Zone di Addestramento Cani aperte allo sparo tutto l’anno per i cacciatori

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Giovedì 28 (domani) si valuteranno numerose richieste di istituzione in Provincia di Foggia

 La LIPU interviene perché almeno siano evitate in aree sensibili.

La normativa sulla Caccia prevede, tra i vari istituti faunistico venatori (Oasi di protezione, Riserve di caccia, Zone di Ripopolamento, ecc.) anche le cosiddette ZAC, Zone Addestramento Cani. Si tratta di aree dove i cacciatori vanno ad addestrare i propri cani alla caccia attraverso l’abbattimento di fauna appositamente liberata allo scopo, pagando il concessionario della ZAC. Esse sono istituite dalla Regione, dopo il parere della Provincia.

Le ZAC si dividono in due categorie, una delle quali consente tutto l’anno l’attività di sparo e abbattimento, quindi senza limitazioni temporali come invece è per l’attività di caccia ordinaria circoscritta tra settembre e gennaio.

La LIPU è in linea di principio contraria, quanto meno, a quest’ultima categoria di ZAC poiché lo sparo tutto l’anno concesso in queste aree incide sui territori di riproduzione e di alimentazione per la fauna selvatica a causa del disturbo cosi perpetrato anche oltre il periodo venatorio classico. E non è di poco conto, vista la gran quantità di tali istanze.

La LIPU ha chiesto alla Provincia che le numerose richieste di tali ZAC risparmiassero le aree maggiormente sensibili e che si procedesse a una valutazione di insieme di tutte le richieste nel loro complesso.

In passato si è assistito a concessioni discutibili in zone di particolare interesse, a ridosso di aree protette o vincolate, pur con la contrarietà espressa dalla LIPU ed altre associazioni, ma a volte anche da parte di alcune organizzazioni di cacciatori. Infatti queste ZAC, aperte a interessi particolari tutto l’anno, sono invece interdette alla caccia ordinariamente effettuata nel solo periodo consentito e dovrebbero destare nel mondo venatorio non poco sconcerto, soprattutto quando si tratta di ZAC di notevole estensione o su terreni pubblici, dove, quindi, convergono interessi di ambientalisti e cacciatori, interessi collettivi per quanto di diversa natura.

E’ il caso delle ultime sedute del Comitato Tecnico Faunistico Venatorio della Provincia di Foggia, dove sono in discussione varie ZAC in agro di Candela, Lesina, Orsara, Manfredonia, Alberona e che si aggiornerà in merito proprio giovedì 28 p.v. (domani ndr).

La LIPU aveva salutato con soddisfazione il rigetto di una delle richieste in agro di Manfredonia, loc. Salinetri, a ridosso delle Zone umide e del Parco Nazionale del Gargano, poiché ricadente all’interno della ZPS (Zona di Protezione Speciale) e SIC (Sito di Importanza Comunitaria), oltre che dell’IBA (Important Bird Areas) ivi presente.

Per contro una ulteriore ZAC in agro di Manfredonia, loc. Roncone, è individuata anch’essa a qualche centinaio di metri dalle zone umide e dal perimetro del Parco Nazionale del Gargano,  del SIC e della ZPS ma ricade pienamente all’interno dell’area IBA, con presenza di specie protette che verrebbero cosi “sfrattate” dalla perenne attività di sparo.

Come se non bastasse, un’altra delle ZAC proposte è individuata sul Bosco Mezzana, agro di Alberona, anch’essa in una area IBA (“Monti della Daunia”). In questo caso si aggiunge la circostanza della naturalità del sito, della notevole estensione (circa 50 Ha) e della proprietà pubblica del territorio che l’Amministrazione di Alberona ha incredibilmente reso disponibile allo scopo, sottraendolo di fatto agli interessi collettivi.

Proprio per questo il Comitato aveva espresso parere negativo ma ancora contestato dal richiedente, rappresentante di una locale associazione di cacciatori.

Quanto sopra è stato oggetto di una accurata e articolata missiva che la LIPU, ha trasmesso il 18 ottobre scorso agli uffici della Provincia, per altro ribadendo quanto già evidenziato nel marzo 2009. In base a precise sentenze della Corte di Giustizia Europea le IBA (individuate in Italia dalla LIPU e in Europa da altre associazioni ornitologiche) rappresentano il riferimento scientifico nella designazione delle ZPS e sono giuridicamente equiparate ad esse. In tale ottica devono essere “…adottate misure idonee a prevenire (omissis) il deterioramento degli habitat, nonché le perturbazioni dannose gli uccelli….” .

Mentre le proposte di ZAC citate sono sprovviste perfino di Valutazione di Incidenza, strumento di verifica ambientale d’obbligo per gli interventi che possono avere effetti significativi all’interno o a ridosso dei SIC e ZPS.

Per la LIPU, quindi, la prossima seduta di giovedì (domani) del Comitato Tecnico Faunistico Venatorio presso la Provincia sarà la cartina al tornasole con cui emergerà chiaramente se vi sarà il favore di pochi a scapito dei tanti o se saranno accolte le tesi evidenziate nell’ottica del buon governo del territorio.

Foggia 27.10.2010                                          LIPU – Sezione prov.le Foggia