla documentazione e presentando osservazioni. Diversamente si creano situazioni che avvantaggiano i proponenti gli impianti” ha dichiarato Elisabetta Zamparutti che con la LIPU Puglia ha trasmesso la <strong>diffida alla Provincia di Brindisi affinchè il procedimento sia bloccato</strong> alla luce dell’avviso fuorilegge.</div>
<div>A preoccupare sono anche <strong>altre due richieste pendenti d’impianti eolici</strong> ai confini di Francavilla Fontana, quelli delle società “<strong>En.It. Puglia srl” e “New Energy Snc Alla Natural Energy</strong>” per un numero complessivo di generatori che dovrebbe superare le 50 unità che, aggiunti ai 53 della “South Wind 2 srl”, avrebbero l’effetto di stravolgere il paesaggio di Francavilla Fontana compromettendo oasi di protezione e zone di ripopolamento e cattura oltre che ulivi monumentali e come tali tutelati dalla legge.</div>
<div>&#8220;Ma <strong>i progetti eolici e fotovoltaici sono migliaia</strong> in tutti gli angoli delle Regioni meridionali”, fanno sapere dalla LIPU Pugliese che da anni segue criticamente il problema, “e gli uffici preposti alle procedure non sono in grado di arginare aggressioni al territorio.”</div>
<div>Per contenere questo fenomeno di espansione fuori controllo in particolare nel mezzogiorno d’Italia, la Zamparutti chiede al Governo la concreta realizzazione di un’anagrafe pubblica degli impianti e un’ulteriore revisione del sistema degli incentivi.</div>
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		<title>Speculazioni edilizie a S. Cesarea (Le)</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Jul 2011 12:40:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aree protette, SIC, ZPS, IBA]]></category>
		<category><![CDATA[Regionali]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[cesarea]]></category>
		<category><![CDATA[comparto]]></category>
		<category><![CDATA[onda vitae]]></category>
		<category><![CDATA[porto miggiano]]></category>

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		<description><![CDATA[Valutazioni ambientali scadute e irrispettose della Natura si aggiungono a iter autorizzativi ambigui.   LIPU: giuste le rivendicazioni di “Save Salento” e comitati. Basta oltraggi al territorio ! La LIPU pugliese condivide le proteste di Save Salento e comitati locali ed esprime l’apprezzamento per l’impegno ambientalista delle parlamentari Zamparutti e Sbarbati. Le lottizzazioni del comparto 13 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><em><strong>Valutazioni ambientali scadute e irrispettose della Natura si aggiungono a</strong> i</em><strong><em>ter autorizzativi ambigui.</em> </strong></p>
<p align="center"> <em> </em><em>LIPU: giuste le rivendicazioni di “Save Salento” e comitati. </em><em>Basta oltraggi al territorio !</em></p>
<p>La LIPU pugliese condivide le proteste di <em>Save Salento</em> e comitati locali ed esprime l’apprezzamento per l’impegno ambientalista delle parlamentari Zamparutti e Sbarbati. <strong>Le lottizzazioni del comparto 13 e del comparto 14 nel comune di S. Cesarea sono incompatibili con il territorio</strong>, <strong>intollerabili moralmente</strong> e contro un serio sviluppo turistico.</p>
<p>A corollario di un iter urbanistico all’insegna dell’ambiguità, sul progetto Comparto 13 denominato “<em>Onda Vitae Residence</em>” (loc. porto Miggiano) emergono anche carenze in ordine alla valutazione ambientale.</p>
<p>Al di là dei contenuti di merito opinabili, il parere ambientale fu reso dalla Regione nel 2005 e,<strong> in ossequio alla normativa regionale in materia, esso ha perso di efficacia essendo abbondantemente trascorsi i 3 anni di validità.</strong></p>
<p><strong>La procedura deve essere pertanto rinnovata !</strong></p>
<p>Nello stesso atto, inoltre, <strong>la Valutazione di Incidenza</strong> per verificare gli effetti a carico di una sola parte del SIC (Sito di Importanza Comunitaria) ivi presente <strong>non è stata invece espletata per verificare gli effetti sull’IBA</strong> (Important Birds Area) n.147 “<em>Costa da Capo d’Otranto a Capo S. Maria di Leuca</em>” su cui la lottizzazione ricade interamente.</p>
<p>Le IBA sono aree fondamentali per le specie di uccelli a rischio. Secondo la giurisprudenza comunitaria ma anche secondo le interpretazioni del Ministero Ambiente, ampiamente rese da tempo in numerosi casi analoghi, <strong>le IBA sono equiparabili alle ZPS </strong>(Zone di Protezione Speciale) <strong>e soggette al loro stesso regime di tutela</strong> ai sensi della Direttiva “Uccelli” 79/409/CEE, ovvero con la Valutazione di Incidenza.</p>
<p>Pertanto, i proponenti devono <strong>anche presentare istanza di Valutazione di Incidenza</strong> <strong>in relazione agli effetti di tutta la lottizzazione sull’IBA</strong>. (<strong>vedi</strong> <a href="http://www.lipucapitanata.it/wp-content/uploads/2011/07/ortofoto-area-lottizz-S.-Cesarea.pdf" target="_blank"><strong>ortofoto area lottizz S. Cesarea</strong></a>)</p>
<p>Inoltre, <strong>gran parte dell’area interessata dal progetto edilizio comparto 13 risulta percorsa dal fuoco nel 2002</strong>, integrando la vincolistica di cui alla L353/2000 che<em> </em>precisa :</p>
<p><em>(……) È inoltre <strong><span style="text-decoration: underline;">vietata per dieci anni</span></strong>, sui predetti soprassuoli, <strong><span style="text-decoration: underline;">la realizzazione di edifici</span></strong><span style="text-decoration: underline;"> nonché di strutture e infrastrutture finalizzate ad insediamenti civili</span> ed attività produttive, fatti <strong><span style="text-decoration: underline;">salvi i casi in cui</span></strong> per detta realizzazione <span style="text-decoration: underline;">sia stata già rilasciata</span>, in data precedente l’incendio e sulla base degli strumenti urbanistici vigenti a tale data, la relativa <strong><span style="text-decoration: underline;">autorizzazione o concessione</span></strong>.</em></p>
<p>Sebbene l’area sia stata tipizzata per “<em>nuove espansioni turistiche</em>” dal PRG comunale nel lontano 1971 (!), non risulterebbero essere state emesse “autorizzazioni o concessioni” specifiche per il progetto antecedenti il 2002 per questo progetto.</p>
<p>Per di più ecco un <strong>aggravio della situazione con l’avanzata di un nuovo progetto cementizio</strong>, il cosiddetto <strong>comparto 14s</strong>. E’ palese allora la elusività insita in questi passaggi: le valutazioni, soprattutto quelle di carattere ambientale e territoriale, non possono essere effettuate separatamente su più progetti frammentati ma devono avere un carattere complessivo per verificarne correttamente gli effetti cumulativi.</p>
<p>La LIPU ritiene <strong>quanto mai opportuno un determinato intervento della Regione</strong> in ordine alla tutela di questo tratto di costa pugliese, la cui bellezza e importanza non appartiene solo ai pochi avvantaggiati dagli interessi economici del mattone ma a tutta la comunità Salentina e non solo.</p>
<p>Progetti simili appartengono a una logica speculativa e vetusta che si richiama ai peggiori interessi edilizi di vecchia memoria, già oltraggio delle coste più belle.</p>
<p>Foggia, 30.07.2011                                LIPU &#8211; coord. regionale Puglia</p>
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		<title>Perché la Regione Puglia ha smantellato l&#8217;Ufficio parchi?</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Jul 2011 08:14:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aree protette, SIC, ZPS, IBA]]></category>
		<category><![CDATA[Biodiversità, fauna, flora e habitat]]></category>
		<category><![CDATA[Regionali]]></category>
		<category><![CDATA[regione puglia]]></category>

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		<description><![CDATA[La denuncia di LIPU, Pro-Natura e WWF  Da un anno e mezzo l&#8217;Ufficio parchi della Regione Puglia è privo del proprio dirigente. Lo denunciano le sezioni regionali di LIPU, Pro-Natura e WWF. Da quando infatti, all&#8217;inizio del 2010, l&#8217;ing. Francesca Pace è passata a dirigere il Servizio Assetto del Territorio, il posto vacante non è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><em>La denuncia di LIPU, Pro-Natura e WWF</em></p>
<p style="text-align: left;"> Da un anno e mezzo l&#8217;Ufficio parchi della Regione Puglia è privo del proprio dirigente. Lo denunciano le sezioni regionali di LIPU, Pro-Natura e WWF.</p>
<p>Da quando infatti, all&#8217;inizio del 2010, l&#8217;ing. Francesca Pace è passata a dirigere il Servizio Assetto del Territorio, il posto vacante non è stato più stabilmente ricoperto, a parte due iniziali brevi periodi nei quali si sono rapidamente succedute nel ruolo l&#8217;ing. Caterina Dibitonto e l&#8217;avv. Lucia Anna Altamura.</p>
<p>Al seguito dell&#8217;ing. Pace si sono trasferiti altri due funzionari, tanto che oggi all&#8217;ufficio parchi lavorano solo dei professionisti con contratti temporanei, peraltro il più delle volte occupati per altre mansioni. Questa situazione di precarietà è poi aggravata dal fatto che anche il servizio ecologia, a cui gerarchicamente afferisce l&#8217;ufficio parchi, è privo di dirigente da quando l&#8217;ing. Antonello Antonicelli ha assunto il ruolo apicale di dirigente d&#8217;area. Da ciò consegue che il dirigente d&#8217;area è costretto a svolgere anche le due funzioni sottostanti (servizio ecologia ed ufficio parchi) con immaginabili ripercussioni sui carichi di lavoro e sulla tempestività delle decisioni.</p>
<p>Le conseguenze negative di questa situazione non si sono fatte purtroppo attendere.</p>
<p>Sono ormai lontani gli anni della spinta propulsiva che, seppur con alcune contraddizioni e lacune, aveva dato la prima giunta Vendola alla tutela delle aree protette con lo sblocco degli iter istitutivi dei parchi regionali previsti dalla legge, con l&#8217;ampliamento della rete Natura 2000 e con l&#8217;avvio dei piani di gestione di SIC e ZPS.</p>
<p>Oggi lo stallo dell&#8217;ufficio parchi rappresenta lo specchio dello stallo nella politica regionale di tutela delle aree protette e la scommessa fatta dall&#8217;ex assessore Losappio di affidare la gestione delle aree protette regionali agli enti locali si può dire persa. Infatti i parchi istituiti da Vendola sono finora rimasti solo sulla carta, non avendo ancora approvato alcuno strumento di programmazione e mostrando una totale incapacità di spendere i (pochi) fondi che la regione ha loro attribuito, o in altri casi rimangono allo stadio embrionale sotto lo schiaffo di opposizioni strumentali e speculative, fino ad arrivare all&#8217;esempio eclatante del parco regionale dell&#8217;Incoronata che, sotto la fallimentare gestione del comune di Foggia oberato dai debiti, rischia di vedersi spuntare accanto una distesa di 200 ettari di pannelli fotovoltaici su terreni di proprietà comunale che per questo saranno trasformati da agricoli a industriali.</p>
<p>Ma vi è anche il caso del parco del Medio Fortore, un fantasma che ha visto solo l&#8217;individuazione e l&#8217;adozione delle misure di salvaguardia e che da un anno e mezzo è in attesa della definitiva approvazione in consiglio regionale. O ancora il parco dell&#8217;Ofanto, ancora senza organi di gestione dopo un&#8217;istituzione travagliata, mentre nessun ufficio parchi vigila su una situazione indefinita.</p>
<p>Anche la delega affidata alle province sulle valutazioni di impatto e di incidenza ambientale sta mostrando tutti i suoi limiti, con l&#8217;approvazione di decine di progetti, soprattutto in campo energetico ed edilizio, che di sostenibile non hanno nulla e che contraddicono palesemente le linee programmatiche propugnate dal Governatore Vendola.</p>
<p>Di pari passo con la cessione delle competenze agli enti locali e la loro responsabilizzazione nella gestione dei territori protetti ci doveva essere, a parere di LIPU, Pro-Natura e WWF, un analogo rafforzamento delle capacità di controllo da parte delle strutture regionali che, libere dalla quotidiana gestione delle pratiche, avrebbero potuto concentrarsi sulla programmazione di livello regionale e sulla verifica delle attività svolte dalle strutture delegate.</p>
<p>La seconda giunta Vendola è andata invece nella direzione opposta optando per lo smantellamento dell&#8217;ufficio parchi che negli anni scorsi rappresentava un punto di riferimento per tutte le regioni meridionali.</p>
<p>Se si proseguirà su questa strada, lo Stato Italiano si troverà a dover affrontare una nuova ondata di procedure di infrazione comunitaria poiché l&#8217;unica possibilità che resterà alle associazioni per tutelare le aree protette regionali sarà quella delle denunce alla Commissione europea.</p>
<p>Bari, 18/07/2011</p>
<p>    LIPU Puglia                                    Pro-Natura Puglia                              WWF Puglia</p>
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		<title>Caccia : in punta di piedi arrivano modifiche alla Legge Regionale pugliese</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Jan 2011 18:30:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Caccia, Bracconaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Regionali]]></category>
		<category><![CDATA[caccia]]></category>
		<category><![CDATA[pentassuglia]]></category>
		<category><![CDATA[regione puglia]]></category>

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		<description><![CDATA[Pentassuglia (PD), l’antiparco inventore del Parco “non protetto” delle Gravine in cui cacciare liberamente, propone ora un Disegno di Legge che peggiorerebbe la norma in materia venatoria. ENPA, Italia Nostra, LAV, LIPU e Legambiente intercettano un nuovo tentativo di deregolamentazione venatoria. A firma del noto consigliere Pentassuglia (PD), approda nella Commissione Regionale interessata un Disegno di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Pentassuglia (PD), l’antiparco inventore del Parco “non protetto” delle Gravine in cui cacciare liberamente, propone ora un Disegno di Legge che peggiorerebbe la norma in materia venatoria.</em></p>
<p><strong>ENPA, Italia Nostra, LAV, LIPU e Legambiente intercettano un nuovo tentativo di deregolamentazione venatoria</strong>. A firma del noto consigliere Pentassuglia (PD), approda nella Commissione Regionale interessata un Disegno di Legge per modificare la Legge regionale in materia di caccia.</p>
<p>E come è ovvio non prevede un quadro roseo.</p>
<p>Che Pentassuglia (PD) fosse dalla parte di “<em>caccia selvaggia</em>” e non da quella dei Parchi lo si era capito: qualche settimana fa destava le proteste del mondo ambientalista per un emendamento “<em>ammazzaparco</em>” introdotto a tradimento con un poco elegante colpo di mano nella legge di bilancio. Si voleva consentire cosi la caccia DENTRO l’area, cosiddetta “protetta”, del <em>Parco delle Gravine</em>, in contrasto con altre leggi quadro, anche dello Stato e quindi sovraordinate.</p>
<p><strong>Su Youtube</strong> &#8211; <a href="http://www.youtube.com/watch?v=DqEchBCIV0g">http://www.youtube.com/watch?v=DqEchBCIV0g</a> &#8211; è possibile ammirare il consigliere Pentassuglia mentre passa dall’improbabile ruolo di paladino degli agricoltori raccoglitori di olive a quello di difensore di chi trasporta armi <strong>NEL</strong> parco, non mancando di tirare in ballo la mancanza di democrazia, le vessazioni e il “fare cassa” con i verbali. Da parte di chi? … di chi rappresenta lo Stato e le Istituzioni facendo doverosamente rispettare le leggi? Affermazioni che rischiano di legittimare il bracconaggio (!).</p>
<p>Ma in attesa che sia rimossa la norma “<em>ammazzaparco</em>” per le Gravine, <strong>le Associazioni ambientaliste registrano invece il tentativo di peggiorare la Legge Regionale n.27/98 e quindi la caccia in tutta la Puglia</strong>.</p>
<p>Naturalmente non è stata prevista alcuna audizione preventiva mentre,<strong> nel merito, spiccano </strong>:</p>
<p>- la rimozione del divieto di caccia nella fascia di rispetto di 100 m. dalle aree protette;</p>
<p>- la mancanza del principio di divieto venatorio durante la riproduzione e la migrazione primaverile (pre-riproduttiva) come previsto dalla legge quadro nazionale;</p>
<p>- l’eliminazione delle misure accessorie rispetto alle violazioni penali, quando si ricorre all’oblazione, disattendendo la potestà esclusiva dello Stato in materia di disposizioni di carattere penale;</p>
<p>- la penalizzazione delle oasi di protezione, dirottando le percentuali dei fondi previsti e svincolando le Province da precisi obblighi sull’utilizzo di detti fondi;</p>
<p>- l’imposizione illegittima e contro la legge quadro nazionale con cui i terreni agricoli interdetti alla caccia dagli agricoltori debbano essere provvisti di recinzioni più alte e quindi più onerose;</p>
<p>- l’eliminazione del tetto massimo di cacciatori provenienti da fuori dell’ambito territoriale di caccia (ATC) favorendo cosi un eccessivo ingresso di cacciatori non legati a quel territorio e quindi avulsi  dal mantenimento delle risorse faunistiche.</p>
<p><strong>ENPA, Italia Nostra, LAV, LIPU e Legambiente hanno perciò immediatamente presentato le proprie osservazioni al Disegno di Legge</strong> indirizzandole ai membri della Commissione interessata, chiedendo una audizione, ma anche trasmettendole al Governatore Vendola e all’Assessore al ramo Stefàno.</p>
<p>Si vedrà nei prossimi giorni se ci sarà dialogo e soprattutto se ci sarà la concreta volontà di evitare peggioramenti di una legge che già alcune Associazioni avevano da tempo condannato per alcuni contenuti deprecabilmente aggravati negli anni scorsi.</p>
<address>Bari, 31.01.2011</address>
<address><em>ENPA</em></address>
<address><em>Italia Nostra Puglia</em></address>
<address><em>LAV Puglia</em><em></em></address>
<address><em>LIPU Puglia </em></address>
<address><em>Legambiente Puglia</em></address>
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		<title>CACCIA, l&#8217;assessore pugliese stefàno si dimetta</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Jan 2011 15:57:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Caccia, Bracconaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Regionali]]></category>
		<category><![CDATA[stefàno]]></category>

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		<description><![CDATA[Animalisti italiani – ENPA – LAC &#8211; LAV &#8211; LIPU – VAS – Vittime della caccia &#8211; WWF “Sul calendario venatorio, comportamento vergognoso dimostrato dai documenti. Si dimetta. Attendiamo impazienti l’intervento del Presidente Vendola per cancellare le modifiche al calendario venatorio” “Un comportamento irresponsabile, ingannevole e consapevolmente illegittimo: l’assessore Stefano si dimetta”. E’ la dura [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<address style="text-align: center;"><strong>Animalisti italiani – ENPA – LAC &#8211; LAV &#8211; LIPU </strong></address>
<address style="text-align: center;"><strong>– VAS – Vittime della caccia &#8211; WWF</strong></address>
<p align="center"><strong><em>“Sul calendario venatorio, comportamento vergognoso dimostrato dai documenti. Si dimetta. Attendiamo impazienti l’intervento del Presidente Vendola per cancellare le modifiche al calendario venatorio”</em></strong></p>
<p>“Un comportamento irresponsabile, ingannevole e consapevolmente illegittimo: l’assessore Stefano si dimetta”. E’ la dura richiesta delle associazioni <strong>Animalisti italiani, ENPA, LAC, LAV, LIPU, VAS, Vittime della caccia, WWF</strong> dopo la delibera della Giunta regionale pugliese che, riunitasi addirittura in seduta straordinaria, su proposta dell’assessore Stefano, ha modificato il calendario venatorio regionale allungando, contro la legge e il parere dell’autorità scientifica nazionale, la stagione venatoria alla beccaccia  ai turdidi.</p>
<p>“La conferma giunge dal comunicato del 18 gennaio 2011 della Federcaccia pugliese con cui i cacciatori ringraziano l’assessore Stefano “per aver mantenuto l’impegno morale preso già alla stesura del calendario”, ovvero la scorsa estate.</p>
<p>Citiamo testualmente dal comunicato di Federcaccia: “<em>Con la delibera della Giunta Regionale del 18 gennaio che modifica il calendario venatorio i cacciatori pugliesi potranno continuare ad andare a caccia al tordo, alla cesena e alla beccaccia fino al 30 gennaio. Commentando favorevolmente la notizia, il Presidente Regionale FIdC Saverio Pace ha prima di tutto voluto ringraziare l’Assessore Regionale all’Agricoltura, Caccia e Pesca Dario Stefano, che ha così accolto le richieste del mondo venatorio. “Soprattutto – sottolinea Pace – <strong>ringrazio l’Assessore per aver mantenuto l’impegno morale che aveva preso con noi al momento dell’approvazione del calendario venatorio regionale</strong> e sono felice per tutti gli appassionati pugliesi che si sia deliberato nel senso delle modifiche da noi suggerite</em>”.</p>
<p>“E’ dunque evidente che la manovra di modificare il calendario venatorio e di farlo in extremis, in modo da rendere vano ogni ricorso alla giustizia amministrativa, era un progetto già ben studiato da tempo, il che rende ancora più riprovevole e illegittima l’iniziativa assunta dalla Giunta regionale pugliese e dall’assessore Stefano in primis.</p>
<p>“Va infatti anche considerato che in data 16 gennaio scorso, due soli giorni prima della delibera di Giunta, il Comitato tecnico venatorio regionale aveva dato parere favorevole alla modifica seppure in assenza dell’obbligatorio parere dell’ISPRA, motivando tale assenza con la mancanza di tempo utile a richiederlo. Una giustificazione che oggi si mostra in tutta la sua fallacia e ingannevolezza: i tempi ci sarebbero stati eccome, perché il progetto di modificare il calendario era già assunto da tempo, salvo metterlo in atto solo alla fine per bypassare il parere negativo dell’ISPRA ed evitare ricorsi che avrebbero senz’altro avuto la meglio.</p>
<p>“Insomma, un atteggiamento deplorevole, non degno di un’amministrazione seria, che fa scempio del diritto e mortifica le istituzioni e per il quale chiediamo a viva voce le dimissioni dell’assessore Stefano, doppiamente responsabile in quanto anche coordinatore del tavolo delle Regioni sulle politiche venatorie, dunque ben consapevole delle richieste ISPRA in materia di calendari venatori e tutela della fauna, nonché delle leggi e direttive comunitarie.</p>
<p>“Si prefigurano, a questo punto, profili da studiare anche alla luce del diritto penale, considerato che la delibera di giunta, che è priva dell’obbligatorio parere dell’ISPRA comporterà un danno irreparabile al patrimonio indisponibile dello Stato e della collettività.</p>
<p>“E‘ anche per questo che chiediamo con forza, per il secondo giorno consecutivo, l’immediato intervento del Presidente della Regione Vendola: intervenga e annulli senza esitazione la modifica al calendario pugliese, assumendosi anch’egli le responsabilità per il comportamento del suo assessore e della sua Giunta, che non possiamo definire in altro modo che vergognosi”.</p>
<address> 20 gennaio 2011</address>
<address><strong>UFFICIO STAMPA LIPU-BIRDLIFE ITALIA</strong></address>
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		<title>CACCIA, REGIONE PUGLIA DICHIARA GUERRA AGLI ANIMALI SELVATICI. INTERVENGA VENDOLA.</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Jan 2011 15:00:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Caccia, Bracconaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Regionali]]></category>
		<category><![CDATA[caccia]]></category>
		<category><![CDATA[stefàno]]></category>

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		<description><![CDATA[  ANIMALISTI ITALIANI – ENPA – LAC – LAV – LIPU  – VAS &#8211; VITTIME DELLA CACCIA – WWF “La Giunta regionale, su proposta dell’Assessore Stefàno, autorizza una modifica illegittima del calendario venatorio,dando luogo ad un vero e proprio reato istituzionalizzato. Un fatto vergognoso, intervenga immediatamente Vendola” Le Associazioni chiederanno che siano accertate davanti all’autorità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<address style="text-align: center;"><strong></strong></address>
<address style="text-align: center;"><strong></strong></address>
<address style="text-align: center;"><strong> </strong></address>
<address style="text-align: center;"></address>
<address style="text-align: center;"><strong>ANIMALISTI ITALIANI – ENPA – LAC – LAV – LIPU</strong></address>
<address style="text-align: center;"><strong> – VAS &#8211; VITTIME DELLA CACCIA – WWF</strong></address>
<p align="center"><strong>“La Giunta regionale, su proposta dell’Assessore Stefàno, autorizza una modifica illegittima del calendario venatorio,dando luogo ad un vero e proprio reato istituzionalizzato. Un fatto vergognoso, intervenga immediatamente Vendola”</strong></p>
<p align="center"><strong>Le Associazioni chiederanno che siano accertate davanti all’autorità giudiziaria le responsabilità collegiali</strong></p>
<p>“Il Presidente della regione Nichi Vendola intervenga immediatamente e faccia annullare le modifiche al calendario venatorio regionale per evitare la consumazione di un reato istituzionale: la intenzionale sottrazione indebita di patrimonio indisponibile dello Stato”.</p>
<p>Lo scrivono le associazioni <strong>Animalisti italiani, ENPA, LAC, LAV, LIPU, VAS, Vittime della caccia, WWF  </strong>dopo la decisione della Giunta regionale della Puglia di prolungare la stagione venatoria ai tordi e alla beccaccia fino al 30 gennaio, contro la legge nazionale ed il parere dell’autorità scientifica.</p>
<p>“<strong>Con la delibera varata ieri dalla Giunta regionale in seduta straordinaria, su proposta dell’Assessore all’Agricoltura Dario Stefàno, si è consumato un atto clamorosamente illegittimo che corrisponde ad una sottrazione indebita di patrimonio dello Stato</strong>: permettere l’abbattimento di animali selvatici in periodo di massimo divieto di caccia, così come stabilito dalla direttiva Uccelli (articolo 7.4), dalla legge nazionale 157/1992 (art. 18, comma 1 bis) e dal parere tecnico, obbligatorio per legge, dell’ISPRA, l’autorità scientifica nazionale”.</p>
<p>Il gravissimo atto della Giunta regionale aveva avuto come premessa, pochi giorni prima, il voto favorevole del Comitato Venatorio regionale, che peraltro dichiarava apertamente di non aver chiesto il parere dell’ISPRA. Un parere che sarebbe stato senz’altro negativo, perché <strong>l’ISPRA si è già espresso con il documento ufficiale del luglio 2010</strong> nel quale si chiarisce quali sono i tempi massimi di chiusura della caccia alle varie specie.</p>
<p>Se il Comitato venatorio pugliese ha dunque consapevolmente ignorato le indicazioni dell’ISPRA, la Giunta regionale è andata oltre, riunendosi in seduta straordinaria e accogliendo senza esitazioni la richiesta dello stesso Comitato venatorio regionale, modificando il calendario in modo da consentire la caccia a tordi e beccacce in periodo vietato dalla legge.</p>
<p><strong>Gravissima in tutto questo la responsabilità dell’Assessore Stefàno</strong> che, pur consapevole degli obblighi regionali, non solo ha consentito l’operazione ma l’ha addirittura proposta e avallata, in un’operazione che denuncia tutta la subalternità di un certo mondo amministrativo nei confronti delle lobby venatorie.</p>
<p>Siamo in sostanza di fronte ad un atto vergognoso, di una gravità estrema, che si prende gioco della legge, delle regole e delle istituzioni, ma che costituisce anche un danno oggettivo e irrimediabile a quel patrimonio indisponibile della collettività rappresentato dagli animali selvatici.</p>
<p>“<strong>Chiediamo dunque al Presidente della Puglia Nichi Vendola di intervenire immediatamente per esercitare il potere di autotutela che gli compete</strong> per far annullare, senza perdere un solo istante, l’illegittima delibera della Giunta, <strong>per impedire la consumazione di quello che si configura come un vero e proprio reato istituzionalizzato</strong>, di cui le Associazioni non mancheranno di chiedere i danni per la lesione dei propri interessi”.</p>
<p>In caso di inerzia le associazioni si rivolgeranno alle autorità giudiziarie competenti per fare accertare la responsabilità collegiale dell’organo che ha  intenzionalmente approvato tale provvedimento, macroscopicamente illegittimo chiedendo al contempo misure cautelari urgenti idonee a preservare l’integrità del patrimonio indisponibile dello Stato, ed impedire così gli illeciti abbattimenti.</p>
<address>19 gennaio 2011</address>
<address><strong>UFFICIO STAMPA LIPU-BIRDLIFE ITALIA</strong></address>
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		<title>CACCIA, saldi di fine anno nel Consiglio Regionale pugliese !</title>
		<link>http://www.lipucapitanata.it/index.php/caccia-saldi-di-fine-anno-nel-consiglio-regionale-pugliese/</link>
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		<pubDate>Wed, 29 Dec 2010 10:40:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aree protette, SIC, ZPS, IBA]]></category>
		<category><![CDATA[Caccia, Bracconaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Regionali]]></category>
		<category><![CDATA[aree protette]]></category>
		<category><![CDATA[caccia]]></category>
		<category><![CDATA[gravine]]></category>
		<category><![CDATA[pentassuglia]]></category>

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		<description><![CDATA[  Colpo di mano sulla Legge Regionale al Bilancio : via libera alla caccia nel PARCO delle GRAVINE. Le Associazioni preannunciano battaglia. E’ stata votata ieri la Legge Regionale per il Bilancio ma si è trasformata nell’occasione, tanto grave quanto immorale, di colpire il Parco Regionale delle Gravine attraverso un pessimo emendamento che ne modifica la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<address style="TEXT-ALIGN: center"><em></em></address>
<address style="TEXT-ALIGN: center"><em></em></address>
<address style="TEXT-ALIGN: center"><em> </em></address>
<address style="TEXT-ALIGN: center"><em><strong>Colpo di mano sulla Legge Regionale al Bilancio : via libera alla caccia nel PARCO delle GRAVINE.</strong></em></address>
<address style="TEXT-ALIGN: center"><em><strong>Le Associazioni preannunciano battaglia.</strong></em></address>
<p>E’ stata votata ieri la Legge Regionale per il Bilancio ma si è trasformata nell’<strong>occasione, tanto grave quanto immorale, di colpire il Parco Regionale delle Gravine</strong> attraverso un pessimo emendamento che ne modifica la Legge istitutiva.</p>
<p>Dalle norme di salvaguardia, infatti, <strong>viene cancellato il divieto di caccia e quello di accesso con mezzi motorizzati sulle strade non segnate</strong>. Quindi si configurerebbe un assurdo controsenso per cui <strong>in un’area protetta i cacciatori sarebbero liberi di sparare e scorazzare a destra e a manca</strong>.</p>
<p>L’obiettivo è ovviamente quello di regalare territorio libero ai cacciatori, in ossequio a una <strong>mercificazione elettorale</strong>, approfittando del ricatto dell’approvazione di una legge di notevole importanza.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: center">Cui prodest ?</p>
<p><strong>La genesi dell’emendamento si riconduce evidentemente a qualche Consigliere regionale</strong> che ha il proprio bacino elettorale tra i cacciatori. Ma <strong>non hanno fatto mancare il disinvolto appoggio consiglieri</strong> sia di maggioranza che di opposizione. <strong>A breve</strong> sarà nota <strong>la “<em>blacklist</em>” </strong>di coloro<strong> </strong>che hanno votato l’emendamento.</p>
<p>Le Associazioni in difesa del Parco Regionale preannunciano che non staranno con le mani in mano e, intanto, mettono in luce la grave ignoranza alla base dell’iniziativa normativa e le <strong>pesanti conseguenze che potrebbero derivare proprio per gli stessi cacciatori</strong>.</p>
<p>La legge regionale sulle aree protette, infatti, <strong>prevede il divieto di caccia all’interno dei Parchi</strong>. Divieto confortato anche dalla Legge quadro nazionale (e sovraordinata !) n.394 sulle aree protette.</p>
<p>La goffa iniziativa degli estensori dell’emendamento, quindi, porrà imbarazzo tra le Istituzioni regionali e le Autorità (es. Corpo Forestale dello Stato, altri organi di PG e Magistratura) che avranno<strong> </strong>comunque<strong> l’obbligo di perseguire penalmente quei cacciatori sorpresi a esercitare attività venatoria nell’area protetta</strong>. Questo produrrà situazioni di confusione che non gioveranno né ai cacciatori e tanto meno all’intera comunità del Parco.</p>
<p><strong>Rimane comunque tutta la gravità di una iniziativa politica cui le Associazioni chiedono conto e contro la quale si mobiliteranno</strong>.</p>
<p>Intanto è da registrare il <strong>voto contrario dei membri di Governo Regionale, a cominciare dall’Assessore Barbanente</strong> che ha immediatamente e pubblicamente preso le distanze da questo maldestro “contributo” alla Legge regionale di Bilancio.</p>
<p>Tale posizione rispecchia etica politica e riscuote il pieno apprezzamento dell’<strong>Associazionismo che</strong>, ora, però, <strong>chiede a Vendola e ai Partiti</strong> (di maggioranza e opposizione) <strong>se intendono porre rimedio o pensano di mantenere agli occhi dell’opinione pubblica questo vero e proprio esempio di <em>MALAPOLITICA.</em></strong></p>
<address>Bari, 29.12.2010</address>
<address>Coordinamento provinciale del Parco delle Gravine          </address>
<address>Federazione Speleologica Pugliese</address>
<address>Italia Nostra Puglia</address>
<address>Legambiente Puglia</address>
<address>LIPU Puglia</address>
<address>Società Speleologica Italiana</address>
<address>WWF Puglia</address>
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		</item>
		<item>
		<title>RINNOVABILI: situazione grottesca !</title>
		<link>http://www.lipucapitanata.it/index.php/rinnovabili-situazione-grottesca/</link>
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		<pubDate>Mon, 27 Dec 2010 10:00:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eolico]]></category>
		<category><![CDATA[Regionali]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[fotovoltaico]]></category>
		<category><![CDATA[rinnovabili]]></category>

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		<description><![CDATA[ Nelle Commissioni del Consiglio Regionale prevale un “calcolato” disinteresse. LIPU ai politici: responsabili di nuove devastazioni !  La Giunta Regionale intervenga con determinazione. Gravissime le responsabilità dei membri delle due Commissioni al Consiglio Regionale (“Ambiente” e  “Industria”). Il 15 dicembre scorso era prevista una seduta congiunta per esprimersi sulla nuova proposta di Regolamento in materia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong> </strong><strong><em>Nelle Commissioni del Consiglio Regionale prevale un “calcolato” disinteresse.</em></strong></p>
<p align="center"><strong><em>LIPU ai politici: responsabili di nuove devastazioni !  </em></strong><strong><em>La Giunta Regionale intervenga con determinazione.</em></strong></p>
<p style="TEXT-ALIGN: left">Gravissime le responsabilità dei membri delle due Commissioni al Consiglio Regionale (“<em>Ambiente</em>” e  “<em>Industria</em>”).</p>
<p>Il 15 dicembre scorso era prevista una seduta congiunta per esprimersi sulla nuova proposta di Regolamento in materia di rinnovabili (in attuazione alle recenti Linee Guida nazionali). La seduta è saltata, rinviata a una classica “data da destinarsi” con la scusa pretestuosa di volersi dedicare all’esame del DDL sul Bilancio regionale.</p>
<p><strong>Appare evidente l’atteggiamento disonorevole dei consiglieri regionali</strong> (<em><strong>*</strong>vedi i nomi</em>) <strong>membri di queste Commissioni</strong>: hanno deciso di non decidere confidando in una utile esiguità dei tempi.</p>
<p>Il gioco è chiaro: provocare il deragliamento dell’esame, minare l’approvazione dell’atto regionale, impedire integrazioni migliorative. Ma senza esporsi con decisioni ufficiali !</p>
<p>Come temuto dalla LIPU pugliese, <strong>le bellicose e invasive ingerenze della lobby energetica hanno schiacciato i Consiglieri Regionali membri delle Commissioni e cercano di condizionare la Giunta Regionale</strong>.</p>
<p>Quest’ultima, secondo alcune dichiarazioni giornalistiche, starebbe per approvare il provvedimento alla luce dei tempi previsti per le Commissioni e scaduti invano.</p>
<p>Se, come già chiesto dalla LIPU, il provvedimento non sarà <strong>RESTRITTIVO</strong> <strong>e IMMEDIATAMENTE VIGENTE per i procedimenti in corso, esso si rivelerà praticamente INUTILE</strong> di fronte a <strong>una incontenibile discarica urbanistica che</strong> <strong>si completerà su tutte le aree pregiate della Puglia</strong>.</p>
<p>CENTINAIA e CENTINAIA di istanze hanno saturato TUTTO il territorio pugliese, perfino con la sovrapposizione di più richieste sugli stessi siti.</p>
<p>Innumerevoli procedimenti vantano strumentalmente una istruttoria già iniziata e le società non accettano che essi siano assoggettati a nuove norme pena la consueta minaccia dei ricorsi.</p>
<p>Ancora una volta <strong>si realizzerebbe lo sconcertante paradosso per cui il governo di un bene collettivo, il Territorio, prerogativa di un organo istituzionalmente preposto come la Regione, passerebbe di fatto nelle mani della speculazione energetica</strong>.</p>
<p>La recente norma nazionale prevede che solo i procedimenti che abbiano ottenuto tutti <em>pareri ambientali</em> eventualmente necessari e la <em>soluzione di connessione elettrica</em> indicata dal gestore della rete possano proseguire nell’iter senza essere assoggettati alle nuove disposizioni nazionali.</p>
<p>Analogamente, anche i provvedimenti attuativi regionali dovrebbero fare salvo questo principio in relazione all’entrata in vigore delle “aree non idonee” (di espressa competenza delle Regioni).</p>
<p><strong>Nuove, gigantesche distese di pannelli fotovoltaici stanno per appropriarsi delle campagne</strong> del Salento, della ruralità del Tavoliere, della Murgia barese come di quella Tarantina.</p>
<p>E <strong>ulteriori piantagioni eoliche</strong>, stanno per recintare i Parchi (quelli veri) e tutti i valori territoriali, stanno per colmare la Puglia intera, non risparmiando gli immediati entroterra costieri e <strong>perfino le ultime colline Daune scampate alla tumefazione urbanistica</strong> che chiunque può “ammirare”.</p>
<p>Per tali motivi <strong>la LIPU</strong>, prendendo atto del disinteresse delle Commissioni Consiliari, <strong>ha trasmesso una ulteriore missiva al Governatore Vendola e agli Assessori-membri di Giunta</strong>.</p>
<p>Approvino urgentemente il provvedimento, con le integrazioni richieste dalla LIPU (e non solo) ma soprattutto <strong>lo rendano efficace e prevedano l’assoggettamento della moltitudine di procedimenti in corso</strong>.</p>
<p>Per rendere pubbliche le pretestuose istanze della “lobby delle rinnovabili”, <strong>la LIPU ha anche chiesto copia delle richieste al ribasso presentate  contro il provvedimento</strong>.</p>
<p>Diversamente si consumerà l’<strong>ENNESIMA INGIUSTIZIA</strong>: fiumi di denaro alle società energetiche mentre alla collettività solo i ricordi di un territorio definitivamente violato.</p>
<p>Foggia  27.12.2010                                LIPU &#8211; Sezione Regionale della Puglia  </p>
<p>(<strong>*</strong>) Ecco i nomi dei consiglieri regionali membri delle Commissioni <em>Ambiente</em> e <em>Industria</em>: pentassuglia donato (PD); ventricelli michele (SEL); zullo ignazio (PdL); laddomada francesco (Puglia per Vendola); brigante giovanni (Puglia per Vendola); camporeale antonio (PdL); caroppo andrea (Puglia Prima di Tutto); cervellera alfredo (SEL); decaro antonio (PD); epifani giovanni (PD); iurlaro pietro (PdL); lanzilotta domenico (PdL); longo giuseppe (UdC); mazza patrizio (IdV); olivieri giacomo (Moderati e Popolari); pastore francesco (SEL); sala arnaldo (PdL); gianfreda aurelio (IdV); gatta giandiego (PdL); lonigro giuseppe (SEL); barba antonio (PdL) ; bellomo davide  (Pugliesi per Rocco Palese); disabato angelo (Puglia per Vendola); greco salvatore (Puglia Prima di Tutto); marmo nicola (PdL); marti roberto (PdL); mazzarano michele (Misto); mennea ruggero (PD); negro salvatore (UdC); pellegrino donato (SEL); romano giuseppe (PD); vadrucci mario (PdL)</p>
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