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Caccia : in punta di piedi arrivano modifiche alla Legge Regionale pugliese

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Pentassuglia (PD), l’antiparco inventore del Parco “non protetto” delle Gravine in cui cacciare liberamente, propone ora un Disegno di Legge che peggiorerebbe la norma in materia venatoria.

ENPA, Italia Nostra, LAV, LIPU e Legambiente intercettano un nuovo tentativo di deregolamentazione venatoria. A firma del noto consigliere Pentassuglia (PD), approda nella Commissione Regionale interessata un Disegno di Legge per modificare la Legge regionale in materia di caccia.

E come è ovvio non prevede un quadro roseo.

Che Pentassuglia (PD) fosse dalla parte di “caccia selvaggia” e non da quella dei Parchi lo si era capito: qualche settimana fa destava le proteste del mondo ambientalista per un emendamento “ammazzaparco” introdotto a tradimento con un poco elegante colpo di mano nella legge di bilancio. Si voleva consentire cosi la caccia DENTRO l’area, cosiddetta “protetta”, del Parco delle Gravine, in contrasto con altre leggi quadro, anche dello Stato e quindi sovraordinate.

Su Youtubehttp://www.youtube.com/watch?v=DqEchBCIV0g – è possibile ammirare il consigliere Pentassuglia mentre passa dall’improbabile ruolo di paladino degli agricoltori raccoglitori di olive a quello di difensore di chi trasporta armi NEL parco, non mancando di tirare in ballo la mancanza di democrazia, le vessazioni e il “fare cassa” con i verbali. Da parte di chi? … di chi rappresenta lo Stato e le Istituzioni facendo doverosamente rispettare le leggi? Affermazioni che rischiano di legittimare il bracconaggio (!).

Ma in attesa che sia rimossa la norma “ammazzaparco” per le Gravine, le Associazioni ambientaliste registrano invece il tentativo di peggiorare la Legge Regionale n.27/98 e quindi la caccia in tutta la Puglia.

Naturalmente non è stata prevista alcuna audizione preventiva mentre, nel merito, spiccano :

– la rimozione del divieto di caccia nella fascia di rispetto di 100 m. dalle aree protette;

– la mancanza del principio di divieto venatorio durante la riproduzione e la migrazione primaverile (pre-riproduttiva) come previsto dalla legge quadro nazionale;

– l’eliminazione delle misure accessorie rispetto alle violazioni penali, quando si ricorre all’oblazione, disattendendo la potestà esclusiva dello Stato in materia di disposizioni di carattere penale;

– la penalizzazione delle oasi di protezione, dirottando le percentuali dei fondi previsti e svincolando le Province da precisi obblighi sull’utilizzo di detti fondi;

– l’imposizione illegittima e contro la legge quadro nazionale con cui i terreni agricoli interdetti alla caccia dagli agricoltori debbano essere provvisti di recinzioni più alte e quindi più onerose;

– l’eliminazione del tetto massimo di cacciatori provenienti da fuori dell’ambito territoriale di caccia (ATC) favorendo cosi un eccessivo ingresso di cacciatori non legati a quel territorio e quindi avulsi  dal mantenimento delle risorse faunistiche.

ENPA, Italia Nostra, LAV, LIPU e Legambiente hanno perciò immediatamente presentato le proprie osservazioni al Disegno di Legge indirizzandole ai membri della Commissione interessata, chiedendo una audizione, ma anche trasmettendole al Governatore Vendola e all’Assessore al ramo Stefàno.

Si vedrà nei prossimi giorni se ci sarà dialogo e soprattutto se ci sarà la concreta volontà di evitare peggioramenti di una legge che già alcune Associazioni avevano da tempo condannato per alcuni contenuti deprecabilmente aggravati negli anni scorsi.

Bari, 31.01.2011
ENPA
Italia Nostra Puglia
LAV Puglia
LIPU Puglia
Legambiente Puglia

Lettera aperta al Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola

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ANIMALISTI ITALIANI – ENPA – LAC – LAV – LIDA – LIPU/BIRDLIFE ITALIA  –  OIPA ITALIA –  VAS/ VERDI AMBIENTE E SOCIETÀ  –  VITTIME DELLA CACCIA – WWF ITALIA

 “Caccia: in Puglia una brutta pagina per la tutela degli animali e il diritto”.

Signor Presidente Vendola,

le vicende accadute nelle ultime settimane nella regione Puglia in materia di caccia sono di una gravità estrema.

La delibera di Giunta che ha allungato la stagione venatoria a varie specie di uccelli è un atto  clamorosamente illegittimo e ingiustificabile e, cosa ormai testimoniata dalla ampia documentazione da noi raccolta, programmato già da tempo in maniera che potessero evitarsi  ricorsi amministrativi e pareri dell’autorità scientifica.

Ignorata la scienza, calpestate le regole, danneggiata la fiducia dei cittadini: in Puglia si è consumato non solo un grave e irreparabile danno alla natura, tuttora colpita in una fase delicatissima dei propri cicli biologici, ma un vero e proprio scempio del diritto, di quelli che lasciano attoniti soprattutto perché prodotti da chi dovrebbe dare esempio e fare esercizio quotidiano di buona amministrazione e buona società.

E’ lecito domandare un’Italia migliore se in prima persona e così palesemente manchiamo di rispetto alle regole e infrangiamo lo stato di diritto?

Abbiamo chiesto a Lei, Signor Presidente, e all’assessore Stefàno, di intervenire con immediatezza  e sanare questa gravissima situazione, annullando la delibera illegittima, come peraltro prescrive l’articolo 97 della Costituzione italiana consentendoLe l’esercizio del potere di autotutela. Abbiamo cioè chiesto un atto concreto e assolutamente dovuto, diremmo ovvio, nonché un’assunzione di responsabilità in particolare da parte dell’Assessore Stefàno, che ha peraltro l’onere aggiuntivo di rappresentare la Conferenza delle Regioni in materia di caccia.

Ci rammarica molto dover notare, signor Presidente, che nessun segnale è da Lei giunto.

Le associazioni scriventi, con una scelta sofferta, dolorosa e non poco contrastata, hanno deciso di sospendere momentaneamente le azioni previste, ivi incluse quelle giudiziarie per gli abusi e i danni ambientali consumatisi e prodotti con questa tristissima vicenda.

Tale decisione, e il grande senso di responsabilità che la accompagna, sono unicamente dovuti all’impegno preso dall’assessore Stefàno nel corso dell’incontro svoltosi a Roma lunedì 24 gennaio, di considerare quella accaduta una vicenda molto negativa ma da superare immediatamente, già con la previsione del prossimo calendario pugliese e con i lavori più generali per garantire che le leggi, le regole e le indicazioni dell’autorità scientifica nazionale siano, a partire dalla Puglia, pienamente rispettate e applicate in tutte le Regioni.

La tutela degli animali selvatici e della natura non rappresenta un desiderio astratto, né un obiettivo di grado secondario ma un dovere costituzionale, un obbligo giuridico, una necessità della scienza e della cultura. Gli animali selvatici, patrimonio indisponibile dello Stato, sono un bene comune, un mondo di bellezza, varietà e vitalità straordinaria. Crediamo sia ormai tempo di strapparli alle logiche opache dei più bassi giochi di parte, per restituirli alla comunità intera e a sé stessi, come essa e loro meritano.

Roma, 27 gennaio 2011

CACCIA, REGIONE PUGLIA DICHIARA GUERRA AGLI ANIMALI SELVATICI. INTERVENGA VENDOLA.

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ANIMALISTI ITALIANI – ENPA – LAC – LAV – LIPU
 – VAS – VITTIME DELLA CACCIA – WWF

“La Giunta regionale, su proposta dell’Assessore Stefàno, autorizza una modifica illegittima del calendario venatorio,dando luogo ad un vero e proprio reato istituzionalizzato. Un fatto vergognoso, intervenga immediatamente Vendola”

Le Associazioni chiederanno che siano accertate davanti all’autorità giudiziaria le responsabilità collegiali

“Il Presidente della regione Nichi Vendola intervenga immediatamente e faccia annullare le modifiche al calendario venatorio regionale per evitare la consumazione di un reato istituzionale: la intenzionale sottrazione indebita di patrimonio indisponibile dello Stato”.

Lo scrivono le associazioni Animalisti italiani, ENPA, LAC, LAV, LIPU, VAS, Vittime della caccia, WWF  dopo la decisione della Giunta regionale della Puglia di prolungare la stagione venatoria ai tordi e alla beccaccia fino al 30 gennaio, contro la legge nazionale ed il parere dell’autorità scientifica.

Con la delibera varata ieri dalla Giunta regionale in seduta straordinaria, su proposta dell’Assessore all’Agricoltura Dario Stefàno, si è consumato un atto clamorosamente illegittimo che corrisponde ad una sottrazione indebita di patrimonio dello Stato: permettere l’abbattimento di animali selvatici in periodo di massimo divieto di caccia, così come stabilito dalla direttiva Uccelli (articolo 7.4), dalla legge nazionale 157/1992 (art. 18, comma 1 bis) e dal parere tecnico, obbligatorio per legge, dell’ISPRA, l’autorità scientifica nazionale”.

Il gravissimo atto della Giunta regionale aveva avuto come premessa, pochi giorni prima, il voto favorevole del Comitato Venatorio regionale, che peraltro dichiarava apertamente di non aver chiesto il parere dell’ISPRA. Un parere che sarebbe stato senz’altro negativo, perché l’ISPRA si è già espresso con il documento ufficiale del luglio 2010 nel quale si chiarisce quali sono i tempi massimi di chiusura della caccia alle varie specie.

Se il Comitato venatorio pugliese ha dunque consapevolmente ignorato le indicazioni dell’ISPRA, la Giunta regionale è andata oltre, riunendosi in seduta straordinaria e accogliendo senza esitazioni la richiesta dello stesso Comitato venatorio regionale, modificando il calendario in modo da consentire la caccia a tordi e beccacce in periodo vietato dalla legge.

Gravissima in tutto questo la responsabilità dell’Assessore Stefàno che, pur consapevole degli obblighi regionali, non solo ha consentito l’operazione ma l’ha addirittura proposta e avallata, in un’operazione che denuncia tutta la subalternità di un certo mondo amministrativo nei confronti delle lobby venatorie.

Siamo in sostanza di fronte ad un atto vergognoso, di una gravità estrema, che si prende gioco della legge, delle regole e delle istituzioni, ma che costituisce anche un danno oggettivo e irrimediabile a quel patrimonio indisponibile della collettività rappresentato dagli animali selvatici.

Chiediamo dunque al Presidente della Puglia Nichi Vendola di intervenire immediatamente per esercitare il potere di autotutela che gli compete per far annullare, senza perdere un solo istante, l’illegittima delibera della Giunta, per impedire la consumazione di quello che si configura come un vero e proprio reato istituzionalizzato, di cui le Associazioni non mancheranno di chiedere i danni per la lesione dei propri interessi”.

In caso di inerzia le associazioni si rivolgeranno alle autorità giudiziarie competenti per fare accertare la responsabilità collegiale dell’organo che ha  intenzionalmente approvato tale provvedimento, macroscopicamente illegittimo chiedendo al contempo misure cautelari urgenti idonee a preservare l’integrità del patrimonio indisponibile dello Stato, ed impedire così gli illeciti abbattimenti.

19 gennaio 2011
UFFICIO STAMPA LIPU-BIRDLIFE ITALIA

CACCIA, saldi di fine anno nel Consiglio Regionale pugliese !

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Colpo di mano sulla Legge Regionale al Bilancio : via libera alla caccia nel PARCO delle GRAVINE.
Le Associazioni preannunciano battaglia.

E’ stata votata ieri la Legge Regionale per il Bilancio ma si è trasformata nell’occasione, tanto grave quanto immorale, di colpire il Parco Regionale delle Gravine attraverso un pessimo emendamento che ne modifica la Legge istitutiva.

Dalle norme di salvaguardia, infatti, viene cancellato il divieto di caccia e quello di accesso con mezzi motorizzati sulle strade non segnate. Quindi si configurerebbe un assurdo controsenso per cui in un’area protetta i cacciatori sarebbero liberi di sparare e scorazzare a destra e a manca.

L’obiettivo è ovviamente quello di regalare territorio libero ai cacciatori, in ossequio a una mercificazione elettorale, approfittando del ricatto dell’approvazione di una legge di notevole importanza.

Cui prodest ?

La genesi dell’emendamento si riconduce evidentemente a qualche Consigliere regionale che ha il proprio bacino elettorale tra i cacciatori. Ma non hanno fatto mancare il disinvolto appoggio consiglieri sia di maggioranza che di opposizione. A breve sarà nota la “blacklistdi coloro che hanno votato l’emendamento.

Le Associazioni in difesa del Parco Regionale preannunciano che non staranno con le mani in mano e, intanto, mettono in luce la grave ignoranza alla base dell’iniziativa normativa e le pesanti conseguenze che potrebbero derivare proprio per gli stessi cacciatori.

La legge regionale sulle aree protette, infatti, prevede il divieto di caccia all’interno dei Parchi. Divieto confortato anche dalla Legge quadro nazionale (e sovraordinata !) n.394 sulle aree protette.

La goffa iniziativa degli estensori dell’emendamento, quindi, porrà imbarazzo tra le Istituzioni regionali e le Autorità (es. Corpo Forestale dello Stato, altri organi di PG e Magistratura) che avranno comunque l’obbligo di perseguire penalmente quei cacciatori sorpresi a esercitare attività venatoria nell’area protetta. Questo produrrà situazioni di confusione che non gioveranno né ai cacciatori e tanto meno all’intera comunità del Parco.

Rimane comunque tutta la gravità di una iniziativa politica cui le Associazioni chiedono conto e contro la quale si mobiliteranno.

Intanto è da registrare il voto contrario dei membri di Governo Regionale, a cominciare dall’Assessore Barbanente che ha immediatamente e pubblicamente preso le distanze da questo maldestro “contributo” alla Legge regionale di Bilancio.

Tale posizione rispecchia etica politica e riscuote il pieno apprezzamento dell’Associazionismo che, ora, però, chiede a Vendola e ai Partiti (di maggioranza e opposizione) se intendono porre rimedio o pensano di mantenere agli occhi dell’opinione pubblica questo vero e proprio esempio di MALAPOLITICA.

Bari, 29.12.2010
Coordinamento provinciale del Parco delle Gravine          
Federazione Speleologica Pugliese
Italia Nostra Puglia
Legambiente Puglia
LIPU Puglia
Società Speleologica Italiana
WWF Puglia

Zone di Addestramento Cani aperte allo sparo tutto l’anno per i cacciatori

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Giovedì 28 (domani) si valuteranno numerose richieste di istituzione in Provincia di Foggia

 La LIPU interviene perché almeno siano evitate in aree sensibili.

La normativa sulla Caccia prevede, tra i vari istituti faunistico venatori (Oasi di protezione, Riserve di caccia, Zone di Ripopolamento, ecc.) anche le cosiddette ZAC, Zone Addestramento Cani. Si tratta di aree dove i cacciatori vanno ad addestrare i propri cani alla caccia attraverso l’abbattimento di fauna appositamente liberata allo scopo, pagando il concessionario della ZAC. Esse sono istituite dalla Regione, dopo il parere della Provincia.

Le ZAC si dividono in due categorie, una delle quali consente tutto l’anno l’attività di sparo e abbattimento, quindi senza limitazioni temporali come invece è per l’attività di caccia ordinaria circoscritta tra settembre e gennaio.

La LIPU è in linea di principio contraria, quanto meno, a quest’ultima categoria di ZAC poiché lo sparo tutto l’anno concesso in queste aree incide sui territori di riproduzione e di alimentazione per la fauna selvatica a causa del disturbo cosi perpetrato anche oltre il periodo venatorio classico. E non è di poco conto, vista la gran quantità di tali istanze.

La LIPU ha chiesto alla Provincia che le numerose richieste di tali ZAC risparmiassero le aree maggiormente sensibili e che si procedesse a una valutazione di insieme di tutte le richieste nel loro complesso.

In passato si è assistito a concessioni discutibili in zone di particolare interesse, a ridosso di aree protette o vincolate, pur con la contrarietà espressa dalla LIPU ed altre associazioni, ma a volte anche da parte di alcune organizzazioni di cacciatori. Infatti queste ZAC, aperte a interessi particolari tutto l’anno, sono invece interdette alla caccia ordinariamente effettuata nel solo periodo consentito e dovrebbero destare nel mondo venatorio non poco sconcerto, soprattutto quando si tratta di ZAC di notevole estensione o su terreni pubblici, dove, quindi, convergono interessi di ambientalisti e cacciatori, interessi collettivi per quanto di diversa natura.

E’ il caso delle ultime sedute del Comitato Tecnico Faunistico Venatorio della Provincia di Foggia, dove sono in discussione varie ZAC in agro di Candela, Lesina, Orsara, Manfredonia, Alberona e che si aggiornerà in merito proprio giovedì 28 p.v. (domani ndr).

La LIPU aveva salutato con soddisfazione il rigetto di una delle richieste in agro di Manfredonia, loc. Salinetri, a ridosso delle Zone umide e del Parco Nazionale del Gargano, poiché ricadente all’interno della ZPS (Zona di Protezione Speciale) e SIC (Sito di Importanza Comunitaria), oltre che dell’IBA (Important Bird Areas) ivi presente.

Per contro una ulteriore ZAC in agro di Manfredonia, loc. Roncone, è individuata anch’essa a qualche centinaio di metri dalle zone umide e dal perimetro del Parco Nazionale del Gargano,  del SIC e della ZPS ma ricade pienamente all’interno dell’area IBA, con presenza di specie protette che verrebbero cosi “sfrattate” dalla perenne attività di sparo.

Come se non bastasse, un’altra delle ZAC proposte è individuata sul Bosco Mezzana, agro di Alberona, anch’essa in una area IBA (“Monti della Daunia”). In questo caso si aggiunge la circostanza della naturalità del sito, della notevole estensione (circa 50 Ha) e della proprietà pubblica del territorio che l’Amministrazione di Alberona ha incredibilmente reso disponibile allo scopo, sottraendolo di fatto agli interessi collettivi.

Proprio per questo il Comitato aveva espresso parere negativo ma ancora contestato dal richiedente, rappresentante di una locale associazione di cacciatori.

Quanto sopra è stato oggetto di una accurata e articolata missiva che la LIPU, ha trasmesso il 18 ottobre scorso agli uffici della Provincia, per altro ribadendo quanto già evidenziato nel marzo 2009. In base a precise sentenze della Corte di Giustizia Europea le IBA (individuate in Italia dalla LIPU e in Europa da altre associazioni ornitologiche) rappresentano il riferimento scientifico nella designazione delle ZPS e sono giuridicamente equiparate ad esse. In tale ottica devono essere “…adottate misure idonee a prevenire (omissis) il deterioramento degli habitat, nonché le perturbazioni dannose gli uccelli….” .

Mentre le proposte di ZAC citate sono sprovviste perfino di Valutazione di Incidenza, strumento di verifica ambientale d’obbligo per gli interventi che possono avere effetti significativi all’interno o a ridosso dei SIC e ZPS.

Per la LIPU, quindi, la prossima seduta di giovedì (domani) del Comitato Tecnico Faunistico Venatorio presso la Provincia sarà la cartina al tornasole con cui emergerà chiaramente se vi sarà il favore di pochi a scapito dei tanti o se saranno accolte le tesi evidenziate nell’ottica del buon governo del territorio.

Foggia 27.10.2010                                          LIPU – Sezione prov.le Foggia