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Sviluppo rurale 2014-2020. Proposta pugliese inadeguata

LIPU e WWF : “La proposta della Regione Puglia è inadeguata. Accogliere le nostre proposte per far fronte ai problemi ambientali  LIPU e WWF, le principali organizzazioni italiane attive nella protezione della natura ed intensamente impegnate nelle politiche agricole e di sviluppo rurale sia a livello europeo che nazionale, esprimono massimo disappunto per la bozza di Programma di Sviluppo Rurale (PSR) Puglia 2014-2020 fatta circolare dagli uffici regionali. “La bozza del programma – afferma Enzo Cripezzi, delegato LIPU per la Puglia – è del tutto inadeguata, rispetto alla complessità delle problematiche inerenti la protezione di habitat naturali, flora e fauna. Rincresce constatare che gli uffici regionali abbiano completamente ignorato le dettagliate proposte già formulate dalla LIPU con una missiva del 4 giugno scorso”. La scarsa attenzione alla tutela della natura da parte degli uffici regionali deputati al programma di sviluppo rurale si era già manifestata con il PSR 2007-2013. Ad esempio, nello scorso programma, scarnissimo di finanziamenti per la natura, il bando per la misura potenzialmente più efficace dal punto di vista ambientale, che finanziava la conversione di superfici arative in pascoli permanenti, è rimasto aperto per soli 19 giorni, con il risultato di non ricevere neanche una domanda. Nella nuova missiva di 21 pagine indirizzata ieri al Direttore regionale dell’area politiche per lo sviluppo rurale, LIPU e WWF rilevano varie carenze nella bozza di PSR e formulano una serie di proposte migliorative per interventi quali, ad esempio, il restauro di habitat naturali, i rimboschimenti, la gestione delle colture con modalità compatibili con le esigenze ecologiche e della fauna selvatica. Le proposte delle due associazioni, basate su dati scientifici e pubblicazioni ufficiali, partono dalla considerazione di alcuni aspetti quali la scarsa estensione degli habitat naturali in Puglia e l’elevato degrado degli stessi, così come la necessità di finanziare gli obiettivi di tutela ambientale definiti dalla rete ecologica europea Natura 2000 e dai parchi nazionali e regionali, finora rimasti solo sulla carta per carenza di fondi: vale a dire, trasformare i vincoli ambientali in opportunità economiche. “L’assortito insieme di misure da noi proposto ha l’obiettivo di remunerare i gestori di terreni nelle aree Natura 2000 e nei parchi per la produzione di servizi ecosistemici a vantaggio della collettività. Ma c’è bisogno di definire impegni concreti, verificabili e basati su dati scientifici – precisa Nicolò Carnimeo, Delegato WWF per la Puglia -. In quest’ottica, i soldi pubblici, quali quelli del PSR, devono essere spesi solo per la produzione di servizi pubblici, quali lo stoccaggio di carbonio nei suoli, la protezione contro il dissesto idrogeologico, la qualità delle acque e dell’aria, la salubrità ambientale; solo un paesaggio ricco di habitat naturali e di pratiche agricole massimamente rispettose dell’ambiente può assicurare tutto questo”. Immaginabili le ricadute economiche positive dell’accoglimento delle proposte suddette: attrattività turistica per il territorio, opportunità di diversificazione economica delle imprese agricole attraverso agriturismo e masserie didattiche, vantaggi diretti per la stessa agricoltura, ad esempio come l’impollinazione delle colture e la fertilità dei suoli. In ultima analisi: una complessiva rivalorizzazione ambientale del capitale territoriale pugliese quale elemento di competitività per le produzioni agricole locali. Siamo alla fine di agosto 2014, e la Regione Puglia non ha ancora trasmesso la propria proposta di PSR per il 2014-2020 alla Commissione Europea, a cui spetta la valutazione e l’eventuale approvazione del PSR. “Non avendoci fornito spiegazioni, non comprendiamo i motivi per cui la Regione Puglia continua ad ignorare le nostre proposte, motivate con concreti dati tecnici e pienamente coerenti con gli obiettivi della politica di sviluppo rurale definiti a livello europeo. - afferma Patrizia Rossi, responsabile LIPU per l’agricoltura - Speriamo quindi di essere ascoltati dai servizi competenti della Commissione Europea ai quali sono state inviate le nostre proposte”. Come già nella scorsa programmazione, infatti, anche questo PSR rischia un avvio ritardato a causa di carenze nella predisposizione del testo, con effetti deleteri per l’intero settore. LIPU Puglia – WWF Puglia  ,  27.8.2014

AGRICOLTURA PUGLIA, LIPU CHIEDE MODIFICA DEL PIANO SVILUPPO RURALE (PSR)

 "MANCANO MISURE ADEGUATE PER LA TUTELA DELL'AMBIENTE E DELLA BIODIVERSITA'"

Le richieste inviate all'assessore regionale Enzo Russo. Il Piano pugliese si colloca nelle ultime posizioni a livello nazionale per tutela di specie e habitat agricoli. Il Piano di Sviluppo Rurale (PSR) della Puglia è carente sotto il profilo della conservazione degli habitat e della biodiversità e si colloca, sotto questo profilo, agli ultimi posti a livello nazionale. Lo afferma la LIPU-BirdLife Italia, che in una lettera inviata nei giorni scorsi a Enzo Russo, assessore alle Risorse Agroalimentari della Regione Puglia, chiede un incontro urgente per illustrare le proposte di modifica al PSR regionale e segnala le poche risorse per la conservazione di habitat, flora e fauna selvatiche, l'assenza di misure specifiche per importanti habitat come le steppe, la presenza di misure con potenziali effetti negativi sulla biodiversità. Con la revisione di medio termine (cosiddetta "Health Check") della Politica Agricola Comune (PAC) - spiega la LIPU - l'Unione Europea ha stanziato di recente più fondi per lo Sviluppo Rurale al fine di affrontare le nuove sfide ambientali, tra cui la mitigazione dei cambiamenti climatici, la protezione delle acque e la conservazione della biodiversità. Temi sui quali la regione Puglia è particolarmente esposta, in particolare al rischio di desertificazione che incombe sul 90% del proprio territorio, aggravato da un uso insostenibile dell'acqua. Nella regione risultano inoltre frammentati e degradati habitat naturali e seminaturali di grande importanza, con costante declino della biodiversità. "L'opinione pubblica - dichiara Patrizia Rossi, Responsabile Agricoltura LIPU - si aspetta provvedimenti a favore di un'agricoltura sostenibile, che offra prodotti sani e ricavati da pratiche agricole che tutelano l'habitat e aiutano la sopravvivenza delle specie degli ambienti rurali. Questo Piano invece - conclude - va nella direzione opposta. Chiediamo dunque un cambio netto di rotta". Nella lettera inviata dalla LIPU all'assessore Russo, in particolare, si evidenzia come il PSR pugliese ignori, per esempio, la grande rilevanza naturalistica delle steppe, formazioni erbose seminaturali che vengono utilizzate come pascolo permanente. Ambienti però dissodati, spietrati e messi a coltura: dagli 80mila ettari degli anni Cinquanta, si è passati ai 29mila ettari del 2000. "I pascoli permanenti o steppe - fa notare Rossi - portano non solo benefici alla biodiversità, ma svolgono funzioni ecologiche di grande rilievo come la fissazione dell'anidride carbonica, la protezione del suolo contro l'erosione e la desertificazione, la regolazione delle acque e degli equilibri idrogeologici". Secondo la LIPU, inoltre, il PSR non prevede aiuti per la zootecnia biologica o per le colture da foraggio in agricoltura biologica, una pratica - sottolinea la LIPU - indispensabile per una gestione corretta e il ripristino delle steppe, e inoltre per favorire la diffusione della rotazione delle colture, la cui semplificazione è invece all'origine dell'impoverimento dei suoli e della riduzione della biodiversità negli ecosistemi agricoli. Un'altra critica della LIPU al PSR si rivolge alla misura per la diversificazione del paesaggio agricolo (la n.216 "Sostegno agli investimenti non produttivi"), che prevede la messa a dimora di siepi, boschetti e altri elementi tipici del paesaggio, misura che non risulta accompagnata da una specifica azione agroambientale per la copertura dei costi di manutenzione o la compensazione del mancato reddito per gli agricoltori. Se non si porrà rimedio a questa carenza, la LIPU teme il fallimento della misura.