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Educazione Ambientale: Concluso il Workshop condotto dalla LIPU

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nell’ambito del “Piano di Educazione alla sostenibilità della Regione Puglia

Un investimento culturale per promuovere la protezione della Biodiversità

Si è concluso il Workshop Biodiversamente, organizzato dalla LIPU e cofinanziato dal CREA (Centro Regionale per l’Educazione Ambientale) della Regione Puglia nell’ambito del bando emesso per il Piano di Educazione alla sostenibilità 2011-12 .

Tra Novembre e Dicembre scorsi, 76 insegnanti hanno partecipato alle sessioni, due in aula e due sul campo, tenutesi a Foggia, Gravina in Puglia, Ostuni, Ruvo di Puglia e Taranto.

A Gennaio i partecipanti hanno ricevuto un kit di materiale didattico sulle questioni trattate e ora si aprono aspettative perché quei temi possano trovare nuovi canali per raggiungere un più ampio target, costituito dagli studenti.

Al centro del percorso formativo è stato il tema emergenziale della perdita di Biodiversità

La Biodiversità, la varietà e la tipologia di specie viventi nel mondo che ci circonda, non solo è importante ma addirittura necessaria per sostenere, direttamente o attraverso i legami ecologici, gli ecosistemi, la vita dell’uomo e la stessa nostra economia.

E’ importante non solo conoscere la Biodiversità ma anche proteggerla e farlo in concreto.

A tal proposito nel ciclo di lezioni dei Workshop la LIPU ha promosso la conoscenza delle specie viventi e del ruolo ecologico che rivestono ma anche dei fattori di minaccia, come questi fattori agiscono e degli strumenti con cui oggi l’uomo cerca di porre rimedio.

Il tema consequenziale è quindi stato quello delle Aree Protette e le strategie perché queste aree non rischino di rimanere “isole” in un mare di degrado, fino all’opportunità di adottare e promuovere azioni concrete: dai cambiamenti collettivi dello stile di vita, dell’uso del territorio e delle sue risorse fino alle piccole azioni quotidiane.

I partecipanti sono stati coinvolti in due sessioni in aula ma, all’insegna della concretezza, anche in due uscite sul campo, a contatto diretto con le bellezze della Natura e con le problematiche che la mettono a rischio: dalle zone umide del Parco Nazionale del Gargano ai pascoli e la macchia del Parco dell’Alta Murgia, dal Parco Regionale delle Dune Costiere di Torre Canne alla Riserva delle Saline di Margherita di Savoia, dall’Oasi LIPU di Laterza al SIC di Torre Pozzella a Ostuni, fino alle Riserve Regionali del Litorale Tarantino.

L’attenzione della LIPU nei confronti degli insegnanti implica un ulteriore valore aggiunto in un momento in cui, malgrado i valori culturali e il mondo della scuola in particolare siano il fulcro per la costruzione di una migliore società del domani, si assiste a una crescente penalizzazione di questo settore, con il rischio di sempre maggiori conseguenze negative sulla formazione dei giovani, anche in ambito civico e ambientale.

L’entusiasmo dei partecipanti a questo workshop, tuttavia, lascia intuire come i docenti cerchino di sopperire con tanti sacrifici per garantire comunque livelli di formazione adeguati agli studenti.

Il messaggio di tutela della Biodiversità è stato veicolato a numerosi istituti scolastici pugliesi e, in particolare, gli insegnanti che hanno vissuto questa esperienza potranno contribuire a divulgare con un taglio diverso, “Biodiversamente” appunto, come è stato intitolato il Workshop, i temi della Natura nei confronti delle nuove generazioni.

L’obiettivo finale per la LIPU è un investimento culturale per favorire una nuova coscienza collettiva che apprezzi il bene Natura e assuma l’importanza e la responsabilità di tutelarlo.

LIPU Puglia   07.02.2013

CAPOVACCAIO: LIBERATI TRE ESEMPLARI ALL’OASI LIPU GRAVINA DI LATERZA (Ta)

LIPU: “L’OBIETTIVO E’ EVITARE L’ESTINZIONE DELLA SPECIE”

Il progetto è della LIPU e del CERM, con finanziamento della Provincia di Taranto.FB_hacking_2010_4

Due esemplari su tre sono già partiti per la migrazione.

Avvistato in Puglia il capovaccaio Arianna, liberato quattro anni fa nell’oasi pugliese e migrato nel Mali, in Africa

 Tre giovani esemplari di capovaccaio, un avvoltoio che in Italia è gravemente minacciato di estinzione, sono stati liberati nei giorni scorsi nello splendido scenario dell’Oasi LIPU Gravina di Laterza, grazie a un progetto della LIPU-BirdLife Italia e del CERM (Centro Rapaci Minacciati) di Rocchette di Fazio (GR), diretto da Guido Ceccolini.

Il delicato progetto ha potuto contare su un contributo dalla Provincia di Taranto, Assessorato Ambiente e Aree Protette, presso cui è anche l’Ente Gestore del Parco Regionale Terra delle Gravine, in cui ricade l’Oasi, e ha ricevuto il patrocinio dell’Ufficio Parchi della Regione Puglia.

Due esemplari su tre hanno già lasciato l’Oasi per intraprendere il lungo viaggio migratorio verso l’Africa. E a dare man forte al progetto che aiuta questa specie in grave difficoltà arriva la notizia che Arianna, il Arianna con radiocapovaccaio liberato nel 2006 all’Oasi LIPU Gravina di Laterza, è stata individuata quest’estate tra la Puglia e la Basilicata, dopo essersi recata nel Mali a svernare il primo anno e dopo vari spostamenti migratori tra Nordafrica e Sahel, a Sud del Sahara, negli anni successivi. Arianna, che in questi giorni sta volando verso l’Africa dove trascorrerà l’inverno, è stata osservata e filmata da Matteo Visceglia, ornitologo di Matera: lo straordinario evento è visibile su You Tube alla pagina www.youtube.com/watch?v=vCUjHifBjmk

<<Dopo tre o quattro anni passati in Africa  – spiega Marco Gustin, responsabile specie e ricerca LIPU - questi animali ritornano verso il quinto anno di vita nei luoghi di origine, nel Mediterraneo, per nidificare. Lo scopo di questo progetto è quello di ricostituire nel tempo , dopo vari rilasci, una popolazione importante che impedisca a questa specie di estinguersi>>.

Dei tre giovani capovaccai liberati, Sirio e Teo sono nati da una coppia che si riproduce nel CERM, mentre Brandy è nato da una coppia del Parco zoologico e botanico di Jerez de la Frontera (Andalusia, Spagna) che lo ha donato all’Italia per contribuire al programma di ripopolamento in natura.

Nati nello scorso mese di maggio, i capovaccai hanno trovato nell’Oasi LIPU, spettacolare canyon nei pressi di Laterza, in provincia di Taranto, l’ambiente ideale per muovere i primi voli in libertà per poi prepararsi al viaggio migratorio.

Per i capovaccai è stato utilizzato il metodo Hacking: gli animali sono stati ospitati nei primi giorni all’interno di una cavità di una delle pareti di roccia presenti nell’oasi, e riforniti di acqua e cibo dai ricercatori. Una rete li ha trattenuti all’interno della cavità fino a quando, tolta la protezione, i giovani capovaccai hanno iniziato a spiccare in autonomia i primi voli. Per seguire il loro viaggio e ottenere dati costanti sulla loro posizione, Teo e Brandy sono stati dotati di radio satellitare di soli 25 grammi, un dispositivo in grado di fornire informazioni ai ricercatori anche per cinque o sei anni grazie a una cellula fotovoltaica che alimenta costantemente la batteria. Per questi uccelli è fondamentale aggregarsi ad altri capovaccai adulti, preziosi compagni di viaggio che li condurranno con loro attraverso il Mediterraneo fino all’Africa sub sahariana.

I rilasci di capovaccai, specie ridotta in italia ormai a sole sette coppie, sono cominciati nel 2004 con la liberazione del capovaccaio Laerte, seguita nel 2005 da Ali e Turchino. Nel 2006 fu rilasciato il capovaccaio Arianna: questo esemplare è stato rintracciato quest’anno nella zona tra Puglia e Basilicata, proprio grazie ai dati trasmessi dalla radio satellitare che gli fu applicata al momento della liberazione. Con questi tre esemplari salgono a159618 12 i giovani capovaccai sinora liberati in Italia.

Grazie a questa tecnologia, si è potuto studiare il tragitto migratorio di questo esemplare, che è poi comune a tutta la popolazione italiana di capovaccaio: partito a fine agosto 2006 dall’Oasi LIPU Gravina di Laterza, l’animale ha percorso 4mila chilometri fino al Mali, paese africano a Sud del Sahara. La radio ha trasmesso ai ricercatori gli spostamenti effettuati da Arianna negli anni successivi fino a quest’anno, quando ne è stata accertata la presenza in Puglia (dettagli su www.capovaccaio.it). Nei giorni scorsi Arianna era segnalata tra l’isola di Marettimo (Egadi) e Capo Bon in Tunisia, impegnata nella migrazione verso l’Africa.

LIPU-BirdLife Italia – 1° settembre 2010

Giornata Mondiale Migratori

Il progetto Rapaci migratori della LIPU : AQUILE e GRIFONI nel CANALE di SICILIA

La LIPU pugliese: a rischio CAPOVACCAIO e GRILLAIO, ZONE UMIDE e COSTE

Sei esemplari del raro Grifone, un esemplare di Aquila imperiale e un’Aquila anatraia minore. Sono le rarità osservate dalla LIPU-BirdLife Italia alla vigilia della Giornata Mondiale degli uccelli migratori che si terrà domani in tutto il mondo e organizzata da UNEP/AEWA e UNEP/CMS nell’Anno mondiale dedicato dall’ONU alla Biodiversità. In Italia la LIPU celebra la giornata mondiale sullo stretto di Messina (dove sta svolgendo anche un campo antibracconaggio) e nelle isole di Marettimo, Pantelleria, Panarea e Ustica, dove è in atto dal 20 aprile scorso fino al prossimo 20 maggio, uno studio sulla migrazione denominato Progetto Rapaci migratori.

Sono stati già osservati migliaia di rapaci, a cui si aggiungono numerose cicogne. Secondo lo studio LIPU-Ministero Ambiente, su 75 specie di “non passeriformi” nidificanti in Italia, tra cui molte specie di rapaci, 33 si trovano in uno stato di conservazione cattivo (semaforo rosso), tra cui Capovaccaio, Aquila di Bonelli, Gallina prataiola, Coturnice e Averla cenerina, 35 si trovano in uno stato di conservazione inadeguato (semaforo giallo) mentre solo sette sono risultate con uno stato di conservazione favorevole (semaforo verde).

In Puglia la LIPU rilancia l’evento per richiamare l’attenzione sulle specie di migratori che qui sono minacciate soprattutto dal degrado dei territori e dal bracconaggio.

Il Piano di sostegno al raro avvoltoio Capovaccaio, con il rilascio di diversi giovani esemplari presso l’Oasi LIPU della Gravina di Laterza, rischia di essere gravemente vanificato: piantagioni di torri eoliche di grossa taglia previste nel comprensorio potrebbero dare il benvenuto ai giovani esemplari rilasciati che, ora in Africa, faranno ritorno da adulti nel comprensorio tarantino.

Le zone umide della Daunia sono sempre più accerchiate da fenomeni di bracconaggio e degrado. Enormi distese fotovoltaiche sono impunemente autorizzate in aree sensibili attraverso relazioni ambientali farsa. Le colonie del falco Grillaio che da anni ha ripreso spontaneamente a nidificare nella piana di Capitanata e seguite dalla LIPU vedono sempre più trasformarsi le aree cerealicole e incolte in cui alimentarsi.

Sulla costa pugliese – da Porto Cesareo alla laguna di Lesina, da Massafra a Cagnano Varano, a Peschici…- si intensificano le proposte progettuali di estese lottizzazioni da centinaia di ettari, a danno di aree strategiche per la Natura e per molte specie di migratori.

La LIPU pugliese da anni si oppone con determinazione e in tutte le sedi opportune a queste aggressioni speculative e deleterie per il territorio e per gli habitat delle specie minacciate.

La Giornata Mondiale degli uccelli migratori è dedicata quest’anno alla crisi delle specie – dichiara Claudio Celada, Direttore Dipartimento Conservazione Natura LIPU-BirdLifecirca l’11% di essi è globalmente minacciata o entrata di recente nella lista rossa (near threatened), mentre sono 31 le specie classificate come “in pericolo di estinzione in modo critico” (critically endangered). In Europa un esempio di questo tipo è rappresentato dalla Berta delle baleari, mentre in Italia lo sono il Capovaccaio, ridotto a pochissime coppie, e l’aquila di bonelli. Possiamo sperare di salvare queste specie solo creando o intensificando i piani d’azione e proteggendo l’habitat in cui vivono e si riproducono“.

8 maggio 2010                                                                        LIPU  Puglia