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Parco del Gargano: l’invasione degli ecomostri

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La denuncia di Legambiente, LIPU e WWF

Le Associazioni ambientaliste denunciano l’ennesimo attacco al territorio garganico.

L’ultima colata di cemento sul Gargano è stata denunciata da Legambiente, LIPU e WWF al Corpo Forestale dello Stato. Si tratta della costruzione di edifici poco distanti dal mare davanti all’Hotel Gusmaj, in agro di Peschici, sulla litoranea Vieste – Peschici al km 14.600.

Per la realizzazione del nuovo complesso turistico risultano abbattute diverse piante autoctone, per lo più macchia mediterranea, in una preziosa zona costiera.

Dunque una nuova devastante opera che sottrae a tutti paesaggio, spazio e natura.

Anche se dovesse risultare che la nuova realizzazione abbia ricevuto tutte le autorizzazioni e, pertanto, sul piano formale, dovesse essere regolare, dotata di tutte le carte e i bolli, osservano le associazioni ambientaliste,   questo non esime dal gridare allo scandalo. Il turismo sul Gargano non può essere l’alibi per inondare di cemento ogni tratto libero e pregiato del territorio. Le amministrazioni devono riflettere se conviene continuare in questa politica di cementificazione selvaggia, o se non sia arrivato il momento di dare segnali diversi.

Il primo segnale le associazioni lo aspettano dal Parco nazionale del Gargano.

Legambiente, LIPU e WWF si chiedono, infatti, se il Parco debba continuare a dire di si a tutto o se sia giunto il momento di assumere un ruolo di garante rispetto alle politiche di gestione del territorio. Si  aspetta da tempo un primo segnale sul versante della lotta all’abusivismo edilizio, ma finora, dopo le promesse e i trionfalistici proclami, i fatti non sono arrivati, nonostante da anni il Parco abbia in cassa il denaro per procedere agli abbattimenti.

Il Gargano, evidenziano ancora Legambiente, LIPU e WWF, è ormai diventato il regno dell’abusivismo edilizio con un consumo selvaggio, rovinoso ed inarrestabile del territorio sempre più sommerso dalla lebbra cementizia. Manca ogni forma di controllo e si edifica senza regole. Lo stesso ministro dell’ambiente Matteoli, nel convegno “Ambiente e legalità”, organizzato nel luglio dell’anno scorso nel Parco del Vesuvio, ha confermato che il Gargano è fra i parchi del meridione a più alto tasso d’abusivismo edilizio.

In questa situazione appare un Parco Nazionale che non dispone controlli, anzi, che continua a rilasciare nulla osta e pareri favorevoli sulla costruzione di nuovi immobili e non da il via all’abbattimento di tanti ecomostri, ad iniziare dalle villette abusive di Torre Mileto che non possono usufruire di nessun condono.

Eppure nella definizione che un dizionario fornisce di “Parchi e riserve naturali” si legge: ”Territori tutelati per impedire che siano alterati, se non distrutti, da scelte speculative”.

“L’Ente Parco dispone da qualche anno di 500 mila euro, concessi dal Ministero dell’Ambiente per gli abbattimenti delle costruzioni abusive, ancora utilizzati nonostante le ripetute sollecitazioni delle associazioni ambientaliste. Il fatto che non si riesca a procedere su questa partita e che il Piano del Parco non riesca ad essere adottato definitivamente, ci restituisce lo scenario di una dirigenza succube delle dinamiche di potere locale, incapace di dare un segnale di cambiamento. Il presidente Gatta dovrebbe ispirarsi al suo compagno di partito Amilcare Troiano, Presidente del Parco Nazionale del Vesuvio che ha messo in atto una procedura che si sta dimostrando efficace, in pieno territorio della camorra, con 32 manufatti abusivi demoliti, e altri 2 in procinto di abbattimento, e 30.000 metri cubi rasi al suolo”.

Ma, osservano Legambiente, LIPU e WWF, le carenze dell’attuale presidenza Gatta non riguardano solo la lotta alla cementificazione selvaggia. L’amministrazione del Parco appare inadeguata su altre fondamentali questioni: dove è il Piano del Parco? Dove sono le iniziative volte al rilancio dell’economia agricola e zootecnica? E la promozione turistica?

Foggia, 10/05/06

Legambiente – Coordinamento Gargano

LIPU – Sez. prov.le di Foggia

WWF – Sezione Puglia

GRANDE SODDISFAZIONE DI LIPU E WWF PER LE DEMOLIZIONI DEGLI EDIFICI ABUSIVI A TORRE MILETO

LE DUE ASSOCIAZIONI AUSPICANO CHE CONTINUI QUESTA SALUTARE OPERA DI RIPRISTINO DELLA LEGALITÀ E DI RESTITUZIONE DELLA NATURA RUBATA

Finalmente sono iniziati gli abbattimenti degli edifici abusivi a Torre Mileto. LIPU e WWF accolgono con grande soddisfazione la notizia del completamento delle prime quattro demolizioni d’edifici costruiti abusivamente su terreno demaniale – cioè appartenente a tutti i cittadini e non a chi se ne è appropriato illecitamente – in un contesto di grande rilevanza ambientale come l’istmo della laguna di Lesina.

Le due associazioni ambientaliste esprimono il loro apprezzamento nei confronti dell’amministrazione comunale di Lesina che, con tenacia e determinazione, ha perseguito la strada del rispetto della legge e della tutela dell’ambiente, l’unica che può consentire ai cittadini garganici di conseguire un effettivo e duraturo sviluppo sociale ed economico.

Non a caso la laguna di Lesina e il suo istmo sono stati sin dall’inizio inseriti nel perimetro del Parco Nazionale del Gargano e successivamente designati dalla Comunità Europea come Sito d’Importanza Comunitaria (SIC) e Zona di Protezione Speciale (ZPS).

Questo grande valore, riconosciuto a livello internazionale, appare purtroppo diminuito dalla presenza dell’ecomostro di Torre Mileto, cresciuto a dismisura a partire dai primi anni ’80 (circa il 90% degli abusi è successivo al 1980). È pertanto utile ricordare i numeri dello scempio.

Il numero d’abusi verbalizzati dal Comune di Lesina fino al 2002 ammonta a 1300, ma da una stima effettuata si pensa che siano almeno altrettanti gli abusi non verbalizzati, per una superficie totale occupata di circa 450 ettari, larga 500 metri e lunga 9 chilometri.

Le costruzioni abusive lungo l’istmo si sono fermate solo davanti ad un ostacolo naturale costituito dal canale Schiapparo, uno dei collegamenti della laguna con il mare, che non possiede un attraversamento carrabile.

Tutte la zona è priva delle opere d’urbanizzazione quali rete elettrica, rete fognaria, rete idrica d’adduzione, per non parlare di strade e parcheggi. L’elettricità per le singole utenze è fornita da generatori di corrente. Lo smaltimento delle acque reflue avviene tramite pozzi disperdenti e l’acqua per gli usi domestici viene presa da pozzi scavati appositamente, con gravi rischi per la salute pubblica.

Nel caso di Torre Mileto non si può neanche parlare d’abusivismo di necessità. Le abitazioni costruite sono tutte seconde case, per buona parte occupanti suoli demaniali. Le domande di condono presentate sono circa 670 di cui 600 relative al condono del 1985 e le restanti a quello del 1994. Fino ad oggi, però, non è stata rilasciata alcuna concessione in sanatoria.

E non potrebbe essere altrimenti, poiché vige il vincolo d’inedificabilità assoluta per la fascia litoranea marina a 300 metri dalla battigia e per quella lacustre a 200 metri sancito dalla legge urbanistica regionale 56/80 e confermato sia dal TAR Puglia che dal Consiglio di Stato: in base a questo vincolo tutta la fascia dell’istmo è inedificabile e incondonabile. In secondo luogo molti abusivi non possiedono nemmeno il titolo di proprietà dei suoli, trattandosi di proprietà demaniali.

Gli abbattimenti di questi giorni stanno quindi semplicemente restituendo giustizia ad un grande furto perpetrato a danno dei cittadini garganici onesti, anche se la refurtiva difficilmente potrà essere restituita a breve: una refurtiva costituita dagli alberi abbattuti, dalle dune spianate, dagli stagni prosciugati, dagli animali cacciati, in una parola dalla splendida natura che regnava in questi luoghi e dalla possibilità per i nostri figli di poterne fruire in futuro.

Per questo LIPU e WWF auspicano che il Comune di Lesina e la Prefettura di Foggia procedano rapidamente alla definizione dell’iter burocratico per continuare questa salutare opera di ripristino della legalità e di restituzione del maltolto.

Foggia, 20.02.04                 LIPU Sez. di Foggia          WWF Sez. di Foggia