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Mega Eolico: la Provincia di Foggia continua ad approvare progetti insostenibili.

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eolico TroiaConsorzio ProOfanto, Italia Nostra e LIPU:
“Nostre deduzioni ignorate.  Regione intervenga, una buona volta!”

Da tempo la Capitanata sta vergognosamente soccombendo sotto l’aggressione spregiudicata di società eoliche. Queste hanno ben intuito il ventre molle della Provincia di Foggia, improvvidamente delegata oltre 10 anni fa dalla Regione Puglia alla valutazione ambientale di progetti fino a 30 MW di potenza. Il settore Ambiente della Provincia non esita ad approvare uno dei peggiori impianti di sempre, con il consueto copione della riduzione delle macchine, poi compensate dal raddoppio della potenza. eolico Troia

L’ennesimo caso è un progetto della Daunia Work (Srl nata dal gruppo della Margherita srl, società che ha spadroneggiato da sempre in Capitanata con mega eolico e fotovoltaico): 4 torri eoliche da 185 m di altezza e quasi 4 MW l’una, sulle colline che dominano l’Ofanto e l’invaso di Capacciotti, al confine tra Ascoli Satriano e Cerignola, a ridosso del Parco regionale dell’Ofanto e del Sito di Importanza Comunitaria “valle d’Ofanto”.  Un impatto paesaggistico e territoriale intollerabile, in continuità con altre macchine che la Provincia aveva autorizzato alla stessa Margherita srl (con un altro parere, ad avviso degli ambientalisti, censurabile), aggravando un effetto cumulativo che la stessa Provincia incredibilmente ha omesso di considerare, in spregio ai valori del PPTR, rinnegando i valori paesaggistici dello stesso PTCP – Piano Territoriale Coordinamento Provinciale – e in palese distonia con il Contratto di fiume Ofanto/Ente Parco/Prov. BAT che persegue la tutela, la valorizzazione territoriale e la mobilità dolce nelle medesime aree. Come se non bastasse, senza applicare la Valutazione di Incidenza !

Sebbene il procedimento fosse già avviato, LIPU, Italia Nostra e Consorzio ProOfanto hanno a più riprese evidenziato gravi carenze, omissioni, irregolarità del progetto, incredibilmente avallate dal Comitato VIA e dal Settore Ambiente che lo sovrintende. Studi privi di rigore scientifico hanno sminuito l’effetto detrattore a carico del Parco Regionale dell’Ofanto, gli effetti su Nibbio reale, Nibbio bruno, Lanario, Grillaio, Biancone, Albanella minore ed altre specie minacciate, l’impatto paesaggistico pesantissimo e cumulativo sul territorio circostante, sui tratturi e masserie storiche, sul complesso monumentale di Torre Alemanna, sul lago Capacciotti, sulla valle dell’Ofanto e ovviamente sul confinante territorio lucano (inesistente secondo la Provincia!), dove, paradossalmente, la Regione Basilicata ha invece adottato un vincolo per fermare questi impianti a tutela dell’Ager venusinus.

Malgrado le oltre 40 pagine di deduzioni puntualissime e incontrovertibili di LIPU, Italia Nostra e Consorzio ProOfanto, la peggiore Provincia d’Italia non fa altro che favorire i signori dell’eolico. E cosi, e solo dopo richieste della Regione, il dirigente del settore Ambiente dr. D’Attoli e i membri del Comitato VIA hanno formalmente dovuto richiamare le osservazioni dalle citate Associazioni, ma senza esprimere alcuna analisi; 3 righe, soltanto (!), per confermare semplicemente il parere ambientale positivo a favore della società. Insomma, uno sforzo “titanico” e una gestione “esemplare” del territorio !

Su prescrizione della Regione, inoltre, il dirigente D’Attoli, che pretendeva di assolvere con il solo parere di VIA anche alla compatibilità paesaggistica ai sensi del PPTR (!) è stato costretto a valutare in maniera specifica tale aspetto. Purtroppo anche i membri della Commissione Paesaggio provinciale insieme al dirigente D’Attoli, esprimevano ancora un atto favorevole alla società in plateale omissione delle controdeduzioni degli ambientalisti.

E ancora, le stesse Associazioni hanno fatto notare anche un parere negativo della Provincia BAT (DD 1233 del 3.11.2017), per di più consolidato da una sentenza TAR (n.40 del 7.1.2021). Questi atti argomentavano proprio con analoghe controdeduzioni un diniego esemplare, in toto e senza riduzioni farlocche, ad un altro progetto eolico sull’opposto versante ofantino sud (Canosa di P.), con 7 macchine di taglia inferiore (1 MW e 100 m di h) e in un’area meno critica. Nemmeno per tale incoerenza la Provincia ha agito.

 “BASTA superficialità sulla “pelle” del territorio! – affermano Enzo Cripezzi/Lipu, Pina Cutolo/Italia Nostra e Michele Marino/Consorzio ProOfanto – la Provincia di Foggia continua a favorire questi impianti, saturando il territorio. Come è possibile che gli stessi valori e perfino le stesse aree (!), bistrattate dalla Provincia di Foggia, siano invece tutelati con pareri negativi dalla Regione Puglia in altri progetti a VIA nazionale? La politica Regionale – concludono gli ambientalisti - sia parte attiva in questa ed altre vicende poco chiare. Impugni gli atti illegittimi, rimuova la disastrosa delega alle Province, irrobustisca il Regolamento Regionale in materia! E al Presidente della Provincia, Nicola Gatta, chiediamo: per quanto ancora la Capitanata dovrà subire questo modus operandi?”.

Foggia, 30.8.2021       Consorzio ProOfanto – Italia Nostra Fg – LIPU Fg

Eolico e Fotovoltaico:

ANCORA BARBARIE URBANISTICA !!

LIPU Puglia:  Anche la nuova Giunta rimane a guardare il collasso ? 

E’ una inondazione senza precedenti di progetti mostruosi, mastodontici, tra competenze ministeriali e regionali (delegate alle province), il martoriato territorio di Puglia è irresponsabilmente condannato a morte dai suoi stessi amministratori che continuano a non intervenire, umiliando e saturando le aree rurali residue,  quindi di grande importanza.  104 masserie assediata da eolico - ph LIPU Fg

Non bastava la mortificazione accumulata in 20 anni di disinteresse e complicità politica, ancora continuano espropri e vertenze legali. I residui contesti rurali della Puglia subiscono un oltraggio di nuovi progetti che si accumulano uno sull’altro senza lasciare scampo ai territori.

Procedimenti che si incrociano al Ministero e alle Province e ogni Ente fa valutazioni senza tener conto dell’altro, e nemmeno di progetti già autorizzati in passato. E, ancora, la enorme quantità di impianti fino a 1 MW, ancor più deregolamentati con procedure in capo ai comuni.

La Regione, ormai, è in gran parte spogliata di prerogative autorizzative, chiamata ad esprimere pareri di rito ma …. in procedimenti gestiti da altri Enti. SIAMO ALL’ASSURDO !

Il 25 gennaio scorso la Commissione Consiliare Regionale Ambiente ha discusso del fenomeno esprimendo unanime preoccupazione e per “fermare un oltraggio al paesaggio e un grave impatto sul settore agricolo” ipotizzando un aggiornamento del Piano Paesaggistico pugliese.

NO !  Non è questa l’azione più adeguata all’urgenza !

In una articolata nota (*) – spiega Enzo Cripezzi della LIPU pugliese - abbiamo trasmesso alla Commissione Ambiente, ai Consiglieri regionali e soprattutto alla Giunta, il quadro disastroso e le nostre istanze, evidenziando come l’aggiornamento del PPTR sia doveroso ma prevede un iter troppo lungo e intanto giorno dopo giorno si approvano ipoteche insanabili !    Nel frattempo, per arginare e scremare immediatamente questa violenta invasione, occorre approvare IMPROROGABILMENTE misure restrittive di carattere territoriale da integrare nel preposto RR 24/2010 agilmente con una o più DELIBERE  di GIUNTA.

Non solo. SI DEVE adottare una politica di ricorsi contro disastrose autorizzazioni rilasciate dal settore VIA del Ministero Ambiente che stanno uccidendo la Puglia. Non basta che la Regione faccia annunci roboanti di pareri negativi nell’ambito di procedimenti VIA ministeriali, salvo fare poi spallucce quando questi stessi pareri siano del tutto ignorati.

Ma ci sono anche da contestare autorizzazioni che alcune Province hanno rilasciato e continuano impunemente a rilasciare. Quella di Foggia su tutte : solo negli ultimi giorni il via libera all’ennesimo, sconcertante progetto eolico. Ma ormai tutte le Province non sanno come arginare la valanga. Intanto le sentenze TAR si sostituiscono gravemente ai ritardi degli Enti.

La decennale mancanza di risposte concrete della Regione è intollerabile – rimarca la LIPU pugliese -, mai come in questo caso la tempestività è anche sostanza nella azione politica. Emanare provvedimenti a tutela di aree dopo che sono state ipotecate dalle autorizzazioni sarebbe ridicolo!  E quindi l’appello della LIPU. L’Assessora Maraschio dia segno di discontinuità e di sensibilità concreta: porti in Giunta con ogni urgenza una serie di misure ad integrazione del Regolamento in materia, protegga le aree scampate iniziando da quelle interessate da procedimenti autorizzativi prossimi a conclusione.

Un esempio sono l’ampliamento della vincolistica su aree sguarnite di tuteleche stanno per essere compromesse : es. ampliamento di coni visuali esistenti e definizione di nuovi, identificazione di “aree sature”, identificazione di ulteriori “Aree non idonee” per valori faunistici e identità paesaggistiche, fasce di rispetto specifiche da ogni area protetta o vincolata.   E poi, l’Assessora Maraschio, impegni la Giunta ad adire con urgenza in sede legale contro le autorizzazioni espresse da Ministero e Province.

La Puglia muore….   FATE   PRESTO

                                                      17.02.2021 – LIPU onlus – coord della Puglia

(*) nota richiamata nel comunicato 

Fermate i Cannibali. Fermate il Decreto.

Dal Governo nuova ondata di “parchi”, quelli eolici che divorano i parchi veri.

LIPU alla politica: FERMATE  I  CANNIBALI !

Dalla LIPU pugliese lallarme, l’ennesimo da oltre 15 anni !!!! Nuovo saccheggio territoriale con la famigerata SEN, Strategia Energetica Nazionale approvata qualche mese fa dal Governo, e con il relativo Decreto Incentivi in arrivo alla Conferenza Stato Regioni.

Una SEN impacchettata con un contributo rinnovabile speculativo, orientato quasi totalmente al comparto elettrico e trascurandone altri ben più utili alla causa (trasporti, termico, ecc). Per tale atto, il Governo Gentiloni ha umiliato le leggi dello Stato sulla Valutazione Ambientale.

Avrebbe dovuto essere un normale “Piano” Energetico Nazionale da assoggettarsi, come tutti i Piani, a VAS, Valutazione Ambientale Strategica, al fine di verificarne la sostenibilità. Invece è stato scandalosamente aggirato tale obbligo, definendo “Strategia” quello che dovrebbe essere un “Piano”! E cosi nessuna preventiva valutazione territoriale, ambientale, paesaggistica ma solo obiettivi finalizzati a legittimare nuovi succulenti sussidi per le società energetiche.

E sulla scia della SEN fuorilegge, in chiusura di legislatura il Governo ha avviato l’iter di un nuovo Decreto per incentivi (ventennali!) a nuovi impianti rinnovabili per ben 6000 MW di capacità. La bozza sta per essere sottoposta al parere della Conferenza Stato – Regioni, dove si misurerà la moralità dei Governi regionali.

La LIPU pugliese ha trasmesso una argomentata nota (vedi nota) al Governatore Emiliano, alla Giunta Regionale e ai Consiglieri Regionali, rivolgendo un appello affinché non sia replicata la brutta esperienza del 2015 sul precedente Decreto di incentivazione per centinaia di MW.

In quella occasione la Regione lasciò passare l’atto senza sbattere i pugni sul tavolo, ignorando le richieste della LIPU. E cosi altre aree furono crocifisse. Questa volta sono 6000 i MW in ballo, in gran parte eolico, che travolgeranno la Puglia !

Le Regioni hanno l’obbligo morale di fermare  i “parchi” cannibali e difendere quel che rimane dei propri territori – è l’appello di Enzo Cripezzi della LIPU – altrimenti i politici saranno ricordati come coloro che hanno consegnato altri territori alla prostituzione. Emiliano ponga una vertenza non negoziabile in Conferenza Stato Regioni: BASTA prebende alla speculazione! Quei fiumi di denaro vanno dirottati verso opzioni serie di lotta ai gas serra, non invasive e più efficaci, con il concorso e al servizio dei cittadini. Intervenire sul rubinetto dei sussidi è il modo più efficace per contrastare questa aggressione, visto che i Regolamenti, il Piano Energetico e il Piano Paesaggistico regionali sono sempre più carta straccia”.

L’odore dei soldi ha già indotto le società eoliche a presentare numerosi, ulteriori, giganteschi progetti alla V.I.A. che ora è Ministeriale, prefigurando “regali” governativi alle società eoliche.

Nuove piantagioni di macchine eoliche gigantesche (i parchi finti),eolico-prov-fg-e-confini-bat come quelle che hanno ucciso sul nascere e rimpiazzato il Parco Regionale dei Monti Dauni per migliaia di ettari. Cosi come stanno assediando a terra e a mare il Parco del Gargano e le Saline di Margherita di Savoia, hanno sfigurato la visuale di Castel del Monte nel Parco dell’Alta Murgia. Stanno decontestualizzando i parchi archeologici in Salento con l’espianto di centinaia di ulivi, l’abbattimento di muretti a secco, l’umiliazione delle Pajare cosi come in Capitanata (Pinuccio di Striscia docet). Nuove centrali eoliche stanno per recintare anche le aree protette a S. Paolo di Civitate, a Bovino, a Cerignola… o il Parco delle Gravine tarantine. Mentre il solare termodinamico sta per mangiarsi oltre 100 ettari a S. Severo

Sembra grave? E invece lo è di più!!!! conclude Cripezzi - Ai tanti  progetti in arrivo al Ministero, è da aggiungere la valanga di impianti non realizzati ma già autorizzati negli anni dalla Regione, nonché quelli autorizzati o in valutazione presso le Province (improvvidamente delegate dalla Regione dal 2008). Impianti che non aspettano altro che nuovi sussidi !

E’ intollerabile l’imposizione dittatoriale di tecnologie di generazione energetica come l’eolico che, malgrado migliaia e migliaia di pale e i consumi ridotti dalla crisi, contribuisce per l’1,4% sul fabbisogno energetico totale dell’Italia !

Puglia 26.3.2018                                         LIPU Onlus – coord. della Puglia

Eolico in Capitanata: 21 aprile, procedimento penale all’udienza finale.

LIPU: Attesa, in un contesto territoriale compromesso su vasta scala.

Un territorio umiliato dalla più estesa speculazione territoriale dagli anni ’60. Enormi croci hanno sfregiato a migliaia il Mezzogiorno e arricchito gruppi di potere in un contesto privo di controlli (assente perfino un’anagrafe degli impianti, invocata dalla Lipu da 15 anni), un quadro normativo deregolamentato, spesso criminogeno (come emerge da studi internazionali sulle rinnovabili all’italiana (1)), una analisi energetica impietosa, con circa 1,4% di contributo energetico sul totale del fabbisogno nazionale.

104 masserie assediata da eolico - ph LIPU Fg

In tale scenario, le norme esistenti, sono state spesso eluse, aggirate, infrante.

E infatti presso il Tribunale di Foggia il prossimo 21 Aprile si celebrerà l’ultima udienza del procedimento penale sulla realizzazione di varie centrali eoliche industriali in agro di Rocchetta S. Antonio e Biccari, aree di primaria importanza per rapaci a rischio come il Nibbio reale, tra cui una IBA (Important Birds Area, equiparate alle ZPS dalla giurisprudenza comunitaria).

Nel procedimento penale, partito nel 2015, e scaturito da vari esposti della LIPU negli anni precedenti, sono contestati, ad Amministratori pubblici e rappresentanti della holding Fortore Energia, i reati di abuso d’ufficio per i primi e di abuso edilizio per i secondi, per aver realizzato impianti eolici violando le normative di settore.

Oltre alla LIPU, sono costituiti parte civile anche la Regione Puglia, il GSE (Gestore dei Servizi Elettrici), deputato alla erogazione degli incentivi e quindi a tutela degli interessi economici dello Stato, il dr. Tilli, cittadino di Biccari, in luogo dell’Amministrazione Comunale, non costituitasi analogamente a quella di Rocchetta S. Antonio.

La “spinta” a realizzare detti impianti ammonta ad oltre 250 mln di euro complessivi, pur stimati solo per i primi 15 anni di produzione incentivata.

Intuibile, dunque, perché in tutti questi anni si siano calpestate le politiche di tutela e di pianificazione fino ad abortire sul nascere, proprio in queste zone, quello che doveva diventare il Parco Regionale dei Monti Dauni: trasformato in un immenso cimitero con centinaia di pale, con lucrosi affari a danno dei contribuenti e buona pace delle aspettative di riscatto delle aree interne.

Vi è molta attesa ora tra Associazioni, Comitati e Società civile per gli esiti del procedimento, tra i più importanti tra quelli emersi per irregolarità rilevate nel settore delle rinnovabili.

Una delegazione sarà presente in udienza in ossequio al motto “I Care, mi sta a cuore”, in antitesi con la storica indifferenza della politica.

Foggia, 18.04.17                                         LIPU Onlus – coord della Puglia

1) Transcrime- 2013 “Green energy and black economy: mafia investments in the wind power sector in Italy”- in Crime, Law and Social Change, Volume 59, Issue 3, pp 319-339.

Eolico: dopo esposti LIPU e anni di indagine, al via procedimento penale per centrali realizzate in Capitanata

LIPU, Regione Puglia e GSE sono parte civile.

Uno scenario sconcertante : oltre 1300 torri eoliche nella sola Capitanata, un contesto territoriale desolante, un far west denunciato dalla LIPU ormai da 15 anni, favorito da amministratori e politici, locali e nazionali, che hanno agevolato la farsa dell’eolico quale panacea a tutti i mali energetici, anzitutto attraverso il foraggiamento vertiginoso di questa speculazione, con sussidi sconsiderati senza alcuna analisi e alcuna regia di riferimento. Dati incontrovertibili alla mano, un fallimento. Ma non per i conti correnti delle imprese energetiche.

E’ in tale contesto che negli anni la LIPU ha presentato diversi esposti alle Autorità Giudiziarie e agli Enti territoriali, oltre a innumerevoli “osservazioni” nell’ambito dei procedimenti autorizzativi per centrali eoliche (ma anche fotovoltaiche).

Per alcuni di questi esposti nemmeno gli atti moralmente dovuti di una risposta. Per altri un seguito procedimentale singolare: l’accertamento di violazioni ambientali (totale mancanza di attestazione di compatibilità paesaggistica) ma la decisione di doversi fare salva la buona fede (!!!) degli indiziati.

Nel caso in esame, invece, si è finalmente, e si spera non troppo tardi, approdati al rinvio a giudizio di Amministratori pubblici e rappresentanti di società del gruppo Fortore Energia, per centrali eoliche realizzate in agri di Biccari  (16 torri per 32 MW in loc. Serra di Cristo – Ripe di Suonno), di Rocchetta S. Antonio IMG_1857 (13 torri per 26 MW in loc. Macchialupo – Serro di Luca – su 30 torri assentite ex Windstrom energia eolica).

Le contestazioni vanno dall’abuso d’ufficio per aver consentito la realizzazione di impianti di produzione di energia da fonte eolica in mancanza di Autorizzazione Unica, come imperativamente disposto dal D.Lgs di riferimento n.387del 2003, ad ipotesi di violazioni  di normative in materia edilizia, con riferimento agli aerogeneratori in agro di Biccari.

I fatti contestati, risalenti agli anni 2008 per il Comune di Rocchetta San’Antonio e 2011 per il Comune di Biccari, se confermati in sentenza, proverebbero una grave lesione al buon andamento ed all’imparzialità della pubblica amministrazione, l’illegittimo percepimento di incentivi statali erogati dal GSE, ed i correlati gravi danni ambientali e paesaggistici.

Aree importanti, infatti, che erano caratterizzate per la presenza, anche nidificante, di specie di rapaci di elevato interesse Nibbio reale colpito da pala eolica- ph kocsis conservazionistico come Nibbio reale, Biancone, Lanario ed altre specie faunistiche, oltre che da preziosi paesaggi rurali contemplati, tardivamente oggi, dal PPTR (Piano Paesaggistico Territoriale Regionale) in relazione ai valori territoriali ed ecologici, risultano ora in buona parte degradate.

L’azione penale, intrapresa a seguito di esposti presentati dalla LIPU nel novembre 2012 e successive indagini della Guardia di Finanza di Lucera, ha portato al rinvio a giudizio di tre dirigenti (responsabile del terzo settore del Comune di Rocchetta Sant’Antonio e responsabili dell’area tecnica del Comune di Biccari) e due imprenditori.  Attualmente il processo è pendente dinanzi al Collegio E del Tribunale di Foggia, ove si è tenuta recentemente la prima udienza dibattimentale nel corso della quale i giudici del Collegio hanno ammesso la costituzione di parte civile della LIPU, rappresentata dall’Avvocato Mario Aiezza.

L’ammissione della costituzione di parte civile della LIPU – afferma l’Avv. Aiezza -  oltre a confermare la rilevanza dell’Associazione nella tutela dell’ambiente, gravemente leso dalle ipotizzate condotte contestate, costituisce una ulteriore affermazione della legittimazione da parte delle associazioni, riconosciute e non, a poter essere parte attiva nel processo penale nel caso in cui si verifichi un’offesa ad interessi perseguiti dall’ente stesso e posti nello Statuto quale ragione istituzionale della propria esistenza ed azione, come ha tra l’altro sancito la Corte di Cassazione a Sezioni Unite in una recente pronuncia” 

Nel procedimento si è costituita anche la Regione Puglia, il cui Ufficio Energia, per altro, in occasione delle istanze societarie di Autorizzazione Unica, postume alla realizzazione degli impianti, aveva prima rilasciato il titolo ma subito dopo lo aveva annullato d’ufficio in regime di autotutela, alla luce delle irregolarità riscontrate.

Anche il GSE (Gestore dei Servizi Elettrici), ente governativo preposto alla erogazione degli incentivi e alla vigilanza sulla corretta percezione degli stessi, si è costituito parte civile a tutela degli interessi economici dello Stato.

Incomprensibile, invece, l’atteggiamento delle Amministrazioni comunali coinvolte: il comune di Rocchetta S. Antonio, nella persona di Sindaco e Presidente del Consiglio comunale, invitati per tempo e in più occasioni dalla LIPU alla costituzione a tutela degli interessi cittadini, non hanno manifestato alcun interesse, così come il Comune di Biccari, nonostante fosse espressamente indicato quale persona offesa da parte del Pubblico Ministero.

Ad agire a tutela degli interessi del Comune di Biccari, allora, si è costituito un suo cittadino, ai sensi dell’art. 9 del TUEL, il dr. Donato Tilli, rappresentato dall’Avvocato Michele Curtotti, agendo così in sostituzione dell’Amministrazione comunale lesa, ed incomprensibilmente rimasta indifferente.

Al di là delle ipotesi di reato formulate e degli esiti di questo procedimento penale – afferma Enzo Cripezzi della LIPU pugliese – il giudizio morale su questa vicenda e della estesa aggressione che questo genere di insediamenti industriali sta perpetrando in danno del territorio lo abbiamo già espresso. In nome dell’1,4% di contributo energetico complessivo per il Paese si devasta il Mezzogiorno, riversando miliardi di euro nelle tasche dei soliti noti, marginalizzando il ruolo dei cittadini, umiliando gli interessi collettivi ed eludendo una vera, seria strategia di contenimento dei gas serra. Basti pensare che il giro di incassi dei soli impianti oggetto del procedimento – proseguono alla LIPU – è prudenzialmente stimabile in oltre 17 MLN di euro.   All’anno ! E per 15 anni, oltre ai successivi anni di sola vendita di energia, salvo eventuali ulteriori incentivi.  Quelli finanziari sono gli unici veri obiettivi delle associazioni di categoria che spingono continuamente per introiti lucrosi e garantiti. Con la triste complicità di una parte dell’ambientalismo.

Foggia, 14.12.2015                                     LIPU – sezione prov.le Foggia