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Mega impianto solare a Masseria Giardino

7 ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE RICHIEDONO L’ACCESSO AI DOCUMENTI 

[caption id="attachment_1140" align="aligncenter" width="450" caption="Mass Giardino- foto LIPU Fg (click to enlarge)"]Mass Giardino- LIPU Fg[/caption]

Sette Associazioni ambientaliste di Foggia CSN, FAI, Italia nostra, Legambiente, LIPU, VAS, WWF vogliono vederci chiaro sul progetto dell’Amministrazione comunale di realizzare un mega impianto fotovoltaico a ridosso del Parco dell’Incoronata, del corridoio ecologico del Cervaro, di un’area già dichiarata d’interesse europeo e storicamente legata alle via tratturali, e hanno fatto formale richiesta di accesso a tutta la relativa documentazione.

Le Associazioni ricordano che il progetto dell’Amministrazione comunale prevede di realizzare, trasformando il verde agricolo in zona industriale per aggirare vincoli e normative, su di un’area di duecento ettari, un impianto fotovoltaico da 60÷80 megawatt, seppellendo così con una distesa di pannelli al silicio un prezioso patrimonio storico, culturale e naturalistico. Il provvedimento che dà il via a questo incredibile mostro ambientale ammazza Parco regionale e ammazza Masseria Giardino è la “Deliberazione del consiglio comunale n. 50 del 24/06/2011”. Relativamente ad essa sono state già evidenziate una serie di anomalie (vedi precedente intervento NDR). La modifica urbanistica, già preventivata, di trasformazione del verde agricolo in zona industriale, in antitesi con tutti i ben noti programmi di valorizzazione delle aree agricole periurbane, deve essere obbligatoriamente sottoposta a verifica di VAS (Valutazione Ambientale Strategica) e Valutazione di Incidenza. Di tutto questo, osservano le Associazioni, non vi è cenno alcuno nella delibera, demandando il tutto al Responsabile del Procedimento perché siano intraprese le necessarie procedure. Inoltre si stabilisce subitamente il carattere di "pubblico interesse" senza richiamare alcuna normativa mentre è noto che questi impianti possono assumere detta qualifica solo dopo il conseguimento dell’Autorizzazione regionale. In linea con i canoni della corretta gestione del territorio di realizzare impianti di piccola potenza, privilegiando la microproduzione di energia elettrica, costruendo centrali solari su siti di scarso valore ambientale come aree davvero industriali o urbanizzate, le associazioni ambientaliste CSN, FAI, Italia nostra, Legambiente, LIPU, VAS, WWF nel proporre istanza di accesso agli atti, invitano ancora una volta l’Amministrazione comunale di Foggia a fare un passo indietro e abbandonare l’assurdo progetto della gigantesca centrale solare, approvato in palese contraddizione con i processi partecipativi promossi dalla stessa Amministrazione sul redigendo Piano Urbanistico comunale la cui adozione è costantemente differita.

Foggia, 28.07.11                                                                                               Csn Foggia

FAI   Foggia

Italia Nostra  Foggia

Legambiente  Foggia

LIPU   Foggia

VAS Foggia

WWF Foggia

Fotovoltaico a Masseria Giardino (Fg)

LIPU e VAS contestano il comune : ritirare la delibera della vergogna!

Norme disattese e Amministrazione diffidata. 

LIPU e VAS intervengono sulla svendita dei terreni comunali che si vorrebbe “valorizzare” seppellendoli con pannelli di silicio. Un metodo sbrigativo quanto scandaloso con il mero interesse di fare cassa per i 200  ettari comunali. Agricoli ma ancora per poco.Mass Giardino- foto LIPU Fg O forse no ! Infatti già dalla Delibera di Consiglio si evincono gravissime superficialità in ordine agli adempimenti di legge necessari a trasformare l’area da agricola a industriale. Condizione oggi necessaria per eludere le nuove normative vigenti che prevedono di non incentivare impianti di potenza superiore a 1 MW ricadenti in aree agricole. Il comune, si ricorderà, sprezzante dello spirito normativo, aveva previsto di modificare di proposito lo strumento urbanistico con l’esclusivo scopo di prendere per i fondelli la stessa normativa. Un atto deplorevole e un pericoloso precedente che potrebbe essere seguito in altre occasioni. Distese fotovoltaiche su preziosi suoli agrari sono sempre una intollerabile vergogna di cui non c’è alcun bisogno. Con o senza Masseria Giardino. Anche se in questo caso deve registrarsi l’aggravante di una allocazione a ridosso del Parco Regionale dell’Incoronata che abbraccia la masseria omonima, con buona pace delle pessime ricadute paesaggistiche. Migliaia di ettari sono ingoiati nel Mezzogiorno da questa mera speculazione, con la compiacenza di Amministratori e politici spregiudicati. Ciò non ha nulla a che vedere con la tutela ambientale ma paradossalmente approfitta di questi principi per degradare e consumare ancor più il territorio. LIPU e VAS ricordano come l’agro foggiano sia già stato umiliato per decine e decine di ettari senza considerare altri impianti autorizzati in arrivo. E poi ci sono “allegre” D.I.A. (Dichiarazioni di Inizio Attività) concesse per impianti “singoli” da 1 MW, sia fotovoltaici (2 ettari) che eolici (100 m di h) ma…. vicini tra loro, quindi platealmente fuorilegge, tanto da costituire vere e proprie centrali energetiche PERO’ senza alcuna valutazione di carattere urbanistico e men che meno ambientale. E ancora varie convenzioni per grossi progetti eolici come fotovoltaici, sia nell’agro foggiano che sul confine di San Marco in Lamis dove sono iniziati pesanti sbancamenti per un gigantesco impianto eolico a cura della Renergy. Dove sono queste convenzioni? Cosa prevedono? Quali introiti? Da utilizzarsi come? E allora l’Amministrazione esponga sul suo sito internet le convenzioni e gli accordi sottoscritti o in fase di sottoscrizione e ritiri immediatamente la delibera ammazza-territorio.. Infatti, la LIPU ha diffidato l’Amministrazione comunale nella persona del Sindaco, poiché le modifiche urbanistiche, in quanto “varianti” ai Piani, devono essere obbligatoriamente sottoposte a verifica di VAS (Valutazione Ambientale Strategica) e Valutazione di Incidenza, come previsto dal D.Lgs 4/2008 e dal DPR 357/97 e successive integrazioni. Di tutto questo non vi è cenno alcuno nella famigerata delibera pur demandando il tutto al Responsabile del Procedimento perché dia corso a quanto deliberato. Inoltre si assegna arbitrariamente il carattere di “pubblico interesse, non è chiaro se alla variante o al progetto, senza richiamare alcun conforto normativo mentre è noto che questi impianti assumono detta qualifica solo DOPO il conseguimento della Autorizzazione regionale ! Altro che “valorizzare” ! Non c’è alcun serio ritorno costi-benefici ma solo la compromissione del capitale ambientale pregiudicato a scapito degli autentici interessi  collettivi. Foggia, 15.07.2011                            LIPU prov.le Foggia                 VAS prov.le Foggia

Area protetta Bosco Incoronata e torrente Cervaro. Preoccupazioni degli ambientalisti

Italia Nostra, Legambiente, LIPU, WWF, VAS esprimono perplessità e preoccupazioni in ordine al governo del territorio. Si è tenuto in data odierna (17.12.2004) un incontro tra le Associazioni Ambientaliste (Italia Nostra, Legambiente, LIPU, VAS, WWF), Enti interessati (Regione e altri enti territoriali) e l'Assessorato all'Ambiente del Comune di Foggia. Quest'ultimo di concerto con altri Enti ha presentato, con l'ausilio dei dei tecnici, il progetto life-natura avanzato alla Unione Europea sul Bosco Incoronata e sul torrente Cervaro, nonchè delle note di indirizzo per l'istituzione di Parco Regionale per lo stesso Bosco Incoronata. Le associazioni ambientaliste hanno preso atto del progetto "life" inoltrato alla Comunità Europea dall'Amministrazione Comunale di Foggia, quale legittima iniziativa dell'Amministrazione ma hanno evidenziato, tuttavia, che sono mancate le possibilità di fornire preventivamente fattivi contributi per il supporto alla "costruzione" di tale progetto  Approfittando della volontà concertativa dell’Amministrazione Comunale le Associazioni hanno stigmatizzato l’iniziativa di vendita dei terreni presso la Masseria Giardino appresa di recente dagli organi di stampa. Le stesse hanno evidenziato che tale operazione, per quanto dolorosa ma paragonabile alla vendita “dell’argenteria di famiglia”, in ragione dell’importanza per la futura area protetta, avrebbe potuto, forse, assumere caratteri garantisti per l’interesse collettivo rispetto a quello privatistico. Attraverso le misure finanziarie comunitarie (POR), infatti, si sarebbero potute esplorare ipotesi di accesso a fondi per l’acquisto di detti terreni a cura di Enti pubblici o Associazioni Ambientaliste.  Nel corso dell’incontro le Associazioni Ambientaliste hanno espresso inoltre forti preoccupazioni, già formalizzate in un articolato esposto a tutti gli organi competenti e per conoscenza alla Unione Europea, per le ipotesi di interventi di sbarramento a monte dei torrenti Cervaro e Carapelle. Ipotesi prive di valutazioni, di confronto e legate a vetuste pianificazioni risalenti al periodo “ex-cassa del mezzogiorno” e che sarebbero fortemente impattanti per i corpi idrici menzionati ma anche per il Bosco Incoronata, per le falde, per le zone umide costiere e per la costa stessa. A tal proposito le Associazioni hanno chiesto all’Amministrazione Comunale di adoperarsi, quale Ente territoriale sul quale ricadrebbero in parte le conseguenze di tali opere, per l’acquisizione degli elaborati a tutt’oggi sconosciuti e di assumere concrete responsabilità politiche sulla questione nonchè di assumere una posizione critica rispetto a tali progetti, con particolare riferimento alle conseguenze sul Cervaro, ricadente nell’agro comunale. Medesima istanza è stata espressa anche nei confronti dell’Amministrazione comunale di Manfredonia, per quanto assente all’incontro.  Nell’ottica evidenziata le Associazioni Ambientaliste hanno espresso ancor più le aspettative per un coinvolgimento concreto e fattivo nella politica di realizzazione e gestione dell’area protetta che dal 1997, anno di individuazione del Parco attraverso la legge regionale di riferimento ma mai istituito, aspetta di concretizzarsi, al di là del progetto life-natura e degli esiti dello stesso. Le aspettative citate derivano dalla necessità di garantire un ruolo di sinergia ma anche di verifica per la corretta applicazione di una politica che compenetri la visione di tutela e di ecocompatibilità delle attività antropiche, in una visione ampliata di gestione organica a livello di bacino idrografico.  Ora le Associazioni Ambientaliste si aspettano una concretizzazione di tali aspettative nelle direzioni prospettate. Foggia, 17.12.2004 Italia Nostra              Legambiente              LIPU              VAS              WWF