Rinnovabili: dal Governo ennesimo atto ostile con nuovi impianti imposti

Puglia presa ancora a pesci in faccia. Anche se ha già il DOPPIO di autorizzazioni sul target!

Il Governo colpisce ancora con la imposizione manu militari di ulteriori 11 impianti energetici al Sud, in quella che fu la Puglia di Federico II, ormai devastata. È una procedura per superare il dissenso di Soprintendenze o altri enti ma in realtà con la compiacenza di amministratori regionali ed enti locali che fanno spallucce. Muti. Se non complici. Una mera formalità sbrigata in 3 min e mezzo, preconfezionata dal Min. Ambiente e approvata in Consiglio dei Ministri (quello degli impianti approvati è uno dei 14 punti trattati in 50 min). Tanto vale il territorio pugliese.

Nuovi, enormi  impianti che SI AGGIUNGONO

  • ad altri già IMPOSTI con lo stesso, odioso metodo, dal 2021 (vedasi allegato), sempre sugli stessi territori di Puglia (e Basilicata, accomunata dallo stesso destino infame);
  • a quelli approvati direttamente dal Min. Ambiente senza problemi di dissenso;
  • a quelli approvati dalla Regione e soprattutto dalle province pugliesi delegate improvvidamente dalla stessa Regione. Quella di Foggia, l’Ente Provinciale più mercenario d’Italia con la valanga di autorizzazioni rilasciate ai benefattori delle energie green dal preposto “Ufficio REGALI Ambientali”, invece di mobilitarsi, come le altre, in opposizione all’aggressione;
  • agli impianti già REALIZZATI da 25 anni, in spregio del territorio. 1800 grattacieli eolici solo in Capitanata. Oltre a migliaia di ettari ingoiati dalla lebbra fotovoltaica, oggi con l’inganno vergognoso dell’agrivoltaico, da stazioni elettriche, piste elettrodotti, container di batterie…

E meno male che la Puglia ha già OGGI oltre il doppio (il DOPPIO !), di capacità AUTORIZZATA rispetto al target di 7.384 MW di capacità aggiuntiva previsto al 2030! – chiosa Enzo Cripezzi della LIPU pugliese, che aggiunge – Denunciamo da sempre procedure distorte e ridicole, con dati che smentiscono senza appello i piagnistei delle procedure “bloccate”. Qual è il disegno osceno dietro questa mostruosa svendita territoriale se non quello di ossequiare una miserabile contrattazione di territorio in cambio di briciole, da chi ne ricava lucrosi introiti finanziari ?

Insomma, falchi, allodole, occhioni e pernici di mare… la preziosa  biodiversità degli ecosistemi agricoli e pastorali spazzata via, perfino nei siti riproduttivi.  E ulteriori paesaggi agricoli buttati nello sciacquone dell’indifferenza, industrializzati senza vergogna. Non resta che celebrare le esequie per quello che fu il celebrato PPTR – Piano Paesaggistico Territoriale Regionale pugliese e con esso tutti i valori territoriali.

O chissà che il neo governatore pugliese Decaro voglia stupirci e fare qualche un ricorso. Uno. Almeno UNO, contro queste autorizzazioni. E magari nominare addirittura un vero assessore all’ambiente e territorio ponendo fine a un disinteresse indecoroso. Quella del soprammobile non è mai una buona politica.

Foggia, 12.12.2025                                          LIPU odv – coord della Puglia

Di seguito estratto del comunicato del Governo in narrativa

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Comunicato stampa del Consiglio dei Ministri n. 151 – 11 Dicembre 2025

Il Consiglio dei Ministri si è riunito giovedì 11 dicembre 2025, alle ore 18.02 a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente Giorgia Meloni. Segretario, il Sottosegretario alla Presidenza Alfredo Mantovano.

…OMISSIS…

PRODUZIONE DI ENERGIA DA FONTI RINNOVABILI

Il Consiglio dei Ministri, ai sensi dell’articolo 5, comma 2, lettera c-bis), della legge 23 agosto 1988, n. 400, e dell’articolo 7 del decreto-legge del 17 maggio 2022, n. 50, ha espresso il parere favorevole, con valore di valutazione di impatto ambientale (VIA), in merito ai progetti relativi alla realizzazione di undici impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili, localizzati nel territorio della Regione Puglia:

    impianto agrivoltaico, denominato “Frutti antichi Troia”, di potenza nominale pari a 21.890 kWp e delle relative opere di connessione, da realizzarsi nel comune di Troia (FG);

    impianto agrivoltaico e delle relative opere di connessione alla RTN, di potenza nominale pari a 80 MW, da realizzarsi nei Comuni di Torremaggiore (FG) e San Severo (FG);

    impianto agro-fotovoltaico integrato con allevamento ovicaprino, avente potenza pari a 49,912 MW combinato con sistema di accumulo di energia elettrica di 25 MW, per una potenza complessiva ai fini della connessione pari a 75 MW, sito nel comune di Manfredonia (FG), località “Panetteria del Conte”;

impianto fotovoltaico e delle relative opere di connessione da realizzarsi nel Comune di Manfredonia (FG), in località Monachelle;

impianto agrivoltaico della potenza di 140,66 MW e delle relative opere di connessione alla RTN da realizzarsi nel comune di Cerignola (FG);

    impianto agrivoltaico di potenza pari a 33,908 MW, delle relative opere di connessione e di un impianto di accumulo (BESS) di potenza complessiva pari a 5 MW, da realizzarsi nel comune di Castellaneta (TA);

    impianto agrivoltaico di potenza nominale pari a 60 MW, da realizzarsi nel comune di Rignano Garganico (FG), in Località Saldoni, e di San Marco in Lamis (FG);

    impianto agrovoltaico, denominato “FV Cerignola”, da realizzarsi nel Comune di Cerignola (FG), con opere di connessione alla rete site anche nel Comune di Ascoli Satriano (FG);

    impianto agrovoltaico della potenza nominale pari a 96,83 MW, da realizzarsi nel comune di Ascoli Satriano (FG), in località contrada Perillo e delle opere di connessione alla rete, da realizzarsi anche nel comune di Melfi (PZ);

    parco agrovoltaico denominato “Celone 02”, integrato da un progetto di riqualificazione agricola, della potenza di 38,0016 MWp, da realizzarsi nel comune di Foggia;

impianto agrivoltaico della potenza di 63,86 MW e delle relative opere di connessione alla RTN, nel Comune di Mesagne (BR) e Brindisi (BR).

…OMISSIS…

Il Consiglio dei Ministri è terminato alle ore 18.53.

Territorio e rinnovabili: conferenza pubblica

Lipu , Italia Nostra, La Società Civile, Comitato No Eolico Selvaggio e altre associazioni, invitano alla Conferenza pubblica martedi 22 luglio ore 18, presso la Sala Rosa del Palazzetto dell’Arte in Foggia:  PROLIFERAZIONE DI CENTRALI ENERGETICHE DA FONTE RINNOVABILE. ALTERAZIONI DEL TERRITORIO IN CAPITANATA E DINTORNI: ULTIMO ATTO !

La conferenza vuole essere l’ennesimo momento di denuncia della situazione insostenibile di colonizzazione indiscriminata del territorio e di ultima istanza ad amministratori e politici, ma anche alla comunità e ai media, per una riforma normativa restrittiva per salvare il salvabile del territorio dalla speculazione.

Sarà presentata la Carta di Fiorentino, attorno alla quale aggregare la società civile e invocare atti concreti nel segno dell’amore identitario che Federico II ebbe per queste terre.

LEGGE SUL DEMANIO COSTIERO. FUGA IN AVANTI O MEGLIO FUGA ALL’INDIETRO

La proposta di legge sul demanio costiero, presentata presso il Consiglio regionale della Puglia il 16 maggio scorso, è stata accusata di fare una fuga in avanti rispetto ai tempi necessari per una legge che si occupa di una materia così delicata.

Ci pare, invece, che si tratti di una fuga all’indietro verso la cancellazione di tutte le forme di tutela previste dall’art 14 “Norme di salvaguardia e direttive per la pianificazione costiera” della legge vigente, quali quelle sulle dune, sulle foci dei fiumi, sulle aree archeologiche, sulle aree a rischio di erosione in prossimità di falesie, ecc.. A distanza di dieci anni dall’approvazione di questa legge, è ormai evidente ed acclarato che esiste un enorme problema di arretramento ed erosione costiera che interessa proprio le spiagge sabbiose, ignorato totalmente dalla proposta di legge. Le tutele previste dall’art. 14 della legge vigente compongono un quadro unitario di tutela della costa al quale si riconosce un valore non negoziabile e che richiede una pianificazione organica di livello regionale. Quale può essere il senso di cancellarle se non quello di aprire nuovi scenari di utilizzazione speculativa? La proposta annulla il piano coste regionale, sostituendolo con un “quadro di assetto regionale” di valenza esclusivamente conoscitiva e demandando quindi ai soli comuni la pianificazione delle aree del demanio marittimo. Si tratta di una decisione quanto meno incoerente rispetto a una evidente criticità della legge precedente, ossia il numero esiguo di comuni dotati di piano comunale delle coste. In assenza di un piano regionale, lo scenario che si prospetta è una pianificazione a macchia di leopardo e fatta di singoli piani non coordinati in termini di metodo, contenuti e tutele. Per averne conferma è sufficiente considerare che tutte le tutele previste dalla legge precedente sono sostituite in questa proposta da un articolo che così recita:

È vietato il rilascio di concessione demaniale marittima nelle aree che, per condizioni di fatto e di diritto, risultano inutilizzabili e non fruibili.

Si tratta, con ogni evidenza, di una formulazione molto vaga, che si presta a una varietà quanto mai ampia di interpretazioni possibili. Ma vi è di più. Definire le condizioni di fatto e diritto, così come definire cosa è inutilizzabile e non fruibile, è lasciato alla creatività dei comuni. Peraltro, lasciare ai comuni questa competenza rischia di generare non solo disordine gestionale ma anche forte conflittualità interpretativa tra i vari comuni, conflittualità e disordine gestionale dei quali non si avverte proprio il bisogno.

La mancata approvazione dei Piani Comunali delle Coste da parte dei comuni (solo 8 su 69 Comuni costieri in Puglia ne sono dotati) pare essere, a detta del proponente, la motivazione alla base di questa proposta. L’allergia alla pianificazione è però un problema comune che prescinde dalle procedure, ad es. per quanto riguarda i PUG solo 28 su 258 Comuni sono vigenti, su 20 aree protette regionali solo due hanno il piano del parco. Il problema, quindi, non pare essere il percorso di approvazione ma forse qualcosa di più complesso che richiederebbe analisi approfondite.

In realtà, questa proposta più che semplificare pare gravare i Comuni di maggiori oneri propedeutici all’approvazione del Piano Comunale delle Coste. Ai sensi dell’art. 15 Direttive per la pianificazione costiera, essi devono individuare, perimetrare e tipizzare, in base alla morfologia, le aree di costa e i prospicienti specchi acquei destinati alla balneazione, redigere e approvare uno o più regolamenti per la disciplina degli interventi edilizi sul demanio, disciplinando aree già pianificate nella pianificazione urbanistica comunale e, inoltre, devono redigere ed approvare un Programma di Manutenzione della Costa potenzialmente devastante se non se ne delineano a priori principi e regole nel senso della tutela. Inoltre la quota di spiaggia libera viene ridotta dal 60 al 50%, incrementando la quota per i privati.

Dulcis in fundo, come sopra accennato, la proposta prevede all’art. 3 l’approvazione da parte della regione del Quadro di Assetto del Demanio Costiero a cui seguirà un regolamento, indispensabile per l’operatività della legge, da approvare entro novanta giorni. Invece, per il Quadro di Assetto, propedeutico al regolamento, non sono indicati tempi certi. Si rischia, quindi, che questi atti indispensabili siano approvati chissà quando, considerata la prossimità delle elezioni della prossima giunta regionale. E qui la fuga in avanti pare essere molto ma molto avanti nel tempo.

In questo quadro, la costa è un bene collettivo di elevata vulnerabilità e grande importanza socioeconomica e ambientale: dalla difesa idrogeologica alla fruizione paesaggistica, dalla salvaguardia della biodiversità allo sviluppo turistico, ecc. È per questo che non si può fare a meno di un Piano regionale che contemperi i diversi interessi e assicuri una visione di insieme per una gestione coordinata e sostenibile delle coste pugliesi.

Occorre in particolare tener conto della rilevanza sociale, ricreativa, culturale assunto dal territorio-spiaggia negli ultimi decenni, tanto da renderla, da ambito marginale e “non utile” un bene fondamentale e irrinunciabile delle intere comunità locali e dei territori afferenti la costa, per 365 giorni l’anno e ben oltre la sola balneazione.

Infine, desta perplessità l’iter seguito nella costruzione della normativa, che si è significativamente discostato dagli indirizzi programmatori precedentemente delineati dalla Giunta regionale. Tale scelta appare ancor più singolare se si considera il contesto in cui è maturata: una fase conclusiva della legislatura, particolarmente delicata sul piano politico e istituzionale, a ridosso di un’importante scadenza elettorale. Un simile scostamento, in un momento tanto sensibile, rischia di compromettere la trasparenza e la coerenza dell’azione amministrativa, sollevando interrogativi sulla sua opportunità e legittimità sostanziale.

Per le ragioni sin qui sommariamente esposte, le associazioni firmatarie chiedono il ritiro della proposta di legge regionale sul demanio costiero.

Bari, 22.05.25 

LEGAMBIENTE PUGLIA  –  LIPU PUGLIA  –  WWF PUGLIA

Rinnovabili. Provincia di Foggia, provincia degli orrori !

Associazioni e comitati si aggregano per invocare interventi istituzionali

In Capitanata si sta consumando la più grave speculazione territoriale di sempre che rischia di completare la omologazione della Daunia a mero ricettacolo industriale di pale e pannelli, stazioni elettriche, strade, elettrodotti.

Pochi lo sanno ma innumerevoli progetti del valore di centinaia di milioni di euro (per i proponenti) continuano a passare tra le mani autorizzative dell’Ufficio Ambiente della Provincia di Foggia (da anni improvvidamente delegata allo scopo dalla Regione), con valutazioni ambientali disinvolte e senza alcun tutoraggio politico né controllo sociale (i consiglieri non rispondono ad elezioni dirette).

Ma la Capitanata è già schiacciata da quasi 1700 grattacieli eolici, qualche migliaio di ettari di fotovoltaico e pesanti opere accessorie, sia in esercizio oltre che autorizzati e in attesa di realizzazione.

Si aggiungono procedure autorizzative di competenza Ministeriale o Comunale, ognuna  avulsa dall’altra! La Regione, invece, continua a guardare. Al limite partecipa passivamente ai procedimenti imposti dal Governo.

E’ quindi gravissimo il tradimento che l’Ente Provincia perpetua alla sua comunità: invece di mobilitarsi come ente di raccordo territoriale (e come accade altrove in Italia!!) per far fronte ad un fenomeno indubbiamente aggressivo e fuori controllo, diventa essa stessa “carnefice” nel chiuso degli uffici VIA, con la elusione sistematica dei valori territoriali ad ogni istruttoria autorizzativa.

La biodiversità è “affettata” o sfrattata. Il paesaggio e gli assetti urbanistici, destrutturati. Il turismo delle aree interne e rurali, delle masserie storiche, dei Tratturi regi è ridicolizzato. I campi del “granaio d’Italia, strumentalmente sguarniti di tutele e con un comparto in crisi, favoriscono i “benefattori” che spadroneggiano, in spregio delle più elementari regole di concertazione e pianificazione.

Ma in gioco è anche l’identità della Daunia, appesa a un filo: la Provincia di Foggia sta approvando mega impianti che spazzeranno via pure i contesti della Torre di Tertiveri, di Castelpagano, del castello di Lucera e perfino di Castelfiorentino, simbolo della medievalità, dove mori  Federico II. Fino a ieri tutelati da fasce di 10 km , oggi aggrediti dalle istanze spregiudicate delle società.

Sullo sfondo una Regione che si appresta a emanare una Legge Regionale sulle aree idonee e non idonee in materia di insediamenti rinnovabili. Un provvedimento tardivo, sulla scorta delle nuove norme quadro. Ma è un DDL che pare dettato dalle stesse società : invece di recuperare decenni di lacune pianificatorie, cancella le flebili e insufficienti  tutele odierne.

Mo Avast !  (Ora Basta)…

è lo slogan ma anche l’imperativo, intorno al quale si stanno aggregando associazioni e cittadini della Capitanata (comitati, agricoltori espropriati o resistenti… oltre ad associazioni che in Capitanata si sono storicamente battute per il rispetto del territorio: LIPU, Italia Nostra, FIAB, Conalpa, VAS….) per una rinnovata protesta. Intanto con un primo, simbolico Sit-In proprio avanti all’Ente Provincia, stamani, alla presenza dei media più sensibili che hanno rilanciato la rivendicazioni manifestate.

Le rinnovabili non possono essere totalizzanti e prevalenti su tutto. Non possono continuare ad essere imposte manu militari, con la logica di un cancro ed espandersi al ritmo di metastasi.

In definitiva la Daunia non può continuare ad essere la prostituta delle società energetiche.

Il gruppo “Mo Avast” ora chiede di conoscere da che parte sta la politica. E se intende farla, la sua parte!

Foggia, 7.3.25                                                                                Gruppo “Mo Avast

Rinnovabili: è disastro ambientale !

E in regione arriva la legge Sfascia Puglia.

La più grande speculazione territoriale (e finanziaria) del Paese. Dopo 240 MLD di incentivi (solo quelli diretti) assicurati alle società delle energie “pulite”, il celebrato territorio rurale del Mezzogiorno sprofonda senza freni nel più totale saccheggio, con la scandalosa complicità istituzionale.

La Puglia si distingue per ignavia e predazione sistematica dei valori paesaggistici, naturali, storici e identitari. Solo in Capitanata quasi 1700 grattacieli eolici alti fino ad oltre 200 m (destinati ad aumentare con le autorizzazioni continuamente rilasciate). Si aggiungono qualche migliaio di ettari di “laghi grigi” di fotovoltaico. Ovunque elettrodotti, ulteriori elettrodotti in alta tensione di Terna, strade di servizio, sottostazioni e stazioni elettriche grandi come quartieri. Tutto a suon di espropri e alterando gli equilibri democratici delle piccole comunità, con il penoso  do ut des delle royalties. Il resto della Puglia segue a ruota con enormi territori già martoriati, dalle aree di pre Murgia a tutto il Salento e al Tarantino. Per di più centinaia di progetti sono in iter.

La Regione si era dotata del Regolamento Regionale 24/2010 e del PPTR (Piano Paesaggistico Territoriale Regionale) nel 2015. Due provvedimenti di grande spessore ma perennemente sotto attacco da parte delle società energetiche e insufficienti a contenerne l’ingordigia. Purtuttavia mai irrobustiti dalla politica regionale affinché le tutele fossero severamente rispettate !

In ossequio al quadro normativo statale, ora le Regioni hanno un obbligo: emanare una legge che identifichi (almeno a babbo morto) aree idonee e (quel che rimane delle) aree non idonee per l’insediamento entro il 2030 di ulteriori 80.000 MW di potenza rinnovabile rispetto all’installato al 2020. Malgrado gli impianti già realizzati, alla Puglia spettano la bellezza di ulteriori 7.384 MW (anche offshore).

Dopo anni di lassismo ci si aspetterebbe uno straccio di responsabilità! – evidenzia Enzo Cripezzi della LIPU pugliese – E invece? Il disegno di legge (222 del 23.10.24) proposto dalla Giunta alla (finta) concertazione sociale e al Consiglio regionale, NON apporta tutele concrete e addirittura va ad amputare il già misero quadro di tutele esistenti, condanna a morte le residue aree rurali. Una norma che fa a pezzi il PPTR e se ne frega di aree IBA, visuali paesaggistiche, biodiversità e contesti rurali. Una legge sfascia Puglia!”.

A peggiorare la situazione, il ricorso di fameliche società energetiche al TAR Lazio. Contestano il DM quadro (DM MASE 21.6.24) reo di concedere questi spazi di manovra alle Regioni. In attesa della decisione (il 5 febbraio), le società avevano chiesto pure la sospensiva su questa potestà di legge regionale. Su quest’ultimo aspetto il Consiglio di Stato ha concesso tale interdizione ma solo sulle aree idonee, in attesa della decisione al TAR. Intanto gli iter autorizzativi corrono e ipotecano altri territori. Regione muta. Mentre la pseudo narrazione sulle rinnovabili salvifiche imperversa per condizionare i consessi decisionali.

La LIPU ha espresso le proprie osservazioni al DDL regionale. 70 pagine comprensive di allegati a supporto, richiamano oltre 20 anni di far west e le conseguenze ulteriori di un simile provvedimento, invocando correttivi e tempestività, per rendere più indolori possibili le ulteriori migliaia di MW da installare.

La Regione dovrebbe portare rispetto alla comunità pugliese: Giunta, commissioni consiliari e consiglieri la smettano di odiare la Puglia. La smettano di consegnare quel che ne rimane alla prostituzione energetica, spacciata per transizione. Rendano conto sulle contestazioni mosse al DDL e approvino i correttivi!

4.2.2025                                               LIPU odv – coord. della Puglia

Conoscere i siti Natura2000 marini e costieri con la LIPU:

Passeggiata Birdwatching a Ippocampo

In occasione del Natura 2000 Day, la giornata europea della Rete Natura 2000 che si celebra il 21 maggio, la Lipu organizza una serie di eventi, tra cui questo, dedicati alla scoperta e alla conoscenza dei siti marini Natura 2000.

La Lipu lavora da molti anni all’individuazione delle aree più importanti per gli uccelli marini, le cosiddette IBA, e ne propone la designazione come siti Natura 2000, sia sulla terraferma che in mare.

L’evento è promosso nell’ambito del progetto LIFE A-MAR NATURA 2000, di cui la Lipu è partner insieme a: – Federparchi – Europarc Italia, associazione capofila del progetto; – Triton Research, un’organizzazione specializzata in progetti e comunicazione sull’ambiente marino; – Fundaciòn Biodiversidad, una fondazione pubblica del Ministero dell’Ambiente per la Transizione Ecologica e la Sfida Demográfica in Spagna. Il progetto è finanziato dal Programma LIFE, lo strumento che l’Unione Europea utilizza per finanziare progetti di conservazione della natura e dell’ambiente, ed è co-finanziato dal Parco nazionale dell’Asinara, dal Parco nazionale dell’Arcipelago toscano e dal Parco nazionale delle Cinque Terre.

La Rete Natura 2000 è una rete europea di aree protette, la più grande al mondo, che racchiude migliaia di piccoli siti individuati per la conservazione della biodiversità, che tutelano habitat e specie, sia piante che animali, rare o minacciate in Europa. Questi siti svolgono quindi un ruolo fondamentale nella tutela della biodiversità europea e del nostro paese. La rete Natura 2000 si estende sia a terra che a mare. Tra gli animali che vivono in ambiente marino ci sono anche molte specie che volano sulla superficie, gli uccelli marini, che passano quasi tutta la loro vita in mare e toccano terra ferma solo per riprodursi. Per questo il progetto LIFE A-MAR NATURA 2000 ha l’obiettivo di diffondere la conoscenza dei siti Natura 2000 marini, promuovere presso gli enti di gestione l’individuazione a l’attuazione di misure di conservazione efficaci, e informare le persone che fruiscono dei siti Natura 2000 costieri e marini (dai pescatori, gestori di attività ricettive/turistiche/nautiche ai turisti, diportisti, ecc.) riguardo alle buone pratiche da mettere in atto per arrivare a una gestione più sostenibile delle attività umane e a un equilibrio tra queste e la fattiva conservazione della biodiversità tutelata dalla Rete Natura 2000.

L’evento di oggi, organizzato per festeggiare il Natura 2000 Day, è finalizzato quindi non solo a scoprire questi siti, l’importanza e la bellezza di questi luoghi, ma anche a capire cosa possiamo fare noi per proteggerli. L’appuntamento è Domenica 19 Maggio alle 9.45, località Ippocampo, bar ristorante “La Masseria” – SS159, km 10,805 (Manfredonia) – la partecipazione è gratuita, preavvisando al 389 7686760 (cell e WA) o via Messenger dalla pagina FB della Lipu Capitanata

Foggia, 16.5.2024                                      LIPU odv – Sezione prov.le Foggia

Rinnovabili. Ecco l’ “Elenco della Vergogna” nascosto alle comunità.

LIPU: Puglia prostituita tra prepotenze di Governo e ipocrisie di Regione e Province.

Con le falsità di certi media e della politica, stanno cancellando la Puglia dalle carte geografiche!

Come previsto – ricorda Enzo Cripezzi della LIPU pugliesel’irresponsabile mancanza di iniziativa politica, soprattutto  regionale, se non di deprecabile complicità, continua a spianare la strada alla speculazione territoriale, perfino con imposizioni autoritarie del Governo come quella del 3 dicembre scorso.”.

Interessi per CENTINAIA di milioni di euro (ANNUI e NOSTRI !) si muovono silenziosamente a braccetto con CENTINAIA di nuovi procedimenti  autorizzativi. Per di più, nell’oscurità degli uffici, senza alcuna concertazione o consapevolezza delle comunità locali.

E’ la sintesi dell’ ELENCO della VERGOGNA”, mai reso pubblico : una VALANGA di oltre 400 PROGETTI in ATTESA di AUTORIZZAZIONE presso le Province (delegate alle valutazioni dalla Regione), definita 2 mesi fa da dirigenti provinciali e regionali in audizione alla Commissione Regionale Bilancio presieduta dal consigliere FABIANO AMATI. Che, paradossalmente, ha pure invocato deregolamentazioni  per favorire tali progetti, nella più totale ipocrisia.

Lo divulghiamo noi – denunciano alla LIPU – visto che Regione e Province non hanno uno straccio di sensibilità. Altri grattacieli eolici alti 250m e migliaia di ettari di fotovoltaico al suolo che stanno per estinguere  quel che rimane della celebrata ruralità Pugliese. Ancor più aberrante, ben il 60% di queste nuove istanze è concentrato nel Foggiano dove solo il fotovoltaico occuperà ULTERIORI 15.000 ETTARI !

Un primato da PROVINCIA degli ORRORI, già stuprata da quasi 1500 torri eoliche e centinaia su centinaia di ettari di fotovoltaico e, come Ente territoriale, accondiscendente ad accogliere nuove istanze.

I vari Amati non si accorgono (!) del morbillo di migliaia di impianti eolici e fotovoltaici che hanno GIA’ VILIPESO da anni la Puglia e il suo PPTR (Piano Paesaggistico Territoriale)?!?  Basterebbe guardare in giro. O la mappa su webgis regionale degli impianti realizzati, pur incompleta e non aggiornata da anni.

A questi si aggiunge il fiume occulto di impianti AUTORIZZATI da queste Province, in primis quella di Foggia. Quindi NON VISIBILI MA PROSSIMI AD ESSERE REALIZZATI.

MA… a questo colabrodo (impianti realizzati + autorizzati e in attesa di realizzazione localmente)  SI AGGIUNGONO  PROGETTI EOLICI OLTRE la SOGLIA dei 30 MW, quindi in iter di VIA ministeriale.

Anche qui, PROGETTI PESSIMI e CARENTI …. approvati con gli “AIUTINI” (in spregio ai valori faunistici, ambientali e paesaggistici), per candida ammissione dello stesso dr. Atelli, Presidente della Commissione VIA nazionale (Sole24ore, 19.02.21) !

Di questi progetti nazionali, OLTRE 40 sono fermi a causa di pareri divergenti nella VIA nazionale da parte degli enti coinvolti. Ma dove ricadono questi progetti? In gran parte in PUGLIA  e in particolare … ancora in CAPITANATA !  E tra le lagne pro rinnovabili  il Ministro Cingolani  STA PORTANDO IN CONSIGLIO dei MINISTRI per imporre umilianti  APPROVAZIONI per DECRETO. Ancora !

L’ULTIMO, VERGOGNOSO INSULTO il 3 DICEMBRE scorso: ALTRE 4 MEGA CENTRALI EOLICHE per oltre 250 MW! Tutte nella Daunia (Cerignola, Ascoli S., Ortanova e Stornara). E quasi 100 MW nel potentino, già crocifisso come in Puglia. Il solito copione delle procedure ministeriali: Soprintendenze e/o  uffici VIA regionali (NON i politici) esprimono valutazioni negative, la politica regionale fa propaganda del diniego senza aver mosso un dito, poi il Ministero Ambiente porta i pareri divergenti  in CdM. Che impone le autorizzazioni.

E la Regione?  MUTA !

Infine, grazie a nuove deregolamentazioni e incentivi del Governo, le società del FOTOVOLTAICO hanno presentato a  VIA nazionale (competente da qualche mese per impianti oltre 10 MW) quasi un centinaio di istanze su aree rurali, 52 NUOVI PROGETTI solo in Puglia, di cui 28 ancora NEL FOGGIANO :  ALTRI 1150 MW e 1800 ETTARI. Ma anche il Salento (il Brindisino in particolare) sarà massacrato. Nel barese, Spinazzola avrà uno schiaffo con oltre 200 ettari.

Per non parlare della PROLIFERAZIONE di cosiddetti “mini” impianti (eolici e fotovoltaici) di sola concessione comunale, che “mini” NON LO SONO affatto!

Ribadiamo il nostro BASTA!  SMETTETELA di seppellire l’identità dei luoghi ! MITE, Regione e Provincia DIANO CONTO  di questa deriva intollerabile , RISPONDANO  alla nostra  richiesta di CONFERENZA PUBBLICA con i portatori di interessi collettivi – conclude Cripezzi  – e Regione Puglia onori una buona volta il ruolo di Ente deputato al governo del territorio e, almeno, ricorra contro le ultime aggressioni!”.

Intanto, dopo 230 MLD di sussidi, gli attuali 33.000 MW di eolico e fotovoltaico installati (quasi tutti nel Mezzogiorno) contribuiscono con un 3,5% sui consumi energetici totali del Paese (elettrico, trasporti, termico).

Quanto basta per una riflessione!

LIPU Puglia, 07.12.2021

Ogni giorno salviamo una parte di Natura: la Tua