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		<title>CAPOVACCAIO: LIBERATI TRE ESEMPLARI ALL’OASI LIPU GRAVINA DI LATERZA (Ta)</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 18:31:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aree protette, SIC, ZPS, IBA]]></category>
		<category><![CDATA[Biodiversità, fauna, flora e habitat]]></category>
		<category><![CDATA[Regionali]]></category>

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		<description><![CDATA[LIPU: “L’OBIETTIVO E’ EVITARE L’ESTINZIONE DELLA SPECIE”
Il progetto è della LIPU e del CERM, con finanziamento della Provincia di Taranto.
Due esemplari su tre sono già partiti per la migrazione.
Avvistato in Puglia il capovaccaio Arianna, liberato quattro anni fa nell’oasi pugliese e migrato nel Mali, in Africa
 Tre giovani esemplari di capovaccaio, un avvoltoio che in Italia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>LIPU: “L’OBIETTIVO E’ EVITARE L’ESTINZIONE DELLA SPECIE”</strong></p>
<p><strong><em>Il progetto è della LIPU e del CERM, con finanziamento della Provincia di Taranto.<a href="http://www.lipucapitanata.it/wp-content/uploads/2010/09/FB_hacking_2010_4.JPG" target="_blank"><img class="alignright size-medium wp-image-720" title="FB_hacking_2010_4" src="http://www.lipucapitanata.it/wp-content/uploads/2010/09/FB_hacking_2010_4-300x200.jpg" alt="FB_hacking_2010_4" width="300" height="200" /></a></em></strong></p>
<p><strong><em>Due esemplari su tre sono già partiti per la migrazione.</em></strong></p>
<p><strong><em>Avvistato in Puglia il capovaccaio Arianna, </em></strong><strong><em>liberato quattro anni fa nell’oasi pugliese e migrato nel Mali, in Africa</em></strong></p>
<p> <strong>Tre giovani esemplari di capovaccaio, un avvoltoio che in Italia è gravemente minacciato di estinzione, sono stati liberati nei giorni scorsi</strong> nello splendido scenario dell’Oasi LIPU Gravina di Laterza, grazie a un progetto della <strong>LIPU-BirdLife Italia</strong> e del <strong>CERM (Centro Rapaci Minacciati)</strong> di Rocchette di Fazio (GR), diretto da Guido Ceccolini.</p>
<p>Il delicato progetto ha potuto contare su un contributo dalla <strong>Provincia di Taranto</strong>, <strong>Assessorato Ambiente e Aree Protette</strong>, presso cui è anche l&#8217;Ente Gestore del <strong>Parco Regionale Terra delle Gravine</strong>, in cui ricade l&#8217;Oasi, e ha ricevuto il <strong>patrocinio dell&#8217;Ufficio Parchi</strong> della <strong>Regione Puglia</strong>.</p>
<p>Due esemplari su tre hanno già lasciato l’Oasi per intraprendere il lungo viaggio migratorio verso l’Africa. E a dare man forte al progetto che aiuta questa specie in grave difficoltà arriva la notizia che <strong>Arianna</strong>, il <a href="http://www.lipucapitanata.it/wp-content/uploads/2010/09/Arianna-con-radio.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-728" style="border: 0px;" title="Arianna con radio" src="http://www.lipucapitanata.it/wp-content/uploads/2010/09/Arianna-con-radio-300x200.jpg" alt="Arianna con radio" width="300" height="200" /></a>capovaccaio liberato nel 2006 all’Oasi LIPU Gravina di Laterza, è stata individuata quest’estate tra la Puglia e la Basilicata, dopo essersi recata nel Mali a svernare il primo anno e dopo vari spostamenti migratori tra Nordafrica e Sahel, a Sud del Sahara, negli anni successivi. Arianna, che in questi giorni sta volando verso l’Africa dove trascorrerà l’inverno, è stata osservata e filmata da Matteo Visceglia, ornitologo di Matera: lo straordinario evento è visibile su You Tube alla pagina <a href="http://www.youtube.com/watch?v=vCUjHifBjmk">www.youtube.com/watch?v=vCUjHifBjmk</a></p>
<p>&lt;&lt;<em>Dopo tre o quattro anni passati in Africa  </em>– spiega <strong>Marco Gustin, responsabile specie e ricerca LIPU </strong>- <em>questi animali ritornano verso il quinto anno di vita nei luoghi di origine, nel Mediterraneo, per nidificare</em>. <em>Lo scopo di questo progetto è quello di ricostituire nel tempo , dopo vari rilasci, una popolazione importante che impedisca a questa specie di estinguersi</em>&gt;&gt;.</p>
<p>Dei tre giovani capovaccai liberati, <strong>Sirio</strong> e <strong>Teo</strong> sono nati da una coppia che si riproduce nel CERM, mentre <strong>Brandy</strong> è nato da una coppia del Parco zoologico e botanico di Jerez de la Frontera (Andalusia, Spagna) che lo ha donato all’Italia per contribuire al programma di ripopolamento in natura.</p>
<p>Nati nello scorso mese di maggio, i capovaccai hanno trovato nell’Oasi LIPU, spettacolare canyon nei pressi di Laterza, in provincia di Taranto, l’ambiente ideale per muovere i primi voli in libertà per poi prepararsi al viaggio migratorio.</p>
<p><strong>Per i capovaccai è stato utilizzato il metodo Hacking: gli animali sono stati ospitati nei primi giorni</strong> all’interno di una cavità di una delle pareti di roccia presenti nell’oasi, e riforniti di acqua e cibo dai ricercatori. Una rete li ha trattenuti all’interno della cavità fino a quando, tolta la protezione, i giovani capovaccai hanno iniziato a spiccare in autonomia i primi voli. Per seguire il loro viaggio e ottenere dati costanti sulla loro posizione, Teo e Brandy sono stati dotati di radio satellitare di soli 25 grammi, un dispositivo in grado di fornire informazioni ai ricercatori anche per cinque o sei anni grazie a una cellula fotovoltaica che alimenta costantemente la batteria. Per questi uccelli è fondamentale aggregarsi ad altri capovaccai adulti, preziosi compagni di viaggio che li condurranno con loro attraverso il Mediterraneo fino all’Africa sub sahariana.</p>
<p><strong>I rilasci di capovaccai</strong>, specie ridotta in italia ormai a sole sette coppie, sono cominciati nel 2004 con la liberazione del capovaccaio Laerte, seguita nel 2005 da Ali e Turchino. Nel 2006 fu rilasciato il capovaccaio Arianna: questo esemplare è stato rintracciato quest’anno nella zona tra Puglia e Basilicata, proprio grazie ai dati trasmessi dalla radio satellitare che gli fu applicata al momento della liberazione. Con questi tre esemplari salgono a<a href="http://www.lipucapitanata.it/wp-content/uploads/2010/09/159618.jpg" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-731 alignright" title="159618" src="http://www.lipucapitanata.it/wp-content/uploads/2010/09/159618-300x169.jpg" alt="159618" width="300" height="169" /></a> 12 i giovani capovaccai sinora liberati in Italia.</p>
<p><strong>Grazie a questa tecnologia, si è potuto studiare </strong>il tragitto migratorio di questo esemplare, che è poi comune a tutta la popolazione italiana di capovaccaio: partito a fine agosto 2006 dall’Oasi LIPU Gravina di Laterza, l’animale ha percorso 4mila chilometri fino al Mali, paese africano a Sud del Sahara. La radio ha trasmesso ai ricercatori gli spostamenti effettuati da Arianna negli anni successivi fino a quest’anno, quando ne è stata accertata la presenza in Puglia (dettagli su <a href="http://www.capovaccaio.it/">www.capovaccaio.it</a>). Nei giorni scorsi Arianna era segnalata tra l’isola di Marettimo (Egadi) e Capo Bon in Tunisia, impegnata nella migrazione verso l’Africa.</p>
<p>LIPU-BirdLife Italia &#8211; 1° settembre 2010</p>
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		<title>Giornata Mondiale Migratori</title>
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		<pubDate>Sat, 08 May 2010 12:33:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Biodiversità, fauna, flora e habitat]]></category>
		<category><![CDATA[Regionali]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>

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		<description><![CDATA[Il progetto Rapaci migratori della LIPU : AQUILE e GRIFONI nel CANALE di SICILIA
La LIPU pugliese: a rischio CAPOVACCAIO e GRILLAIO, ZONE UMIDE e COSTE
Sei esemplari del raro Grifone, un esemplare di Aquila imperiale e un&#8217;Aquila anatraia minore. Sono le rarità osservate dalla LIPU-BirdLife Italia alla vigilia della Giornata Mondiale degli uccelli migratori che si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><strong><em>Il progetto Rapaci migratori della LIPU</em></strong><strong> : AQUILE e GRIFONI nel CANALE di SICILIA</strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong><em>La LIPU pugliese: a rischio CAPOVACCAIO e GRILLAIO, ZONE UMIDE e COSTE</em></strong></p>
<p><strong>Sei esemplari del raro Grifone</strong>, un esemplare di Aquila imperiale e un&#8217;Aquila anatraia minore. Sono le rarità osservate <strong>dalla LIPU-BirdLife Italia</strong> alla vigilia della <strong>Giornata Mondiale degli uccelli migratori </strong>che si terrà domani in tutto il mondo e organizzata da UNEP/AEWA e UNEP/CMS nell&#8217;Anno mondiale dedicato dall&#8217;ONU alla Biodiversità. In Italia la LIPU celebra la giornata mondiale sullo stretto di Messina (dove sta svolgendo anche un campo antibracconaggio) e nelle isole di Marettimo, Pantelleria, Panarea e Ustica, dove è in atto dal 20 aprile scorso fino al prossimo 20 maggio, uno studio sulla migrazione denominato Progetto Rapaci migratori.</p>
<p>Sono stati già osservati migliaia di rapaci, a cui si aggiungono numerose cicogne. Secondo lo studio LIPU-Ministero Ambiente, <strong>su 75 specie di &#8220;non passeriformi&#8221; nidificanti in Italia, tra cui molte specie di rapaci, 33 si trovano in uno stato di conservazione cattivo (semaforo rosso)</strong>, tra cui <strong>Capovaccaio,</strong> Aquila di Bonelli, Gallina prataiola, Coturnice e <strong>Averla cenerina</strong>, 35 si trovano in uno stato di <strong>conservazione inadeguato</strong> (semaforo giallo) mentre solo <strong>sette</strong> sono risultate con uno stato di <strong>conservazione favorevole</strong> (semaforo verde).</p>
<p><strong>In Puglia</strong> la LIPU rilancia l’evento per richiamare l’attenzione sulle specie di migratori che qui sono minacciate soprattutto dal degrado dei territori e dal bracconaggio.</p>
<p>Il Piano di sostegno al <strong>raro avvoltoio</strong> <strong>Capovaccaio</strong>, con il rilascio di diversi giovani esemplari presso l’Oasi LIPU della <strong>Gravina di Laterza</strong>, rischia di essere gravemente vanificato: piantagioni di torri eoliche di grossa taglia previste nel comprensorio potrebbero dare il benvenuto ai giovani esemplari rilasciati che, ora in Africa, faranno ritorno da adulti nel comprensorio tarantino.</p>
<p>Le <strong>zone umide della Daunia</strong> sono sempre più accerchiate da fenomeni di bracconaggio e degrado. Enormi distese fotovoltaiche sono impunemente autorizzate in aree sensibili attraverso relazioni ambientali farsa. Le colonie del<strong> falco</strong> <strong>Grillaio</strong> che da anni ha ripreso spontaneamente a nidificare nella piana di Capitanata e seguite dalla LIPU vedono sempre più trasformarsi le aree cerealicole e incolte in cui alimentarsi.</p>
<p>Sulla <strong>costa pugliese</strong> &#8211; da Porto Cesareo alla laguna di Lesina, da Massafra a Cagnano Varano, a Peschici…- si intensificano le proposte progettuali di estese lottizzazioni da centinaia di ettari, a danno di aree strategiche per la Natura e per molte specie di migratori.</p>
<p><strong>La LIPU pugliese</strong> da anni si oppone con determinazione e in tutte le sedi opportune a queste aggressioni speculative e deleterie per il territorio e per gli habitat delle specie minacciate.</p>
<p>&#8220;<em>La Giornata Mondiale degli uccelli migratori è dedicata quest&#8217;anno alla crisi delle</em> specie &#8211; dichiara <strong>Claudio Celada, Direttore Dipartimento Conservazione Natura LIPU-BirdLife</strong> &#8211; <em>circa l&#8217;11% di essi è globalmente minacciata o entrata di recente nella lista rossa (near threatened), mentre sono 31 le specie classificate come &#8220;in pericolo di estinzione in modo critico&#8221; (critically endangered). In Europa un esempio di questo tipo è rappresentato dalla Berta delle baleari, mentre in Italia lo sono il <strong>Capovaccaio</strong>, ridotto a pochissime coppie, e l&#8217;aquila di bonelli. <strong>Possiamo sperare di salvare queste specie solo creando o intensificando i piani d&#8217;azione e proteggendo l&#8217;habitat in cui vivono e si riproducono</strong>&#8220;.</em></p>
<p>8 maggio 2010                                                                        LIPU  Puglia</p>
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		<title>Rinnovabili: BASTA ipocrisie, BASTA milioni di euro alla speculazione !</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Apr 2010 14:05:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Eolico]]></category>
		<category><![CDATA[Regionali]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>

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		<description><![CDATA[Il FarWest energetico continua a ipotecare migliaia di ettari di territorio senza alcuna sostenibilità ambientale. La LIPU rilancia le verità oscurate.
Non basta partire da giusti principi e poi promuovere acriticamente le fonti energetiche rinnovabili. L’abuso vergognoso e speculativo sta umiliando l’urbanistica e perfino la geografia del Paese con l’ausilio dei più vecchi metodi speculativi.
Un liberismo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><em>Il FarWest energetico continua a ipotecare migliaia di ettari di territorio senza alcuna sostenibilità ambientale. La LIPU rilancia le verità oscurate.</em></p>
<p style="TEXT-ALIGN: left">Non basta partire da giusti principi e poi promuovere acriticamente le fonti energetiche rinnovabili. L’abuso vergognoso e speculativo sta umiliando l’urbanistica e perfino la geografia del Paese con l’ausilio dei più vecchi metodi speculativi.</p>
<p>Un liberismo sfrenato, promosso con la falsa copertina della “<em>ecocompatibilità</em>”, sta compromettendo e mettendo <strong>a repentaglio risorse territoriali di inestimabile valore</strong>: Biodiversità, Assetto Urbanistico, Paesaggi, Identità culturali, Storia, Archeologia…. E non sono da trascurare deprecabili fenomeni di condizionamento delle fragili democrazie nelle piccole comunità, in svendita per fare cassa. Cosi come lo “strozzinaggio” ai danni dell’agricoltura, ostaggio della crisi e quindi costretta a concedere larghe opzioni d’uso dei terreni a queste industrializzazioni camuffate.</p>
<p>La <strong>LIPU pugliese da anni lancia l’allarme</strong>, avendo seguito con interesse il fenomeno e la assoluta aggressività con cui si è manifestato nel Mezzogiorno, <strong>attenzionando centinaia di progetti</strong>. Ma i media nazionali non sembrano avere lo stesso coraggio, né una qualsivoglia capacità (o volontà !) di giornalismo di inchiesta che dovrebbe fare oggettiva luce per il bene collettivo e per la stessa qualità d’informazione.</p>
<p>Studi ambientali generalmente superficiali, valutazioni scandalosamente disinvolte degli Enti preposti, regole farsa, minacce di ricorsi, cumuli di progetti a cui dare riscontri: <strong>situazioni indecenti, vergognose</strong> che meriterebbero ben altre attenzioni da parte di Amministratori deputati al (corretto) governo del territorio e dei politici di turno.</p>
<p>Invece, <strong>stanno per approdare in conferenza Stato &#8211; Regioni le</strong>, pur gravemente tardive, <strong>Linee Guida</strong> nazionali per le Autorizzazioni di impianti energetici da fonte rinnovabile.</p>
<p>Non si stabilisce <strong>alcun obbligo di tutela</strong> in capo alle Regioni, non si tiene in alcun conto della <strong>moltitudine di pareri ambientali positivi già espressi per migliaia di macchine eoliche</strong>, non si argina la pericolosa e <strong>incontrollata</strong> <strong>deriva di impianti da 1MW, </strong>solo per citare alcuni aspetti. Insomma, un provvedimento che ha il sapore di <strong>una legittimazione al disastro ambientale</strong> piuttosto che un orientamento a “salvare il salvabile”.</p>
<p>Sull’eolico, un dato tanto oggettivo quanto occultato basta a rendere il senso del <strong>VERO stato dell’arte inquadrato su vasta scala dalla LIPU con l’ausilio di numerose realtà locali</strong>: considerando non solo impianti realizzati e in esercizio (che non è poco), ma tutti quelli con pareri ambientali già espressi e quindi prossimi ad essere realizzati, <strong>la Nazione è silenziosamente ipotecata da oltre 11.000 MW di capacità eolica</strong> (*), in gran parte concentrati nel Mezzogiorno ma con un “contagio” che sta massicciamente interessando tutto Paese !  Dato ancora più scandaloso se si pensa che <strong>il “<em>position paper</em>” dello Stato Italiano ne prevede 10.000</strong> (più 2000 off-shore) <strong>!!!!</strong></p>
<p><strong>Dati abilmente oscurati</strong>, quindi, per nulla gestiti dalle istituzioni (Governo e Regioni) e men che meno analizzati dai media. Hanno cosi facile gioco i ricatti e i lamenti della stessa lobby per rivendicare, ingiustamente, una scarsa penetrazione dell’eolico in Italia e un conseguente ampliamento del banchetto finanziario -speculativo.</p>
<p><strong>Dati desolanti</strong>, conseguiti senza alcun dibattito preventivo o qualsivoglia forma di pianificazione o valutazione seria e multidisciplinare su ampia scala, nemmeno quando previsto per legge, e<strong> che basterebbero</strong> a ricercare con forza un momento di riflessione e di stop a questa <strong>vera e propria aggressione</strong>.</p>
<p><strong>Enormi estensioni fotovoltaiche</strong> sugli ecosistemi agrari, invece, sono <strong>l’ennesimo insulto</strong> all’uso intelligente del territorio, fratturato e frammentato nella sua omogeneità con tutte le conseguenze immaginabili e con una <strong>esponenziale impennata alla deleteria dinamica di consumo di territorio</strong>. Anche un bambino capirebbe che tali insediamenti industriali possono costituire l’eccezione; la regola dovrebbe imporre lo <strong>sfruttamento di coperture e di aree già compromesse</strong>. Come pure in diversi casi (spontanei) si è avuto lodevole esempio. Basti ricordare l’<strong>impianto integrato su tetto più grande d’Italia, realizzato ad Altamura</strong> (Ba) su un capannone industriale !</p>
<p>Le fonti rinnovabili devono servire a salvare il pianeta. Non possono continuare ad essere il “cavallo di troia” per ulteriori deturpamenti territoriali, per di più plurisovvenzionati con <strong>incentivi pubblici, i più alti d’Europa e forse del mondo</strong>.</p>
<p>Non è più accettabile la <strong>retorica comunicativa</strong> di cui per anni ha beneficiato la speculazione eolica, e oggi anche quella del fotovoltaico : <em>o sei con le rinnovabili </em>(comunque e dovunque)<em> o sei per il nucleare e le fonti fossili</em>.</p>
<p>Esiste una terza via: la <strong>VERITA’ dei FATTI</strong>, <strong>oggettiva e soprattutto scevra da interessi</strong>.</p>
<p>Con queste verità, <strong>la LIPU pugliese rinnova con forza la vertenza</strong> e il suo impegno di denuncia delle aggressioni e degli usi sconsiderati del territorio rurale, oscenamente declassato a mero ricettacolo di invasive centrali eoliche e assurde distese fotovoltaiche.</p>
<p>Sulle rinnovabili vi è un approccio qualunquista con una <strong>devastazione del territorio in cambio di denaro</strong>, e allora <strong>BASTA</strong> milioni di euro di incentivi a queste speculazioni ! <strong>BASTA</strong> ulteriori aberrazioni ambientali !</p>
<p><strong>Governo e Regioni</strong>, a cominciare da quella Pugliese, <strong>non rimangano a guardare di fronte alla macelleria urbanistica che si sta consumando in completa anarchia </strong>! Ne prendano oggettivamente atto e alla prossima conferenza Stato – Regioni corrano ai ripari.</p>
<p>Puglia, 28.04.2010                                                  <strong>LIPU &#8211; delegazione Puglia</strong></p>
<p><strong>(*) </strong><em>Nota: La <strong>potenza in MW</strong> esprime la potenza massima istantanea (o di targa) che un impianto è in grado di sviluppare in condizioni ottimali di funzionamento, cosa ben diversa dalla <strong>energia</strong> prodotta che invece dipende dall’effettivo regime di funzionamento dell’impianto.</em></p>
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		<title>&#8220;CACCIA NO LIMITS&#8221; APPRODA ALLA CAMERA. La LIPU pugliese scrive ai deputati.</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Apr 2010 13:30:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Caccia, Bracconaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Regionali]]></category>

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		<description><![CDATA[Approvata in Commissione Agricoltura la norma che permette di estendere la stagione venatoria. Martedi’ 20 aprile sara’ in aula alla CAMERA.
FERMIAMOLA !
PIAZZA MONTECITORIO A ROMA  -   PRESIDIO DALLE ORE 9 di martedi
Anche la LIPU pugliese si mobilita e scrive ai Deputati eletti in Puglia
La Commissione Agricoltura della Camera ha approvato un articolo, il 43 della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.lipucapitanata.it/wp-content/uploads/2010/04/caccia-selvaggia.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-593" title="caccia selvaggia" src="http://www.lipucapitanata.it/wp-content/uploads/2010/04/caccia-selvaggia-211x300.jpg" alt="caccia selvaggia" width="211" height="300" /></a>Approvata in Commissione Agricoltura la norma che permette di estendere la stagione venatoria. Martedi’ 20 aprile sara’ in aula alla CAMERA.</p>
<p align="center">FERMIAMOLA !</p>
<p style="text-align: left;"><strong><a href="http://www.lipu.it/news/manifestazione-a-roma-contro-la-caccia.html" target="_blank">PIAZZA MONTECITORIO A ROMA  -   PRESIDIO DALLE ORE 9 di martedi</a></strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong>Anche la LIPU pugliese si mobilita e scrive ai Deputati eletti in Puglia</strong></p>
<p><strong>La Commissione Agricoltura della Camera</strong> ha approvato un articolo, il 43 della legge Comunitaria, che contiene una pessima norma.</p>
<p><strong>E’ il comma 2 lettera b, </strong> che <strong>permette alle regioni di estendere la stagione di caccia oltre l’attuale limite del 31 gennaio.</strong></p>
<p>La stagione venatoria, che già oggi si protrae per cinque mesi arrecando non pochi danni alla Natura ma anche danni e disturbi alle persone, potrà dunque essere estesa al delicatissimo mese di febbraio.</p>
<p><strong>Un grave danno agli animali.</strong></p>
<p>La caccia nel mese di febbraio ha un impatto molto negativo sugli uccelli migratori che proprio in quei giorni partono per il nord Europa, dove si riprodurranno, o arrivano dall’Africa per nidificare in Italia.</p>
<p>Permettere la caccia, anche a poche specie, significa danneggiare gli individui più robusti e importanti per la riproduzione,  arrecando <strong>un danno molto rilevante alla conservazione delle specie e alla natura.</strong></p>
<p><strong>2010, ANNO DELLA BIODIVERSITA’</strong></p>
<p>Questo, peraltro, avviene nel 2010, che è l’<strong>anno mondiale della Biodiversità. </strong></p>
<p><strong>L’Italia dovrebbe promuovere sempre migliori politiche di tutela della natura.</strong></p>
<p>E invece, se il parlamento approvasse definitivamente questa legge,<strong> il primo provvedimento del 2010 sarebbe la riduzione delle tutele per la Natura e la Biodiversità!</strong></p>
<p><strong>Un danno e un serio disturbo alle persone.</strong></p>
<p>Ma l’emendamento è grave anche perché va considerato che in Italia, caso quasi unico in Europa, <strong>i cacciatori hanno libero accesso nei terreni privati delle persone</strong>, senza che queste possano realmente opporsi (salvo realizzare costosissime recinzioni intorno alla proprietà).</p>
<p>Questo arreca grande <strong>disturbo e danno alla tranquillità delle persone</strong>, che per cinque mesi all’anno (da settembre fino alla fine di gennaio), devono tollerare questo fastidio e anche sopportare i <strong>non pochi rischi comportati dalle armi dei cacciatori</strong>.</p>
<p>Ecco: non basta ancora che questa sorta di “tortura” (tale è per molte persone) duri per cinque mesi all’anno. Se l’emendamento sarà definitivamente approvato, la stagione di caccia sarà ancora più lunga.</p>
<p>Cosa ne pensano gli italiani che vivono in campagna o quelli che passeggiano o vanno in bicicletta per i boschi e i sentieri escursionistici? saranno contenti?</p>
<p><strong>IGNORATO IL PARERE SCIENTIFICO.</strong></p>
<p>Nella norma è previsto che le regioni, prima di estendere la stagione di caccia, debbano chiedere il parere dell’ISPRA, che è l’autorità scientifica nazionale preposta alla materia.</p>
<p>Il punto è che l’ISPRA, sulla caccia a febbraio, ha già dato parere negativo, ricordando quanto sia dannosa per gli uccelli migratori.</p>
<p>Dunque, verosimilmente, accadrà che le regioni, su pressione delle lobby venatorie, chiederanno parere all’ISPRA, che sarà quasi certamente negativo e dunque sarà ignorato.</p>
<p><strong>MA LA BATTAGLIA NON E’ PERSA.</strong></p>
<p>L’emendamento è stato approvato in Commissione Agricoltura della Camera ma non è ancora legge.</p>
<p><strong>Martedì 20 aprile si voterà in aula alla Camera.</strong></p>
<p>Bisogna fermare questa brutta norma, farla cancellare dall’articolo 43 della legge Comunitaria.</p>
<p>La LIPU promuove un presidio di protesta a Montecitorio dalle ore 9 di martedì 20.</p>
<p>Al contempo <strong>la LIPU pugliese CHIEDE pubblicamente ai deputati eletti nella Circoscrizione Puglia fare proprie le preoccupazioni della LIPU </strong>e di oltre l’80 % delle persone che non condivide la deregolamentazione sulla caccia, impegnandoli a <strong>votare e a votare NO a questo emendamento</strong> sull’articolo 43 della legge comunitaria.</p>
<p>Ovviamente la LIPU pugliese commenterà a consuntivo del voto l’atteggiamento espresso per l’occasione dai parlamentari pugliesi, riservandosi di “divulgare” alle successive tornate elettorali la posizione da essi assunta.</p>
<p>18.04.2010             <em>LIPU  Puglia</em></p>
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		<title>Per la Natura è importante e a te non costa nulla !</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Apr 2010 12:02:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[nessuna categoria]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.lipu.it/5_per_mille/" target="_blank"><img class="size-full wp-image-602 aligncenter" title="5xmille" src="http://www.lipucapitanata.it/wp-content/uploads/2010/04/5xmille.gif" alt="5xmille" width="428" height="55" /></a></p>
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		<title>BENVENUTO  PARCO !</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Mar 2010 16:03:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aree protette, SIC, ZPS, IBA]]></category>
		<category><![CDATA[Biodiversità, fauna, flora e habitat]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo anni di sforzi congiunti, LIPU e Amministrazione di S. Paolo Civitate danno il benvenuto all’Area protetta approvata dalla Regione.
La LIPU esprime soddisfazione per un altro obiettivo raggiunto: la nascita dell’area protetta regionale Parco del “Medio Fortore”.
In un panorama complessivo non proprio edificante e in un contesto di governo del territorio da parte degli enti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center">Dopo anni di sforzi congiunti, LIPU e Amministrazione di S. Paolo Civitate danno il benvenuto all’Area protetta approvata dalla Regione.<a href="http://www.lipucapitanata.it/wp-content/uploads/2010/03/Locandina-liberazione-S.Paolo.jpg" target="_blank"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-583" title="Locandina liberazione S.Paolo" src="http://www.lipucapitanata.it/wp-content/uploads/2010/03/Locandina-liberazione-S.Paolo-105x150.jpg" alt="Locandina liberazione S.Paolo" width="105" height="150" /></a></p>
<p>La LIPU esprime soddisfazione per un altro obiettivo raggiunto: la <strong>nascita dell’area protetta regionale Parco del “<em>Medio Fortore</em>”</strong>.</p>
<p>In un panorama complessivo non proprio edificante e in un contesto di governo del territorio da parte degli enti locali non proprio all’insegna della sostenibilità delle risorse naturali, l’Amministrazione di S. Paolo di Civitate, fin dal primo momento, ha invece sostenuto con vigore il percorso istitutivo di un importante strumento urbanistico promosso dalla LIPU, con cui valorizzare le risorse endogene del suo territorio: il Parco.</p>
<p>Una eccezione, quella di San Paolo, partita dal basso e che non mancherà di generare valore aggiunto a questa realtà e a beneficio della popolazione locale.</p>
<p>La <strong>LIPU e il Comune di S. Paolo danno il <em>Benvenuto</em> all’area protetta</strong> con una simbolica presentazione alla collettività che si terrà il prossimo <strong>sabato 20 mattina</strong> presso la cittadina dell’alto tavoliere che si affaccia sul Fortore.</p>
<p><strong>Alle 10.30</strong> presso la sala consiliare del Comune si alterneranno l’<strong>Assessore Comunale all’Ambiente <em>Fausto Campanozzi</em></strong> e il <strong>delegato regionale della LIPU <em>Enzo Cripezzi</em></strong> con una breve presentazione dell’area protetta.</p>
<p>Interverranno quindi il <strong>Direttore dell’Osservatorio Faunistico della Regione Puglia, <em>Pino Inglese</em></strong> e la <strong>Dirigente dell’Ufficio Parchi e Biodiversità della Regione Puglia, <em>Lucia Altamura</em></strong>.</p>
<p>Concluderà il <strong>Sindaco <em>Generoso Perna</em></strong>.</p>
<p><strong>Alle 12.00</strong>, a qualche km dalla cittadina (<a href="http://maps.google.it/maps?f=d&amp;source=s_d&amp;saddr=41.75935,15.23788&amp;daddr=&amp;geocode=FXYyfQId-ILoAA&amp;hl=it&amp;mra=mi&amp;mrsp=0&amp;sz=14&amp;sll=41.7514,15.243874&amp;sspn=0.030288,0.054846&amp;ie=UTF8&amp;ll=41.758892,15.239754&amp;spn=0.060568,0.109692&amp;t=h&amp;z=13" target="_blank">loc. <em>Coppa Mengoni – Torrione</em></a>), si terrà quindi una <strong>liberazione pubblica di uccelli rapaci</strong>, curati e riabilitati dal <strong>Centro Recuperi di Bitetto (Ba) della Regione Puglia</strong> e dal vicino <strong>Centro Recuperi LIPU di Casacalenda</strong> (Cb).  Un contatto diretto con un pezzetto di Biodiversità che caratterizza le nostre campagne.</p>
<p><strong>La collettività, la società civile, le scuole e gli organi di informazione sono invitati</strong> a partecipare all’evento, con l’auspicio che questo sia solo il primo passo di un processo di “adozione” dell’area protetta, nel segno dell’armonia tra l’Uomo e la Natura e del rispetto tra l’Uomo e il proprio Territorio.</p>
<p>Foggia, 18.03.2010                                             <strong>LIPU – Sezione prov.le Foggia</strong></p>
<p>Per informazioni: (Comune di S. Paolo) &#8212;&#8212;&#8212;- (LIPU) &#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</p>
<p><a href="http://www.lipucapitanata.it/">www.lipucapitanata.it</a></p>
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		<title>CACCIA: LE DELEGAZIONI LIPU SI MOBILITANO IN TUTTA ITALIA CONTRO “CACCIA SELVAGGIA”</title>
		<link>http://www.lipucapitanata.it/index.php/518/</link>
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		<pubDate>Thu, 04 Feb 2010 13:28:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Caccia, Bracconaggio]]></category>

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		<description><![CDATA[Appello per la natura alla società civile, al mondo della scienza e agli amministratori:
“Si cancelli subito l’articolo 38 della legge Comunitaria, che ha eliminato
i limiti temporali alla stagione venatoria”
 “Non permetteremo lo stravolgimento delle leggi sulla natura in Italia, che sono il frutto del ventennale impegno ambientalista e rappresentano la garanzia per un’Italia migliore”.
Lo dichiara il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr" align="center"><span lang="it"><span style="font-family: Calibri;">Appello per la natura alla società civile, al mondo della scienza e agli amministratori:</span></span></p>
<p dir="ltr" align="center"><span lang="it"><span style="font-family: Calibri;">“Si cancelli subito l’articolo 38 della legge Comunitaria, che ha eliminato</span></span></p>
<p dir="ltr" align="center"><span lang="it"><span style="font-family: Calibri;">i limiti temporali alla stagione venatoria”</span></span></p>
<p dir="ltr"> <span lang="it"><span style="font-family: Calibri;">“Non permetteremo lo stravolgimento delle leggi sulla natura in Italia, che sono il frutto del ventennale impegno ambientalista e rappresentano la garanzia per un’Italia migliore”.</span></span></p>
<p dir="ltr"><span lang="it"><span style="font-family: Calibri;">Lo dichiara il vicepresidente della LIPU-BirdLife Italia, Fulvio Mamone Capria, a nome delle 110 delegazioni LIPU di tutta Italia.</span></span></p>
<p dir="ltr"><span lang="it"><span style="font-family: Calibri;">“L’approvazione in Senato dell’articolo 38 della legge Comunitaria è l’ennesimo segnale di quel tentativo, ormai palese, di assalto alle storiche leggi nazionali sulla tutela della natura. Prima il disegno di smantellamento della legge 157/92, la normativa nazionale che regola l’attività venatoria nel nostro Paese, da parte del senatore Orsi, con le sue anacronistiche richieste sull’ imbalsamazione, i richiami vivi, l’uso di uccelli come zimbelli, la caccia lungo le rotte di migrazione o la concessione del fucile a sedici anni.</span></span></p>
<p dir="ltr"><span lang="it"><span style="font-family: Calibri;">Poi i tentativi di svilire gli strumenti di conservazione della Rete Natura 2000, la rete di protezione della biodiversità dell’Unione europea. E ora questa pessima norma della legge Comunitaria, che apre un baratro sui calendari venatori, dando alle regioni la possibilità di ampliare la caccia oltre i limiti attuali compresi tra il 1° settembre e il 31 gennaio e di praticare la caccia ai migratori aggravando le infrazioni comunitarie già aperte dall’Unione Europea contro l’Italia.”</span></span></p>
<p dir="ltr"><span lang="it"><span style="font-family: Calibri;">“Questi attacchi – prosegue il vicepresidente LIPU – vogliono colpire quella cultura del rispetto della natura largamente condivisa dagli italiani, per i quali, anche grazie al nostro lavoro di educazione rivolto agli adulti e ai più giovani, la natura è un prezioso patrimonio da conoscere e difendere.”</span></span></p>
<p dir="ltr"><span lang="it"><span style="font-family: Calibri;">“In decenni di azione attenta e appassionata sul territorio, gli attivisti della LIPU e gli ambientalisti in genere hanno creato oasi naturali, protetto e curato animali selvatici, difeso il territorio dall’incuria e dalla distruzione, promosso l’educazione ambientale. Insomma hanno contribuito a rendere l’Italia un Paese migliore, più bello e civile.”</span></span></p>
<p dir="ltr"><span lang="it"><span style="font-family: Calibri;">“Anche e soprattutto per questo non assisteremo passivi al concretizzarsi di questi tentativi:  abbiamo già avviato in tutta Italia la mobilitazione di delegati e attivisti, perché diffondano ovunque la petizione LIPU per il Presidente del Consiglio, presente anche su www.lipu.it, e coinvolgano chiunque in questa battaglia per la natura: dal mondo della cultura a quello della scienza, dalle istituzioni locali alle associazioni e all’intera società civile.”</span></span></p>
<p dir="ltr"><span lang="it">La LIPU di Capitanata ricorda che localmente, importanti aree naturali, come le zone umide ad esempio, sono esposte alla vergognosa piaga del bracconaggio, vale a dire l&#8217;attività di caccia eseguita secondo metodi, mezzi e periodi non consentiti. </span></p>
<p dir="ltr"><span lang="it">Ecco: una deregulation cosi sconsiderata permetterebbe la pratica di attività venatorie oggi non consentite legalizzando di fatto quello che oggi è bracconaggio, con danni irreparabili per patrimoni di inestimabile valore ancora oggi presenti in provincia di Foggia e in Puglia. </span></p>
<p dir="ltr"><span lang="it"><span style="font-family: Calibri;">Foggia, 4 Febbraio 2010 </span></span></p>
<p dir="ltr"><span lang="it"><span style="font-family: Calibri;">LIPU &#8211; Sezione prov.le Foggia </span></span><span lang="it"><a href="http://www.lipucapitanata.it/">www.lipucapitanata.it</a> </span></p>
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		<item>
		<title>POLITICA AGRICOLA EUROPEA: LE ORGANIZZAZIONI DEI PROPRIETARI E IMPRENDITORI AGRICOLI EUROPEI E BIRDLIFE INTERNATIONAL (LIPU IN ITALIA) SOTTOSCRIVONO UNA ROAD MAP PER IL FUTURO DELLA PAC</title>
		<link>http://www.lipucapitanata.it/index.php/politica-agricola-europea-le-organizzazioni-dei-proprietari-e-imprenditori-agricoli-europei-e-birdlife-international-lipu-in-italia-sottoscrivono-una-road-map-per-il-futuro-della-pac/</link>
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		<pubDate>Fri, 29 Jan 2010 11:31:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>

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		<description><![CDATA[ 
 
Per l’Italia la LIPU chiede attenzione ai modelli agricoli ad alto valore naturalistico come le steppe in Puglia e Sardegna, i Magredi in Friuli Venezia Giulia e i pascoli alpini e appenninici
La crescita mondiale della domanda di cibo, la sfida del riscaldamento globale e le minacce alla biodiversità europea e alla qualità dell’ambiente. Sono i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> </p>
<p> </p>
<p><strong><em>Per l’Italia la LIPU chiede attenzione ai modelli agricoli ad alto valore naturalistico come le steppe in Puglia e Sardegna, </em></strong><strong><em>i Magredi in Friuli Venezia Giulia e i pascoli alpini e appenninici</em></strong></p>
<p><strong>La crescita mondiale della domanda di cibo, la sfida del riscaldamento globale e le minacce alla biodiversità europea e alla qualità dell’ambiente</strong>. Sono i passaggi fondamentali affrontati dalla proposta di riforma della Politica Agricola Comune (PAC) presentata a Bruxelles da <strong>BirdLife International (LIPU in Italia)</strong>, rete mondiale di associazioni per la difesa della natura, e dalla <strong>ELO (European Landowner Organization</strong>), l’organizzazione europea dei proprietari terrieri, dei managers di imprese agricole e degli imprenditori rurali. L’evento, organizzato al Parlamento europeo, si è svolto alla presenza di <strong>Paolo De Castro</strong>, Presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo e ex ministro delle politiche agricole nel primo Governo Prodi, <strong>Thierry de l’Escaille</strong>, Segretario generale ELO, e <strong>Angelo Caserta</strong>, Direttore BirdLife Europa.</p>
<p><strong>BirdLife International </strong>ed<strong> ELO ritengono che le sfide globali del nostro tempo, relative alla</strong> <strong>sicurezza alimentare </strong>e<strong> alla tutela dell’ambiente,</strong> possano essere positivamente affrontate soltanto mediante politiche europee dotate di risorse finanziarie adeguate. La riforma della politica agricola comune (PAC) è un’occasione imperdibile.</p>
<p>Le due organizzazioni immaginano una PAC basata su un nuovo <strong>approccio che metta al centro del sistema la stipula di contratti </strong>tramite i quali gli  imprenditori agricoli siano ricompensati per la loro capacità di fornire alla collettività beni pubblici, come cibi sani e un ambiente salubre, superando l’attuale logica della rendita storica.</p>
<p>I cittadini dell’Unione Europea chiedono che il territorio venga gestito in modo da mantenere una <strong>biodiversità ricca ed ecosistemi in salute</strong>, e che il settore agricolo sia in grado di mantenere una <strong>produzione alimentare sul lungo termine</strong> attraverso un <strong>uso sostenibile delle risorse naturali</strong>.</p>
<p>Una particolare attenzione deve essere posta ai modelli agricoli ad alto valore naturalistico (High Nature Value Farming) come i pascoli estensivi caratteristici delle aree marginali ad alto rischio di abbandono o di intensificazione, come le <strong>steppe nelle Murge in Puglia</strong>, nel centro della <strong>Sardegna</strong> o i Magredi in Friuli Venezia Giulia e i <strong>pascoli </strong>alpini ed appenninici, essenziali per specie di grande rilevanza conservazionistica come la Gallina prataiola, l’Occhione, Coturnice e Re di quaglie.</p>
<p>BirdLife ed ELO, inoltre, ritengono che la nuova politica agricola comune debba basarsi sull’<strong>attuale modello utilizzato per la politica di sviluppo rurale</strong>, facendo tesoro dell’esperienza maturata con gli schemi agro-ambientali.</p>
<p>“<em>Entrambe le organizzazioni</em> &#8211; afferma <strong>Thierry de l’Escaille, Segretario Generale ELO </strong>– <em>auspicano una continuità della politica europea e del relativo bilancio per raggiungere la sicurezza alimentare e ambientale (FES – Food and Environmental Security). Concordiamo</em> – aggiunge – <em>che la PAC debba cambiare per far proprie le sfide emergenti di questo secolo: la crescita della domanda di cibo, il pericolo del riscaldamento globale e le minacce alla biodiversità europea e alla qualità dell’ambiente”.</em></p>
<p><em>“I sistemi attuali </em>– dichiara <strong>Angelo Caserta, Direttore di BirdLife Europa</strong> – <em>hanno necessità di essere riformarti per ricompensare adeguatamente i produttori agricoli per i benefici ambientali che essi portano e che sono così fondamentali per entrambi, per la natura e per il nostro benessere di lungo termine</em>”.</p>
<p>“<em>La sottoscrizione di questa road map tra ambientalisti e gestori del territorio è di grande importanza</em>  - dichiara <strong>Claudio Celada, Direttore Conservazione Natura LIPU BirdLife Italia</strong> – <em>perché viene da soggetti che pur seguendo percorsi differenti, concordano sulla necessità di mantenere i fondi alle politiche agricole. Questo purchè si riformi la PAC incentivando la qualità dell’agricoltura e il rispetto dell’ambiente come del resto chiedono i cittadini europei</em>”.</p>
<p>Per scaricare il documento comune:  </p>
<p><a href="http://www.birdlife.org/eu/pdfs/Proposal_for%20_the_future_cap_FINAL_21_01_2010.pdf">http://www.birdlife.org/eu/pdfs/Proposal_for_the_future_cap_FINAL_21_01_2010.pdf</a></p>
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		<title>Parco dell&#8217;Incoronata: Si alla gestione, No alla riperimetrazione</title>
		<link>http://www.lipucapitanata.it/index.php/parco-dellincoronata-si-alla-gestione-no-alla-riperimetrazione/</link>
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		<pubDate>Mon, 18 Jan 2010 11:46:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aree protette, SIC, ZPS, IBA]]></category>

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		<description><![CDATA[Le richieste di Italia Nostra, Legambiente, LIPU, VAS e WWF
A distanza di più di tre anni dall’istituzione del Parco Regionale Bosco Incoronata, invece di dare finalmente avvio ad una corretta gestione dell’area protetta con la redazione dei suoi strumenti di pianificazione (Piano del Parco e Regolamento), osservano Italia Nostra, Legambiente, LIPU, VAS e WWF di Foggia, si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Le richieste di Italia Nostra, Legambiente, LIPU, VAS e WWF</strong></p>
<p>A distanza di più di tre anni dall’istituzione del Parco Regionale Bosco Incoronata, invece di dare finalmente avvio ad una corretta gestione dell’area protetta con la redazione dei suoi strumenti di pianificazione (Piano del Parco e Regolamento), osservano Italia Nostra, Legambiente, LIPU, VAS e WWF di Foggia, si continua a perdere tempo con proposte di riperimetrazione. L’aspetto più inquietante è che queste proposte vengono da parte di soggetti privati i cui pur legittimi interessi hanno poco a che fare con la tutela della natura: con questa logica, infatti, non si riuscirebbe mai a porre un punto fermo all’istituzione di un’area protetta.</p>
<p>Le associazioni si riferiscono in particolare alla proposta di riperimetrazione del Parco Incoronata presentata dalla ditta Conglobix s.n.c., la cui attività d’estrazione d’inerti si trova a pochi passi dal torrente Cervaro e all’interno dell’area protetta, senza il coinvolgimento di nessuno degli attori che all’epoca della nascita del Parco contribuirono alla definizione del suo perimetro.</p>
<p>I sostenitori di questa proposta, probabilmente allo scopo di avvalorare la propria tesi di riperimetrazione, oggi criticano aspramente, a distanza di anni, le scelte condivise dal vasto tavolo di partenariato che  Comune di Foggia e Regione Puglia intesero ascoltare prima di varare l’attuale perimetrazione.</p>
<p>In particolare Italia Nostra, Legambiente, LIPU, VAS e WWF rivendicano con orgoglio il loro ruolo determinante nell’estensione della ridotta iniziale ipotesi di perimetro, sostanzialmente limitata al bosco, al fine di includere anche il torrente Cervaro da cui il bosco trae la sua linfa vitale. È lampante, infatti, che l’assetto della vegetazione dipenda dagli apporti idrici provenienti dal torrente. Per questo motivo, e per conseguire uno snellimento del sistema di gestione della vincolistica presente nella zona, si propose di far sostanzialmente coincidere la perimetrazione del Parco con quella del SIC (Sito d’Importanza Comunitaria). Inoltre, per proposta delle associazioni, si decise di includere nel parco anche la Masseria Giardino, nella speranza che quest’importante monumento, oggi abbandonato al degrado e parzialmente crollato, potesse diventare elemento di attrazione storica e culturale dell’area protetta.</p>
<p>Per quanto riguarda l’attività imprenditoriale in questione, se fosse stata già avviata la gestione dell’area protetta con un Piano del Parco vigente, si sarebbe potuto cercare un equilibrio tra le esigenze produttive della Conglobix e la salvaguardia ambientale dell’area, evitando di riaprire polveroni inutili sul perimetro del parco.</p>
<p>Questa vicenda, osservano le associazioni ambientaliste, rimarca ancora di più l’esigenza, più volte espressa, di procedere rapidamente ad ottemperare a tutti gli obblighi contenuti nella legge istitutiva del Parco Incoronata e cioè l’approvazione del Piano del Parco, del Regolamento e del Piano Pluriennale Economico e Sociale.</p>
<p>Fino ad oggi, invece, il Comune di Foggia, dopo l’iniziale slancio avuto nella fase d’istituzione del Parco, non sta mostrando altrettanta attenzione nell’indispensabile, ed ormai urgente, fase d’avvio e di consolidamento dell’area protetta. Tanto meno sono state soddisfatte le istanze di Italia Nostra, Legambiente, LIPU, VAS e WWF che da tempo chiedono, come previsto dalle norme nazionali, una loro rappresentanza in seno all’organismo di gestione allo scopo di meglio monitorare l’operato del Parco.</p>
<p>Foggia, 18.01.2010</p>
<p align="right">Italia Nostra &#8211; Foggia</p>
<p align="right">Legambiente &#8211; Foggia</p>
<p align="right">LIPU – Foggia</p>
<p align="right">VAS &#8211; Foggia</p>
<p align="right">WWF &#8211; Foggia</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Speciale falco Grillaio</title>
		<link>http://www.lipucapitanata.it/index.php/speciale-grillaio/</link>
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		<pubDate>Thu, 31 Dec 2009 23:00:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Biodiversità, fauna, flora e habitat]]></category>

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		<description><![CDATA[ 
ESTRATTO dell&#8217;articolo 2009 pubblicato sulle riviste scientifiche relativo alla dinamica spontanea di AMPLIAMENTO DELLA DISTRIBUZIONE DEL GRILLAIO FALCO NAUMANNI  IN PUGLIA SETTENTRIONALE E PRIMA NIDIFICAZIONE IN MOLISE
INTRODUZIONE 
Il Grillaio Falco naumanni è una specie considerata minacciata e vulnerabile in base alla lista rossa IUCN (BirdLife 2009) è presente in Allegato I della Direttiva 79/409 (specie prioritaria) e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> <a href="http://www.lipucapitanata.it/wp-content/uploads/2010/05/grillai.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-634" title="grillai" src="http://www.lipucapitanata.it/wp-content/uploads/2010/05/grillai.jpg" alt="grillai" width="200" height="146" /></a></p>
<p>ESTRATTO dell&#8217;articolo 2009 pubblicato sulle riviste scientifiche relativo alla dinamica spontanea di AMPLIAMENTO DELLA DISTRIBUZIONE DEL GRILLAIO <em>FALCO NAUMANNI </em> IN PUGLIA SETTENTRIONALE E PRIMA NIDIFICAZIONE IN MOLISE</p>
<p align="center"><strong>INTRODUZIONE </strong></p>
<p>Il Grillaio <em>Falco naumanni</em> è una specie considerata minacciata e vulnerabile in base alla lista rossa IUCN (BirdLife 2009) è presente in Allegato I della Direttiva 79/409<em> </em>(specie<em> </em>prioritaria) e risulta SPEC 1 (Globalmente minacciata) (Birdlife<em> </em>International 2004).</p>
<p>In Europa, attualmente la popolazione è compresa tra 25.000 e 40.000 coppie (BirdLife International, 2004). Nei paesi del Mediterraneo, è dimostrato un calo spesso drammatico della popolazione nidificante (Bux 2008). La popolazione spagnola, ad esempio, è passata da circa 100.000 coppie negli anni ’60 alle più recenti 8.000 coppie (Pomarol 1993).</p>
<p>In Italia la specie risulta di passo regolare, occasionalmente svernante (Corso &amp; Grussu 1997) e nidificante in Puglia e Basilicata con la popolazione più importante, in gran parte sinantropica, concentrata nei centri storici degli abitati delle Murge Baresi, Materane e Tarantine (Sigismondi <em>et al</em>., 2003, Bux 2008). Nidifica anche in Sicilia (Mascara 2001, Mascara &amp; Sarà 2006) e Sardegna con colonie extraurbane e, più recentemente con diverse coppie in Emilia Romagna (Ferrari &amp; Gustin 2009).</p>
<p>Scopo del presente lavoro è di aggiornare distribuzione e consistenza della popolazione di Grillaio in provincia di Foggia dove in precedenza la specie era stata accertata come nidificante in una colonia di 4-7 coppie insediata in una masseria abbandonata del comune di Manfredonia (Caldarella <em>et al</em>., 2005, Caldarella <em>et al.</em> in stampa) e evidenziare la prima nidificazione in Molise, regione, nella quale non si hanno prove recenti di riproduzione prima del presente lavoro (Battista <em>et al.</em> 1998).</p>
<p>La popolazione appulo-lucana risulta la più importante a livello nazionale con un costante incremento dal centinaio di coppie negli anni 90 (Sigismondi 1990) alle 3640-3840 coppie nel 2001 (BirdLife International, 2004), fino alla più recente stima di 10.000-15.000 individui nel 2008 (Sigismondi 2008). Nel 2004-2007 si è registrato un incremento in alcune colonie (Matera e Ginosa) (Bux &amp; Pavone, 2005, Bux 2008), mentre, al contrario, negli ultimi 2-3 anni la popolazione appulo-lucana ha evidenziato una flessione negativa (Giglio &amp; Bux, com. pers.).</p>
<p>Nel Molise sulla presenza del Grillaio si hanno notizie rare e frammentate. Storicamente la specie viene riportata come nidificante (Altobello, 1920) o nidificante incerta (Brichetti, 1985, Battista <em>et al.</em> 1998). Compare tuttavia nella collezione ornitologica dei Carfagnini a Montorio nei Frentani (CB) con un esemplare abbattuto il 23 settembre 1923.</p>
<p>Un caso di svernamento viene segnalato ad Agnone (IS) con un gruppo di 5 individui osservati il 29 novembre 1988 (Palumbo, 1997). Più recentemente, è stato appurato un tentativo di nidificazione nel centro storico di S. Giuliano di Puglia (CB) a seguito dell’osservazione di una coppia sul tetto di un’antica casa in pietra (Meo, ined.), ma l’avvenuta nidificazione non è stata confermata. In seguito un altro tentativo di nidificazione, non andato a buon fine per cause sconosciute, è avvenuto a Casacalenda (CB) sul retro della parete dell’antica chiesa madre (Meo, ined.).</p>
<p>L’ambiente d’elezione del Grillaio è costituito da distese aperte, preferibilmente a pseudosteppa e prati aridi che utilizza per esigenze trofiche, cacciando insetti e in misura minore piccoli vertebrati (Bux <em>et al.</em> 1997, Pantone <em>et al.</em> 1999). I siti di nidificazione sono costituiti da cavità e sottotetti sugli edifici storici dei centri abitati (colonie appulo-lucane) o su masserie e strutture isolate nelle campagne (piana di Gela) (Mascara e Sarà 2006) o più limitatamente su ambienti rupicoli (Brichetti &amp; Fracasso 2003). La specie nidifica anche nelle cassette nido (Bux <em>et al.</em> 2008).</p>
<p>La migrazione post-riproduttiva viene intrapresa da agosto a tutto settembre in gruppi gregari e può essere preceduta da un dispersione pre-migratoria in aree limitrofe per esigenze trofiche (Premuda <em>et al</em>., 2008). </p>
<h3>MATERIALI E METODI</h3>
<p>La presente indagine è stata condotta in due macro aree poco antropizzate della provincia di Foggia, denominate A (più vicina alla costa) e B (più interna) (Fig. 1). Le aree sono state scelte sulla base di conoscenze pregresse e all’uso del suolo, scartando le aree maggiormente caratterizzate da coltivazioni orticole intensive, oliveti e vigneti. Centri abitati e borgate, non sono stati direttamente oggetto di verifiche sistematiche.</p>
<p>L’area di studio A, si estende per circa 1160 kmq e risulta una zona pianeggiante, basso-collinare, caratterizzata da coltivazioni estensive con tipico ciclo colturale grano/grano/pomodoro ed in parte intensive, costituita soprattutto da pascoli sub-steppici concentrati essenzialmente nel gradino pedegarganico basso-collinare. Il comprensorio è attraversato dai torrenti Candelaro, Cervaro e Carapelle, con altitudine compresa tra 5 e 100 m slm. Sono state effettuate 48 uscite nelle stagioni riproduttive dal 2005 al 2009 (mediamente 8-9 uscite stagionali).</p>
<p>L’area di studio B, in ambito pedeappenninico, estesa circa 1300 Kmq, è stata oggetto di indagine a partire dal 2008 ed é caratterizzata in gran parte da vaste estensioni cerealicole su morfologia basso collinare, con altitudine compresa tra 100-300 m slm. Sono state effettuate 18 uscite nelle stagioni riproduttive 2008 e 2009 e con una copertura parziale del comprensorio. Tale area è suscettibile sicuramente di risultati più di dettaglio in relazione ad una maggiore copertura della stessa.</p>
<p>In entrambe le aree sono state effettuate osservazioni da aprile ad agosto, percorrendo il reticolo stradale principale e secondario. Transetti e soste sono stati determinati in base alle situazioni ambientali e alla presenza di edifici potenzialmente idonei alla nidificazione della specie, con l’obiettivo di coprire il più possibile il territorio. Ogni uscita ha avuto una media di 30-40 km di percorso stradale utile.</p>
<p>La stima del numero minimo e massimo di coppie per colonia, è stata dedotta sulla base del numero di maschi adulti osservati nei siti e, in alcuni casi, dal conteggio di cavità frequentate da maschi e femmine contemporaneamente. Per motivi cautelari si è preferito non frequentare e non accedere direttamente ai siti riproduttivi occupati.</p>
<h3>RISULTATI</h3>
<p>i) AREA A, provincia di Foggia:</p>
<p>Nel 2005 è stata appurata la presenza di 5 colonie per un totale di 19-26 coppie. Nel 2006 sono state rilevate 9 colonie ma non è stato possibile stimare le coppie complessive. Nel 2007 sono state riscontrate 12 colonie per un totale di 39-55 coppie. Nel 2008 le colonie identificate sono state 15 per un totale di 61-77 coppie. Nel 2009 le colonie accertate risultano essere 18 per un totale di 83-103 coppie. I conteggi sono integrati da un sito di nidificazione in ambiente urbano: una coppia ha nidificato almeno dal 2007 su un edificio nel centro storico di Foggia (la coppia era già stata ripetutamente osservata nella stagione riproduttiva 2006 su un vicino edificio).</p>
<p>In quest’area la mietitura avviene solitamente già ai primi di giugno e in parte anche a fine maggio.</p>
<p> </p>
<p>ii) AREA B, provincia di Foggia:</p>
<p>L’area B è utilizzata in periodo migratorio, soprattutto durante la migrazione post-riproduttiva. La maggioranza delle osservazioni di individui in caccia nelle zone investigate è stata rilevata in aree post mietitura lasciando presupporre la nidificazione che, tuttavia, anche per la copertura ancora parziale dell’indagine, è stata riscontrata (avulsa dai monitoraggi sistematici effettuati nelle altre aree), solo in ambito urbano: una coppia ha nidificato nell’abitato di Lucera nel 2008, con la presenza da metà luglio di un giovane involato da alcuni giorni. </p>
<p>Inoltre, nei comuni di Castelluccio dei Sauri, Biccari, Lucera, Pietramontecorvino e Torremaggiore, è stata in più occasioni registrata la presenza di gruppi di individui adulti (4-9) in caccia nel periodo giugno-luglio e di giovani dell’anno tra luglio e agosto, fino a settembre. Oltre a Lucera, si sospetta la possibilità di ulteriori nidificazioni nei centri storici degli abitati menzionati o in quelli limitrofi o, ancora, in edifici rurali non ancora individuati. In quest’area la mietitura avviene in media tra il 10 e il 20 di giugno.</p>
<p>Di particolare rilievo è stata nel 2009 l’osservazione ripetuta di 11-15 individui adulti in caccia nell’area basso collinare di Biccari nei mesi di giugno e luglio. Dai primi di agosto e fino all’8 settembre sono stati osservati nella medesima area 27-31 individui tra cui si è potuta accertare la presenza di diversi giovani maschi. Dopo tale periodo, 12 individui, potenzialmente dello stesso nucleo sono stati osservati in una area limitrofa dello stesso agro comunale dall’11 al 16 settembre.</p>
<p>Pur essendo il mese di Agosto un periodo coerente con la migrazione post-riproduttiva e/o con i movimenti di  dispersione pre-migratoria (Premuda <em>et al.</em> 2008), tali osservazioni potrebbero confermare la nidificazione in  quest’area.</p>
<p>Sia nell’area A che B, sono stati osservati grillai, in particolare maschi adulti, cacciare piccoli rettili, lasciando intuire uno spettro alimentare potenzialmente più eterogeneo, rispetto alle popolazioni appulo lucane, che si alimentano su pascoli steppici soprattutto sulla componente invertebrata (quasi il 98% di artropodi, Bux <em>et al.,</em>1997).</p>
<p>Il grillaio ha mostrato una forte attrazione per stoppie e pascoli nel momento in cui sono percorsi dal fuoco, con la concentrazione di decine di individui anche in zone distanti dalle colonie 4-7 km.</p>
<p>Nel complesso i siti occupati nel 2009 nell’area A e, al momento, solo in un caso nell’area B, risultano così distribuiti:</p>
<p>-          11 (58%) in strutture rurali, abbandonate o in disuso (casolari, poderi, masserie, ecc.), spesso diroccati;</p>
<p>-          3 (16%) in pertinenze abbandonate, semi abbandonate o diroccate di masserie rurali abitate o frequentate abitualmente;</p>
<p>-          3 (16%) in capannoni agricoli/industriali;</p>
<p>-          2 (10%) in ambiente urbano (Foggia, area A, Lucera, area B).</p>
<p>Sei colonie (31%) ricadono in IBA (<em>Important Bird Areas</em>) e tre di queste anche in SIC/ ZPS.</p>
<p>La caratterizzazione ambientale dei siti di nidificazione nell’area A e nei due centri abitati (intorno di 2 km), è costituita essenzialmente da estensioni cerealicole e secondariamente da foraggio, con scarsa presenza di incolti  utilizzati per il pascolo ovino. Solo tre colonie hanno evidenziato la presenza di pseudosteppa.</p>
<p>iii) provincia di Campobasso</p>
<p>Nel 2009, inoltre, viene confermata la nidificazione del Grillaio in Molise, nel centro storico di Casacalenda (Cb).</p>
<p>Il 5 agosto 2009 un immaturo cade su un passante da un tetto del centro storico di Casacalenda. Il giovane di 10-15 giorni di età, viene consegnato al locale Centro Recupero Fauna Selvatica LIPU. Si tratta quindi di una nidificazione certa, seppur il nido non sia stato individuato.</p>
<p>Il sito è costituito da una serie di antiche case in pietra, esposte ad Ovest, ricche di cavità che si affacciano su una valle in cui sono presenti orti, con appezzamenti a grano e orzo, boschetti e grandi alberi isolati. Vi si trovano anche un paio di vecchie costruzioni in pietra e pochi incolti.</p>
<p>Negli anni precedenti la specie era stata già osservata ripetutamente in periodo riproduttivo ma non era stato possibile accertarne la riproduzione. A giudicare dagli individui osservati in alcune zone rurali del comprensorio molisano, si ritiene che questo caso di nidificazione non sia stato isolato, per la potenziale presenza di piccole colonie su casolari abbandonati, in un territorio caratterizzato da una orografia basso collinare (200-600 m) e dominato da coltivazioni cerealicole, con lembi di pascolo e incolti principalmente lungo i declivi.</p>
<p>Riportiamo di seguito inoltre alcuni avvistamenti pregressi:</p>
<ul>
<li>In territorio di Bonefro (CB) in località “Montazzone”, osservati 38 esemplari in attività trofica sopra un incolto in periodo post riproduttivo;</li>
<li>In territorio di Bonefro (CB) nei pressi della stazione ferroviaria, alla fine di agosto, e per due anni consecutivi, osservati per alcuni giorni da 1 a 3 giovani appollaiati sui fili del telefono al limitare di una strada statale;</li>
<li>In territorio di Casacalenda (CB) lungo la S.S.87, osservati il 22 settembre 43 grillai, alcuni dei quali appollaiati sui fili del telefono;</li>
<li>In territorio di Casacalenda (CB) in località “Strada della Montagna” un esemplare osservato il 6 luglio 2008. In seguito ripetute osservazioni di piccoli gruppi per tutto il mese di agosto. Il 21 agosto 2008 osservati, sempre nel medesimo sito, 13 esemplari giovani e adulti in periodo post-riproduttivo nei pressi di un anemometro.</li>
</ul>
<p>La zona (compresa nell’IBA/ZPS “Valle del Fiume Biferno”), è caratterizzata da un valico collinare posto a 600 m che si affaccia sulla valle del Biferno. Sono presenti coltivazioni cerealicole frammiste a piccoli boschi di querce (Cerro e Roverella), macchie a ginestra e rari incolti in cui sono particolarmente abbondanti gli Ortotteri. In zona sono presenti diverse piccole costruzioni rurali abbandonate in pietra (fienili e ricoveri).</p>
<ul>
<li>In territorio di Casacalenda (CB) in località “Crocella”, tre esemplari osservati due volte in periodo riproduttivo (luglio) e due ad agosto. Tre esemplari in attività trofica a fine giugno a circa 2 km di distanza.</li>
</ul>
<h3>Discussione</h3>
<p>Dal 2005 la dinamica della popolazione foggiana e del suo areale riproduttivo ha registrato un’espansione costante, così come avvenuto nella Piana di Gela, in Sicilia (Mascara, 2001; Mascara &amp; Sarà, 2006). Nuovi siti di nidificazione rilevati in altre aree pugliesi come Taranto nel 2007 (Lodeserto com. pers.), o la periferia di Bari nel 2007 (Sigismondi, com. pers.), o gli ultimi riscontri in Molise, evidenziano un recente ampliamento dell’areale distributivo della specie in Puglia settentrionale, più consistente rispetto a quanto già evidenziato da altri autori (Caldarella <em>et al.</em> 2005, 2007).</p>
<p>Le aree oggetto dell’indagine assumono un notevole interesse anche in relazione all’intensa presenza di individui  durante il periodo migratorio e soprattutto post-riproduttivo. In genere le distese cerealicole, pur non paragonabili al valore ecologico dei pascoli steppici (Bux in Gustin &amp; Celada 2009), appaiono fondamentali sebbene la bassa disponibilità trofica delle aree cerealicole rispetto a quelle a pseudosteppa, potranno contribuire in futuro alla ulteriore creazione di micro-colonie, come quelle rilevate nel foggiano settentrionale e distribuite su ampi territori, a differenza delle popolazioni murgiane più concentrate (Bux, 2008).</p>
<p>Dal punto di vista trofico le aree a stoppie risultano di assoluto rilievo, soprattutto se relazionate ai tempi della mietitura e al calendario riproduttivo della specie e alla scarsa presenza, in molte aree pugliesi, di alternative ambientali idonee per la specie come incolti e pascoli. Del resto, è nota l’importanza delle aree cerealicole per le colonie urbane della Murgia pur in presenza di habitat a pseudosteppa (Sigismondi <em>et al. </em>1996, 2003).</p>
<p>E’ interessante notare come le colonie oggetto della ricerca siano ubicate in genere in masserie disabitate e rivelando abitudini comportamentali più riservate nei confronti dell’uomo rispetto a quelle sinantropiche murgiane (Bux 2008).</p>
<p>Queste aree risultano al momento quasi ovunque prive di vincolistica; inoltre, le attuali scarse norme di riferimento per l’insediamento di impianti energetici appaiono insufficienti.</p>
<p>Tali trasformazioni sottrarranno, direttamente e indirettamente, notevoli estensioni di territorio utile a questa specie o ad altre presenti come Occhione <em>Burhinus oedicnemus</em> e Ghiandaia marina <em>Coracias garrulus</em> e potrebbero essere un ostacolo ad una ulteriore espansione dell’areale riproduttivo del Grillaio in Puglia settentrionale e Molise.</p>
<p>La virulenza di questo fenomeno pone in secondo piano le minacce di trasformazione agricola, derivanti dalla intensivizzazione delle colture.</p>
<p>E’ urgente perseguire la tutela di queste aree, anche attraverso l’adozione di serie pianificazioni territoriali e  sostenendo il mondo agricolo per favorire la permanenza delle stoppie dopo la mietitura. Nel medio lungo termine, sarebbe importante garantire una pianificazione delle coltivazioni compatibili con la biodiversità rurale, pianificando al meglio il Piano di Sviluppo Rurale regionale.</p>
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