Immobilismo al Parco del Gargano

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BILANCIO 2015 DEL PARCO DEL GARGANO: SOSTANZIALE IMMOBILISMO E NON CONSIDERAZIONE DEGLI STRUMENTI DI PIANIFICAZIONE PROGRAMMAZIONE

Un sostanziale immobilismo nelle attività del Parco del Gargano ed una preoccupante non considerazione degli strumenti di pianificazione e programmazione dell’Ente. È quanto emerge, secondo le associazioni CSN, CAI, Legambiente, LIPU,  Pronatura, WWF, dall’analisi del bilancio consuntivo 2015 che sarà sottoposto all’approvazione del Consiglio direttivo dell’Ente parco di domani.

Le floride casse dell’Ente, che ha chiuso il bilancio con un avanzo di amministrazione nell’anno di quasi 800 mila euro ed un avanzo cumulato di circa 6 milioni di euro di cui il 90% senza vincolo di destinazione e con un fondo di cassa di quasi 15 milioni di euro, invece che essere un segno di buona salute per il Parco, rivelano una sostanziale incapacità di utilizzare le risorse disponibili per affrontare i numerosi problemi che ha l’area protetta.

Ne sono testimonianza gli oltre 10 milioni di euro di residui passivi, cioè di somme impegnate negli anni ma non spese, che vengono inseriti a bilancio a fine 2015.

Dall’analisi delle voci di spesa per il 2015 emergono situazioni che fanno riflettere e richiederebbero qualche spiegazione. A fronte di introiti annui per circa 2,6 milioni di euro, in massima parte derivanti dal contributo del Ministero dell’Ambiente, vi sono uscite per circa 1 milione per gli stipendi, quasi 600 mila euro per servizi, 600 mila per oneri diversi di gestione e solo 500 mila euro derivanti da ammortamenti per investimenti.

Tra le spese per servizi, nel rendiconto finanziario gestionale 2015 spicca la voce per attività di divulgazione, informazione e promozione per oltre 250 mila euro, mentre zero euro sono stati destinati e spesi per i centri visita del Parco, affidati quasi cinque anni fa a varie associazioni e poi abbandonati al loro destino.

Nessuna notizia si ha invece del dettaglio delle spese per la gestione della riserva marina delle Tremiti, per le quali si conoscono solo i totali pari a circa 350 mila euro di spese previste nel 2015 a fronte di poco meno di  40 mila euro di spese effettivamente pagate, che aggiungono altri residui passivi a quelli degli anni precedenti per un totale a fine anno di oltre 630 mila euro.

Desta curiosità la spesa di 100 mila euro prevista per il solo 2015 per il funzionamento della cabina di regia, di cui fortunatamente risultano effettivamente impegnati a fine anno solo 13 mila euro.

Nella categoria di beni di uso durevole ed opere immobiliari delle spese in conto capitale, cioè quello che dovrebbe essere il cuore degli investimenti dell’Ente parco, i totali parlano da soli. A fronte di 490 mila euro di spese previste per l’anno di competenza ne sono stati effettivamente pagati solo 30 mila; il resto è andato ad aumentare lo stock di residui passivi che, solo per questa voce, a fine 2015 ammonta alla mostruosa cifra di 7’750’000 euro. Tra questi vi sono ancora circa 800 mila euro derivanti dal Piano triennale per le aree protette degli anni 1991/1996.

Nessuna somma, per il 2015, è stata stanziata e spesa per interventi di recupero, miglioramento e salvaguardia ambientale, per interventi prioritari nelle Isole Tremiti, per studi e interventi di rinaturalizzazione e ripristino aree boschive e di interesse vegetazionale.

Per gli interventi di demolizione delle opere abusive, dei 500 mila euro disponibili da almeno 10 anni, lo scorso anno ne sono stati spesi solo 188 mila, meno del 40% del totale.

Di fronte a questa gestione con risultati a dir poco deludenti desta stupore l’iniziativa della giunta esecutiva del parco che, scavalcando il consiglio direttivo ed ignorando totalmente sia il piano del parco che il piano pluriennale economico e sociale, entrambi approvati dall’Ente parco e dalla Comunità del Parco sotto la presidenza Pecorella, ha deliberato l’appoggio alla proposta di completamento della strada a scorrimento veloce del Gargano. A parere delle associazioni CSN, CAI, Legambiente, LIPU,  Pronatura, WWF, invece di occuparsi di questioni che contrastano nettamente con lo scopo di tutela del parco, l’Ente e chi lo gestisce dovrebbe occuparsi prioritariamente di fare le cose per cui il parco è nato e che, a fronte delle enormi risorse disponibili, non sono state fatte in questi anni. E i risultati si vedono: dalla continua perdita di biodiversità, all’abbandono della sentieristica, dal proliferare dell’abusivismo edilizio all’assenza di investimenti per il patrimonio naturalistico, il Gargano continua a lanciare il suo grido di dolore, finora rimasto inascoltato.

Foggia, 13.07.16                                         Centro Studi Naturalistici Foggia

Club Alpino Italiano Foggia

Legambiente Gargano

LIPU prov.le Foggia

Pronatura

                                                                                                                            WWF Foggia