fiume Fortore: la denuncia di LIPU e WWF sulle cause dell’inondazione

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PER UN FIUME GIÀ VIOLENTATO SI PROSPETTANO NUOVE CEMENTIFICAZIONI

Fra le cause dell’alluvione in Capitanata, evidenziano LIPU e WWF di Foggia, vi sono certamente i drastici interventi sul bacino idrografico del Fortore.

Ci  si è dimenticati, infatti, che si tratta di un fiume con un suo spazio vitale. Oggi il Fortore è stato ridotto, nel suo aspetto fisico, a poco più di un ruscello, tanto che qualche spericolato imprenditore ha pensato bene di installare un impianto di calcestruzzi proprio nel letto del fiume.

Imbrigliato da sponde di cemento, rettificato in molti tratti, assediato dalle attività umane, dopo l’ennesimo allerta maltempo il Fortore non ha retto più e si è ripreso lo spazio che per tanti anni gli uomini gli avevano tolto.

Un tempo, come ricordano ancora gli anziani dei paesi che si affacciano sul fiume, anche notevoli quantità d’acqua venivano agevolmente smaltite grazie alle numerose casse d’espansione (anse che lo stesso fiume creava per trovare un suo equilibrio) e agli amplissimi argini che in alcuni tratti raggiungevano anche le centinaia di metri di larghezza, senza che la folta vegetazione presente lungo le sponde costituisse un ostacolo al deflusso.

Non deve, evidenziano LIPU e WWF, quindi meravigliare quanto accaduto in questi giorni e sarebbe anche semplice individuare gli interventi riparatori: restituire al fiume il suo spazio naturale riappropriandosi prima di tutto dei terreni demaniali occupati abusivamente e imporre un piano di gestione per la diga di Occhito nel rispetto delle esigenze ambientali del territorio a valle.

Invece già c’è qualcuno che invoca per il fiume una punizione esemplare: radere al suolo tutta la vegetazione e, perché no, cogliere l’occasione per cementificare ulteriormente gli argini o, peggio, promuovere qualche altra diga sfruttando l’emotività del momento.

La disinvoltura con cui si prospettano simili rimedi ai mali ambientali provocati dall’uomo trova le associazioni LIPU e WWF drasticamente contrarie.

La disinformazione di chi fa simili affermazioni favorisce solo la logica degli appalti a breve termine con il ripetersi di simili eventi nel tempo: è l’ennesima, gravissima speculazione.

Le associazioni ambientaliste, con il conforto scientifico, hanno dimostrato a tutte le autorità interessate come una seconda diga sul Fortore, tra l’altro concepita ai tempi dell’ex-cassa Mezzogiorno, non sia altro che inutile, deleteria per tutte le componenti ambientali, costosa con uno spreco enorme di risorse pubbliche, socialmente penalizzante.

A questo proposito le Associazioni ambientaliste osservano che le uniche autorità che da mesi non hanno dato alcun riscontro ai propri esposti sono proprio gli uffici della Regione Puglia, integrando un’altra grave e illegittima caratteristica di questo progetto: la mancanza di trasparenza e di rispetto dei percorsi di accesso alle osservazioni sulle valutazioni di carattere ambientale.

Inoltre, l’alluvione è stata aggravata dall’esigenza di rilasciare con urgenza (malgrado ripetuti allarmi meteo) le acque dalla diga di Occhito da parte del Consorzio di Bonifica, Ente interessato alla costruzione del secondo invaso sul Fortore, facendo sorgere un altro interrogativo agli ambientalisti: esiste un piano di gestione della diga di Occhito?

Si propongono, inoltre,  interventi di “pulizia” e deforestazione del fiume che non farebbero altro che aggravare la situazione di vulnerabilità, con grave dispendio di risorse pubbliche.

LIPU e WWF ricordano anche che il Fortore è stato individuato come Sito di Importanza Comunitaria (SIC), vale a dire un’area naturalistica di interesse a livello europeo, grazie alla presenza di habitat naturali di grande valenza come i boschi a galleria. Per questo motivo il fiume è tutelato da leggi comunitarie, nazionali e regionali che prescrivono un’attenta valutazione di incidenza prima di effettuare qualsiasi intervento, anche con carattere di urgenza, che possa minacciare l’esistenza di questi habitat.

La violazione di queste norme, come già accaduto nel recente passato per il torrente Cervaro, comporta l’avvio di una procedura di infrazione dell’Unione Europea nei confronti dello Stato italiano che potrebbe sfociare anche nel blocco dei finanziamenti comunitari usufruiti dal territorio dove è stato commesso l’abuso.

LIPU e WWF pertanto chiedono sin d’ora al Prefetto di Foggia e a tutte le istituzioni, già più volte interessate su simili problematiche, di vigilare affinché eventuali interventi che dovessero essere programmati a breve, siano condotti nel più rigoroso rispetto delle norme e della trasparenza nei confronti delle associazioni ambientaliste garanti di un interesse collettivo.

Altresì, LIPU e WWF rilanciano, ancora una volta, la necessità di creare un contorno di correttezza e trasparenza, quale atto legalmente dovuto, sul famigerato progetto della diga di Pian dei Limiti.

Foggia, 09.03.2005           LIPU prov.le Foggia      WWF Foggia